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Mercoledì 4 Febbraio 2026
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Scritto da Valter Nieri
Amore e Vita
02 Febbraio 2026

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Quando si parla di ciclismo non si può che sfociare sui nomi di Mario Cipollini e Ivano Fanini: due capannoresi che hanno tracciato un'epoca, uno da corridore e l'altro da dirigente sportivo. È ventilata l' ipotesi suggerita dal dirigente sportivo più vittorioso di tutti i tempi nella provincia di Lucca di proporre Mario Cipollini, a sua volta il più grande velocista del mondo di tutti i tempi, per dare il via all' undicesima tappa del Giro d'Italia del 20 maggio da Porcari a Chiavari. 
Lo spirito e la dedizione al ciclismo di Ivano Fanini hanno segnato un' epoca irripetibile nella provincia di Lucca vissuta quando la gente affollava le strade per assistere al passaggio dei loro beniamini, quando i campioni erano abituati alla fatica, al fango e sotto pioggia e neve non vivevano certo una vita dorata. Ivano questo sport lo ha rappresentato con impegno prima da corridore, poi da dirigente ciclistico precoce che con molto entusiasmo e passione formò le sue squadre professionistiche in un suo lungo viaggio iniziato all' età di 22 anni e fatto di passione, sacrifici e sogni da realizzare. Un talent scout che rappresentò, a cavallo degli anni 70 e 80, un processo fondamentale per individuare e selezionare giovani talenti numerosi dei quali diventarono futuri campioni negli anni successivi. In età giovanile la sua scoperta più importante fu proprio Mario Cipollini, quando da bambino assieme al padre Vivaldo si recò a Segromigno in Piano per iniziare a correre. Fu messo in sella dal compianto Michele, fratello di Ivano. Il primo si occupava della parte tecnica, il secondo a trovare gli sponsor da presidente per alimentare quello che è stato uno fra i migliori e meglio organizzati settori giovanili in Italia. 
IVANO ED IL GIRO D'ITALIA
Ciclisticamente il comune di Capannori è stato per anni il capoluogo regionale grazie proprio a Fanini, che tra l' altro in occasione del bicentenario di fondazione celebrato più di due anni fa, ne ricevette l' onorificenza di Ambasciatore, ed a contribuire al suo blasone furono anche le quindici partecipazioni consecutive con le sue squadre alla corsa rosa. Un viaggio iniziato con la Fanini-Wurer nell' esordio che il destino ha voluto fosse proprio nel cronoprologo di Lucca dell' edizione 1984. Era il 17 maggio quando a imporsi fu Francesco Moser. Nel 1985 la prima vittoria in occasione della 14.a tappa Frosinone-Gran Sasso con lo scalatore Franco Chioccioli che sei anni dopo in maglia Del Tongo si aggiudicò l' intera edizione. Chioccioli sul Gran Sasso mise in fila anche il vincitore di quella edizione Francesco Moser, facendo il bis un mese dopo per la gioia di Fanini in uno fra i momenti più belli della sua lunga storia fra le corse in linea, aggiudicandosi il Giro del Friuli davanti a grandi campioni come lo stesso Francesco Moser, Johan Van der Velde, Marino Lejarreta e G.B. Baronchelli: tutti nomi che andavano per la maggiore in quel periodo. Nel 1998 Ivano con Amore e Vita Fanini si impose per l' ultima volta al Giro nella nona tappa da Foggia a Vasto con lo svedese Glenn Magnusson, quindicesimo successo fra vittorie di tappa singole e a squadre che videro trionfare nel tempo anche i vari Paolo Cimini, Alessio Di Basco, ancora Glenn Magnusson, Fabrizio Convalle e Nicolaj Bo Larsen. Addirittura nel 1988 con Stefano Tomasini fu portata a Capannori la maglia bianca di miglior giovane. Sulla scia di questi successi, irripetibili ed inarrivabili in futuro per tutte le società ciclistiche della piana lucchese, si creò in quei fulgidi anni per il ciclismo di casa nostra un forte interesse e una crescita del ciclismo giovanile , ispirando molti ragazzi a praticare quel ciclismo che oggi è ai minimi storici di praticanti a livello agonistico, perchè i giovani vedevano i loro campioni come modelli da emulare, desiderando di fare altrettanto. 
FANINI: NESSUNO E' PIU' MERITEVOLE DI MARIO CIPOLLINI A DARE IL VIA ALLA TAPPA DI PORCARI
Non sono molti i lucchesi che hanno avuto a che fare con il Giro d' Italia direttamente. Ivano Fanini vanta un curriculum invidiabile come presidente di una squadra. Ma più ancora di lui ha una storia unica Mario Cipollini .
" Mario-dice patron Fanini-oltre ad essere il più grande velocista del mondo di tutti i tempi, ha il record di vittorie di tappa con la corsa rosa avendone vinte 42. Non dimenticherò mai quando il 19 maggio 2003 in maglia di campione del mondo a Montecatini Terme con la vittoria nella nona tappa superò il precedente primato che apparteneva ad Alfredo Binda. Questo primato non verrà secondo me mai più superato. Ma poi quando si parla di Porcari, il momento più significativo di quel territorio comunale a livello ciclistico fu quando lo stesso Mario Cipollini indossava i colori della Porcari-Fanini allora presieduta da Angelo Luporini e Giancarlo Quartaroli e con quella maglia nel 1985 vinse da juniores il campionato mondiale cronosquadre. "
Annate splendide per il ciclismo porcarese che abbinato a Fanini vinceva spesso. Eccone una formazione: Mario Cipollini, Stefano Del Carlo, Lido Del Carlo, Michele Quartaroli, David Rayner, Andrea Bacconi, Massimo Tucci, Mauro Argentini, Nicola Seghieri, Mauro Del Bontà, Donato Castello, Antonio Castello, Roberto Malacarne e Romano Damiano. Altri ciclisti di buone performance che hanno indossato la maglia nel tempo: Luigi Ramacciotti, Umberto Della Nina (per anni anche Diesse della stessa squadra), Oscar Pellicciotti detto Oscare (più conosciuto come massaggiatore dei professionisti fra i quali anche il grandissimo Fausto Coppi), Lorenzo Nottolini, Enrico Della Nina, Marco Della Nina. Anche Vivaldo Cipollini, il padre di Mario e Cesare ha corso nella Poggiocaro di Porcari. Anni di forte rivalità come le accese sfide  fra Ugo Del Carlo soprannominato "Lo Sghughi" ed Ivano Fanini, zio dal nome omonimo del presidente di Amore e Vita, ma questa sfida che calamitava migliaia di spettatori assiepati ai bordi della strada nella zona di arrivo merita, vista l' accesa rivalità, un articolo a parte.
Porcari a quei tempi era molto attivo nel ciclismo...
" In quegli anni veniva trasmesso ai giovani il valore sociale ed educativo del ciclismo. Io stesso, per dare una mano di aiuto, misi il nome Fanini come sponsor sulle maglie della squadra ciclistica porcarese. Erano i tempi di direttori sportivi qualificati come Umberto Bacconi, dello stesso Angelo Luporini detto Giacche , Sirio Malacarne, Gino Fornaciari, Sirio Malacarne e Franco Mandroni. Poi tanti campioni professionistici furono forniti nelle scarpette da calzolai storici porcaresi come Giuseppe Ramacciotti, suo figlio Renzo e Luigi Unti. Ad aiutarmi nel ricordare quei momenti storici il mio mentore Stefano Bendinelli, attualmente direttore del Museo Fanini di Lunata."
QUANDO LA SEDE FANINI ERA UN POLO DI ECCELLENZA DEL SETTORE GIOVANILE
Fino al 2021 la sede di Amore e Vita-Fanini è stata un polo di eccellenza anche per il settore giovanile , non che l 'unico professionistico che la piana lucchese e la provincia di Lucca possono vantare storicamente. Ivano, con la collaborazione dei fratelli Pietro, Michele e Brunello creò un luogo strategico per la formazione di talenti che ambivano a livelli alti, cercando costantemente opportunità formative e di visibilità rispetto alle realtà locali più piccole, comunque sempre da Ivano spesso sponsorizzate. 
"Anche se quel ciclismo non potrà più tornare per diversi motivi spero che il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari, la famiglia Stefani, titolare della Sofidel, che oltre ad essere sponsor del Giro d' Italia è leader mondiale nel mercato di produzione di carta per uso igienico e domestico con il marchio Regina, e Urbano Cairo presidente dell' RCS accolgano il mio invito a far dare il via della tappa a Mario Cipollini: nessuno lo merita più di lui per la sua storia anche collegata alla squadra ciclistica di Porcari."
Che lancio promozionale per i giovani possono dare queste tappe nella piana lucchese e nella provincia di Lucca? Oltre a Porcari anche Viareggio è di nuovo sede di tappa.
" Notevole-conclude Ivano Fanini-. Spero che sappiano approfittarne anche il futuro presidente F.C.I. provinciale Lido Del Carlo e quello attuale Pierluigi Castellani che hanno fondato la scuola di ciclismo, grazie al lancio promozionale che ne consegue, di poter avvicinare almeno un terzo dei giovani che tesserai per le mie squadre a quei tempi. Ne hanno tutte le possibilità e devono approfittare di queste occasioni, divulgando il messaggio anche ai giovani nelle scuole."
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