Politica
Quale Futuro per Roberto Vannacci?
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L'assessore Consani: "La grande partecipazione registrata conferma quanto i giovani abbiano voglia di essere protagonisti della vita della città"

“La storiella del sindaco di tutti non funziona più”: Vietina contro un’amministrazione “sempre più rivolta all'estrema destra”
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Il Credito Sportivo finanzierà quasi interamente la realizzazione del Silver 1: Buchignani: "Tassi zero liberate risorse per altri interventi"
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Ecco perché l'Italia non può applicare sanazioni a Israele
Chi chiede al nostro governo di applicare sanzioni vere ad Israele (per le quali sarei pienamente d’accordo!) dopo gli atti di pirateria e le violenze perpetrate nei confronti di nostri cittadini, forse non sa o dimentica alcuni particolari

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La guerra Iran-alleati / Usa- Israele: una opinione
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Carnini (FdI): "Da Ponte a Moriano richieste concrete. Ora servono risposte rapide"
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"Se l'atteggiamento continua ad essere quello di chi non perde occasione per attaccare continuamente il lavoro del Sindaco di Lucca, dell'Amministrazione di Lucca, dei Consiglieri Comunali di maggioranza e della stessa Lucca Holding su di un tema delicatissimo - e non solo tecnicamente ma anche politicamente - come quello dei futuri assetti della gestione delle risorse idriche a Lucca ed in Toscana, mostrando altresì di sottovalutare quanto la Lega sta facendo anche in Consiglio Regionale per provare a salvare Geal cambiando la normativa, allora piu' che "quelli che l'acqua unisce", siamo di fronte a chi sull'acqua sta provando a dividere compromettendo anche le residue possibilita' di compiere quell'auspicato stretto passaggio che porti a modificare le regole del gioco ed alla salvezza di Geal. La sensazione, infatti, malgrado le reiterate e strombazzate dichiarazioni di "non avere colorazioni politiche" e' quella, invece, che vi sia un chiaro intento, anche ideologico, di fare opposizione al centrodestra che governa a Lucca oltre a perseguire un chiaro approccio politico che mira a scelte ben precise gradite almeno ad una parte maggioritaria del PD lucchese - legittime sia chiaro ma certamente non sopra le parti - riguardo alle quali il tentativo di salvare Geal in tutti i modi come stanno facendo l'amministrazione Pardini a Lucca per un verso e la Lega a Firenze con la nostra proposta di legge, sono di evidente ostacolo". Cosi' Massimiliano Baldini, consigliere regionale della Lega".
"Ricordo a tutti, anche a "quelli che l'acqua unisce", che la proposta di legge presentata dalla Lega in Consiglio Regionale che mira a costituire sub-ambiti provinciali in grado di realizzare i presupposti per tenere unito il territorio provinciale sulla base di studi scientifici predisposti dalla stessa AIT e di tenere l'acqua, bene comune, fuori dalla multiutility, apprezzata anche da esponenti autorevolissimi del territorio, e' stata protocollata quasi un anno fa, ha incassato il pieno riconoscimento dei presupposti di legittimita' legale ed e' stata esposta in Commissione dal sottoscritto a seguito del quale la stessa Presidente della Quarta Commissione ha suggerito e disposto una interlocuzione con la maggioranza e cioe' con il PD sulla quale stiamo continuando a lavorare nel tentativo di trovare, anche in extremis - continua l'esponente del partito di Matteo Salvini - un possibile equilibrio utile all'obiettivo."
"E' pero' evidente che gia' la prossima settimana, terminata la tornata elettorale dei ballottaggi, stante anche l'incalzare dei vari passaggi burocratici anticipatori alla scadenza della concessione, stringeremo definitivamente questa fase di dialogo, portando poi, in ogni caso, la Legge al vaglio del Consiglio Regionale.
Tuttavia - conclude Massimiliano Baldini - malgrado continui a mantenere un approccio positivo e teso al risultato, non si puo' sottacere che nessuno potra' sottrarsi alle proprie responsabilita' politiche se Lucca dovesse perdere Geal a causa di questi atteggiamenti divisivi e defatigatori che non sono certo di aiuto ne' a quanto svolto fino ad oggi dall'Amministrazione di Lucca ne' al lavoro della Lega in Consiglio Regionale."
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Tempus fugit, dicevano i romani e la débâcle referendaria è passata, e già il PD deve fare i conti con la mancata conquista di Venezia e la perdita di Reggio. Al riguardo poco conta aver conquistato Avellino, Prato etc., – con tutto il rispetto per queste città di provincia – anche perché Salerno se l’è pappata De Luca, che conobbi quando ne era sindaco. Uno che potremmo dire prototipico di quel PD che Elly (con e senza i fratElly), voleva scalzare. E che invece le continuano a far venire il mal di pancia pre-mestruale. Uno che aveva capito che la sicurezza era importante anche per chi votava PD.
Tempus fugit anche per il governo, che fra un anno andrà a chiedere la conferma in nome di ciò che ha fatto. E rischia di vedersi presentare il conto per ciò che NON ha fatto.
Ho provato a dire, per almeno 3 anni, che il quadro nazionale, e soprattutto la nostra Costituzione – e l’interpretazione che se ne fa da parte di una frangia della Magistratura – non consentono a una destra sterzate brusche ed epocali. Basti pensare che su quasi tutte le progettualità nate in questi 4 anni è sempre calata la mannaia – o almeno è stata avanzata l’eventualità – dell’incostituzionalità. Contestualmente anche fatti di politica estera, in cui francamente l’Italia era irrilevante, son stati addebitati all’attuale governo. Per non parlare delle manifestazioni continue, per tutto, anche per gli starnuti aumentati degli eschimesi.
Non ricordo che scelte di Renzi, Conte, Draghi e Monti siano state avversate allo stesso modo, o che minchiate targate Obama come l’intensificazione – fasulla beninteso – della pressione sull’Afghanistan, abbiano visto una parte del Parlamento insorgere contro chi governa un’Italia. Che, in definitiva, per una parte degli States, conta come il 2 di coppe con briscola a bastoni.
Giustifico quindi i piedi di piombo del governo, il primo di destra dopo l’8 settembre 1943, visto che “di destra” gli esecutivi Berlusconi non erano. Anzi, a volte dubito che forse fosse più di destra qualche governo che ha condotto l’Italia fra il 1946 e il 1968. Ma per me che posso anche giustificare, qualche decina di migliaia si son stancati d’attendere.
Intanto, in barba a quella sicurezza nella fedeltà del gen. Vannacci alla Lega, il generale se n’è andato e corre da solo. Ed è difficile dire chi abbia tradito fra l’incursore che nessun intervistatore inchioda, e Salvini: i punti di vista son diversi e quindi inutile impelagarsi. Per cui resto ai fatti.
A oggi 62.000 tesserati, che vuol dire almeno altrettanti voti, senza contare l’effetto che i 62.000 opereranno su mogli, figli e nipoti. E pare peschi pure fra i M5S, ove una destra originariamente c’era e se n’è andata davanti alle scelte di Conte.
Può il centro-destra seguire le indicazioni di Marina Berlusconi e “non trattare” con Vannacci? Certo! E così butta alle ortiche quel po’ di credibilità che ha curato di creare in questi anni su un fronte solido per opporsi a immigrazione incontrollata, islamizzazione, comprensione per tutti i maranza e pugno di ferro solo con i No-Vax.
E se lo fa, o FI si allea col PD, oppure il campo a geometria variabile di Elly e i suoi fratElly vincerà le elezioni, salvo poi andare a sbattere in Parlamento con due opposizioni, che non si sono alleate prima delle elezioni, ma ogni giorno si opporranno al governo disastrato d’Elly “dagl’unti capelli”.
Il primo caso non sarebbe ipotesi peregrina. Per decenni l’Italia ha visto al potere democristiani, socialisti più o meno democratici, repubblicani e liberali Inciuci e vecchi merletti. Berlusca ci fece la sua fortuna. E non solo lui.
La crescita di Futuro Nazionale credo dia da pensare. Conviene chiudere le porte? In politica mai. Anche perché c’è meno differenza fra Lega e FdI, con dentro Vannacci, di quella fra le anime progressiste e barricadere del PD. Per non parlare se al magico cocktail ci aggiungi M5S e AVS. Insomma, c’è un casino che si avvicina.
Il guaio è che Vannacci forse sta portandosi via lo zoccolo duro di FdI, quelli che erano a sostenere la Giorgia nazionale nelle prime tornate elettorali, quando era l’unica opposizione, ininfluente quanto si vuole per cui a nessuno veniva in testa di metterla a testa in giù, ma capace di mettersi alla testa del cambio di scenario.
Quelli che considerano la necessità di mantenere la barra dritta a destra, senza inciuci e ammorbidimenti se ritengono ne vada di mezzo la loro idea d’Italia, tradizioni, cultura e interessi.
E pian piano potrebbero seguire coloro che, comunque, non condividono il disegno di manovra PD, sempre più islamizzante, maranzante, giustificante.
Quelli che non ci stanno a considerare normale un cretino che spara qualche colpo a pallini di plastica a due dell’ANPI, e un povero disagiato mentale chi poco ci manca fa una strage, ma qualche gamba la fa comunque amputare.


