Anno XI 
Domenica 31 Maggio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
08 Marzo 2026

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Non volendo tediare con pezzi eccessivamente lunghi, ometto molti particolari degli argomenti di cui tratto, cercando comunque d’essere esaustivo e chiaro. Nell’ultimo, in cui ho discettato della vicenda di più giovane collega, assolto di recente in Cassazione al termine del “Cucchi-Ter”, ho omesso alcuni elementi, e ritengo giusto ora sottolinearli a parte, originando da essi altri spunti di pensiero. Premettendo che la riforma delle carriere e del CSM, sia chiaro, NON accelererà lo svolgimento dei processi.

Allora, sapete quanto tempo il GIP che doveva decidere se rinviare o meno a giudizio un bel po’ d’ufficiali e sottufficiali dell’Arma, ha tenuto sul tavolo la richiesta del Pubblico Ministero, in quella particolare occasione?

1 (UNO) giorno.

Beh, conoscendo l’eloquio brillante e sovente contorto delle carte giudiziarie, leggersi qualche centinaio di pagine, capirle e decidere, richiederebbe del tempo. Io – persona di media cultura e capacità – impiego un po’ di più, ma ci sta che un genio possa farcela in poche ore. O no? O non ne ha bisogno perché condivide carriera, vita privata, ufficio e magari pure “corrente” con il PM? Sarebbe stato così … celere (per non dire “sbrigativo”) … se avesse avuto assai meno da condividere? Non so dare una risposta, e lascio al lettore il dubbio, che m’arrovella le cervella, che fa pure rima.

Del resto oggi è noto come in “Mani Pulite” si sia fatto ricorso a espedienti procedurali per poter far confluire tutte le richieste di misure cautelari su un solo GIP, che più che giudicare di volta in volta, era convinto “a prescindere” della bontà del teorema accusatorio.

E ora un altro tema scottante.

Il depistaggio. Cos’è? Il tentativo – che può o meno riuscire in base alle reciproche abilità di depistatore e depistando – di sviare un’indagine. Bene, in questo caso la legge permette che se un depistatore cerca di far fesso un depistando magistrato, in una virtuale sfida all’OK Corral, il “depistato”, seppure lo sia stato solo temporaneamente, ha il diritto di costruire l’accusa, indagare, e chiedere il rinvio a giudizio.

E dov’è finita la terzietà? È “terzo” colui che si è cercato di far fesso? Non è, per caso, sia chiaro, che stia cercando di mettere all’angolo chi ha tentato di dribblarlo? E che lo stia facendo, magari (dubitativo) solo per coprire la propria fessaggine, o inerzia (di tre anni)? E magari è pure “incazzified” per essere stato preso per il naso … sia pure per poco tempo. Anche su questo, non ho un’idea esatta, e lascio il dubbio. Certo, forse, una riforma ci vorrebbe, e altri dovrebbe indagare. Altrimenti si personalizza la tenzone, che non è mai bello.

Qualcuno poi dice: “Vedi, alla fine l’hanno assolto! E che altro vuoi?”

Dimentichiamo che son passati 8 anni. Ci starei che la situazione resti com’è se i tre gradi fossero concentrati in uno o due mesi. E capisco che ciò sia irrealizzabile.

Anche all’ergastolano innocente Zoncheddu hanno detto che fosse innocente. Già, dopo 32 anni di galera.

Insomma: il referendum non cambia i tempi dei processi, e gli errori ci saranno sempre? Concordo assolutamente, ma ho anche detto che questo referendum lo considero solo un assaggio, di un percorso da perfezionare. E per questo sarebbe un guaio se naufragasse nello tsunami dei “NO”.

E poi l’impunità – nella pratica, come sostiene la Gabanelli con una sua mirata indagine di Report – non è il caso che finisca?

Qualche giorno fa dei giornalisti tuonavano contro un cardiologo, sostenendo che non debba più eseguire interventi chirurgici, in quanto avrebbe causato la morte di un bimbo, e sprecato il cuore di un donatore. Non ne capisco e taccio.

Ma allora se un magistrato commette un errore di questa portata, rovinando la vita di un innocente per suo errore o incapacità, anche se senza alcun maligno intendimento, non capisco perché non debba essere applicato lo stesso principio. Se il medico e l’infermiere si debbono assicurare, e tanti comandanti militari nella loro carriera l’hanno fatto, perché non dovrebbe farlo il magistrato?

In sintesi:

  • se non si cambia nulla, ci terremo tutto com’è, che non piace al cittadino, e non piaceva neppure alla sinistra se un dì Max. D’Alema e l’on. Serracchiani erano per la separazione delle carriere;
  • se si cambia tutto, scatta la legge del Gattopardo, e non si cambia nulla;
  • proviamo a cambiare qualcosa, procedendo per piccoli aggiustamenti. Non si sa mai.

L’ultima delle opzioni, che è quella che preferisco, è sicuramente compresa dai miei amici artiglieri, gente che di logica e matematica ne capisce.

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