La Lucchesia ancora protagonista con le tappe del Giro d' Italia. Manca un mese e mezzo alla cronometro individuale della decima tappa in programma il 19 maggio da Viareggio a Massa che può dare scossoni alla classifica, per poi trasferirsi la carovana rosa il giorno successivo a Porcari per la tappa "Paper District" che arriverà a Chiavari attraversando una buona parte del territorio lucchese e snodandosi fino al Golfo del Tigullio. Scrivendo di Giro d' Italia vengono in mente i grandi momenti che ha vissuto da protagonista l' unica squadra lucchese che ha avuto il vanto di correre nel professionismo e partecipare a 15 edizioni: il Team Fanini- Amore e Vita che ha mantenuto nel tempo fino al 2021 un' aura di prestigio creando un progetto longevo e vincente e ottenendo successi che rimangono nella memoria collettiva. Tra l' altro le centinaia di affermazioni soltanto nel professionismo sono esposte come esperienza educativa e culturale nel Museo Fanini-Amore e Vita diretto da Stefano Bendinelli a Lunata, a soli tre chilometri dalla partenza della tappa di Porcari. Il suo storico presidente Ivano Fanini, l' unico al mondo ad aver tesserato giovani ciclisti di ben 44 nazioni, facendoli maturare in casa e lanciarne diversi nel professionismo, riuscì nel 1984 a fare esordire la sua squadra al Giro d'Italia ed il caso volle che quel momento avvenisse proprio a Lucca in occasione del cronoprologo vinto da Francesco Moser. Fanini è riuscito nel tempo a far combinare il talento individuale dei suoi corridori con una forte coesione di gruppo. Giovani in cerca di gloria ai quali creò condizioni giuste per farli emergere ed assumere quella intraprendenza che ha consentito loro di ottenere spesso risultati superiori alle aspettative.
LA PRIMA VITTORIA DEL TEAM FANINI E DI FRANCO CHIOCCIOLI AL GIRO D' ITALIA
Nella seconda partecipazione al Giro d' Italia per il Team Fanini arrivò anche primo successo di tappa. Il 31 maggio 1985 si aggiudicò con Franco Chioccioli la 14.a tappa da Frosinone al Gran Sasso d' Italia. La squadra si chiamava Maggi-Fanini ed era composta da nove corridori: Franco Chioccioli, Cesare Cipollini, Mario Bonzi, Fabrizio Vannucci, Benedetto Patellaro, Fabio Patuelli, Filippo Piersanti, Steen Michael Petersen e Jens Veggerby. Furono momenti di grande adrenalina per i dirigenti della squadra e per lo stesso Franco Chioccioli, soprannominato "Coppino". Momenti che ripagarono gli sforzi regalando emozioni uniche a corridori e staff. Ivano Fanini vedeva tutto ad un tratto concretizzarsi le sue ambizioni iniziate a livello dirigenziale quando aveva appena 22 anni. Quella vittoria fu soltanto la prima delle numerose ottenute a livello individuale e di squadra con il Giro che vide la sua squadra arrivare a picchi alti di visibilità ed un impatto significativo sulla sua notorietà e popolarità. Il Team Fanini è l' unico nella storia provinciale di Lucca ad essere arrivato al professionismo e mai più probabilmente succederà in futuro per altre squadre. Dal 1948 ad oggi ha rappresentato più autenticamente l' identità cittadina che ha origini antiche nella comunità, attirando e reclutando giovani ciclisti da tutto il mondo e mantenendo una popolarità dominante in Toscana. Sul Gran Sasso " Coppino" alzò le braccia al cielo giungendo da solo in una edizione che fu vinta dal bretone Bernard Hinault, l' unico imbattuto nella storia del Giro avendovi partecipato soltanto tre volte ed ottenuto altrettante vittorie nella classifica finale. Alle sue spalle si classificò con un distacco di 15 secondi l' australiano Marcel Wilson mentre il grande Francesco Moser vinse la ristretta volata di un gruppo occupando la terza posizione del podio distanziato dal vincitore di 24 secondi.
FRANCO CHIOCCIOLI: "IL TEAM FANINI HA INCISO MOLTO NELLA MIA CARRIERA"
Per Capannori e per gli sportivi della lucchesia quella prima vittoria del Team Fanini al Giro d' Italia ha segnato la storia . Un' impresa epica, una vittoria inaspettata che lanciò "Coppino" nell' olimpo dei grandi e che segnò per il territorio lucchese uno fra i momenti più indimenticabili fra tutte le discipline sportive. "Coppino", un soprannome che gli affibbiò Ivano Fanini per la sua somiglianza fisica che aveva con Fausto Coppi, dopo 20 giorni da quel successo al Giro si ripeté nel Giro del Friuli mettendo in fila fior di campioni come Francesco Moser (battuto ancora una volta), Johan Van der Velde, 4.o Marino Lejarreta, quinto G.B. Baronchelli, quindi Algeri, Corti, Beccia, Festa e Riccò. Il Team Fanini con Chioccioli decollò nel secondo anno di professionismo diventando una fra le squadre maggiormente in evidenza a livello nazionale.
Abbiamo avvicinato il protagonista di quell' anno: Franco Chioccioli.
"Eravamo una squadra giovane ma bene assortita. La nostra trasformazione fu dovuta alle abilità di Ivano Fanini, colui che ha valorizzato e lanciato una miriade di giovani nel ciclismo. Per me una stagione strategica, avevo 26 anni e stavo vivendo l' evoluzione della mia carriera ciclistica. Promossi i valori dell' umiltà, del sacrificio e lavoro quotidiano, essenziali per la crescita."
Ci racconta il suo primo successo al Giro d' Italia in maglia Fanini?
" In discesa attaccò Stefano Giuliani che ripresi e staccai successivamente in piano. Poi l' arrivo in salita, considerando le mie caratteristiche di scalatore, mi consentì di aumentare il vantaggio sugli inseguitori. Si festeggiò ma per poco tempo perché il giorno seguente si doveva essere di nuovo alla partenza della tappa successiva. Questo stato emotivo positivo fu un potente amplificatore delle nostre performance e della coesione del gruppo. "
Un lucchese era suo compagno di squadra: Cesare Cipollini
"Avevo un bel rapporto con lui. Aveva grandi qualità. Un ciclista di classe che vinse molto tra i dilettanti. Peccato che nel professionismo non abbia avuto la stessa sorte mostrando motivazione incostante e gestione emotiva difficile. Cesare era una persona leale e sincera: con lui si condividevano gioie e fatiche."
"Coppino" continuò a mostrare le sue qualità di scalatore negli anni successivi vincendo la classifica finale del Giro d' Italia alla sua decima partecipazione nel 1991 a quasi 32 anni, nonostante i pronostici fossero tutti per Bugno e Chiappucci e nell' ultima settimana prima dell' apoteosi di Milano riuscì a vincere anche tre tappe: ad Aprica, sul Passo Pordoi e nella crono individuale di Casteggio davanti a Bugno. Oggi lavora come direttore sportivo della Rossin con sede nel Valdarno che dispone di giovani interessanti uno dei quali nel 2005 si laureò campione d' Italia: Adriano Angeloni mentre altri come Ficara e Celano che fece passare professionisti con Amore e Vita. La sua esperienza è messa in funzione dei giovani ed è basata su fiducia, supporto e comunicazione.
FANINI PRONOSTICA CHE A PORCARI PARTIRA' IN MAGLIA ROSA VINGEGAARD
Sulla partenza della tappa di Porcari Ivano Fanini esprime il suo pronostico:
"Sono sicuro-dice-che quando il Giro partirà da Porcari Jonas Vingegaard , scoperto e diretto dal mio ex corridore il danese Brian Petersen, sarà maglia rosa e vincerà il Giro, mentre un altro mio ex corridore nelle categorie giovanissimi Lenny Martinez, che in questi giorni ha chiuso al secondo posto finale proprio dietro Vingegaard il Giro di Catalogna, vincerà almeno una tappa e finirà il Giro nelle prime posizioni. Tra l' altro anche suo padre, l' ex olimpionico e 3 volte campione del mondo di MTB Miguel Martinez, è un mio ex corridore da professionista. A pronostico avverato verrebbero festeggiati al Museo Fanini con l' organizzazione del direttore Stefano Bendinelli, che recentemente ha incontrato Franco Chioccioli nel corso di una serata a lui dedicata nel museo di ciclismo Gino Bartali di Ponte a Ema con il contributo dell' americano Hampsten, vincitore del Giro d' Italia 1988"



