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Martedì 7 Aprile 2026

Scritto da Redazione
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07 Aprile 2026

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A 40 anni dalla scomparsa sarà ricordata venerdì 10 aprile, alle ore 17 nella sala consiliare della Provincia in Palazzo Ducale, la figura del neurofisiologo Giuseppe Moruzzi, il grande scienziato che arrivò a un passo dal Nobel.  Moruzzi è stato uno dei più grandi studiosi a livello mondiale della fisiologia del sonno e dei meccanismi sonno/veglia, insignito di numerosi premi, nonché grande amante della letteratura e della storia. A lui si deve tra l'altro la costituzione di una ricchissima biblioteca scientifica a Pisa. L'iniziativa è a cura della Società Medico Chirurgica Lucchese e del Centro Filippo Buonarroti Toscana, con il patrocinio della Provincia e del Centro Studi Professor Guglielmo Lippi Francesconi. Interverranno Daniela Melchiorre, presidente della Società Medico Chirurgica Lucchese, Francesco Bocci del Centro Buonarroti, il cardiologo Paolo Moruzzi e lo storico della medicina e della sanità Giorgio Cosmacini.

Di Giuseppe Moruzzi scriveva Mario Tobino sul Corriere della Sera nel 1971: "La costante cura di Moruzzi era di togliere da sé i luoghi comuni, le opinioni già costruite che strizzano l'occhio, tentano di lusingarci verso strade sbagliate" mentre Rita Levi Montalcini ricordava come "Se l'Italia è conosciuta nel mondo dal lato della biologia, e particolarmente della neurofisiologia, tutto questo è dovuto a un figlio del nostro paese, Giuseppe Moruzzi".

 Come testimoniano le foto dell'archivio del figlio del medico, Paolo, Moruzzi era affascinato dalla Lucchesia, dove trascorreva le sue vacanze, specialmente durante gli anni dell'insegnamento presso l'Istituto di Neurofisiologia dell'Università di Pisa. Qui era solito incontrare i suoi amici, spesso figure di grande levatura come il professor Frédéric Bremer, pioniere delle ricerche sul sonno, il fisiologo Lord Edgar Douglas Adrian, premio Nobel per la medicina nel 1933 e maestro inglese di Moruzzi, il biochimico Daniel Bovet, premio Nobel per la medicina nel 1957 e il neurofisiologo finlandese Ragnar Arthur Granit, premio Nobel per la medicina nel 1967. 

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