È stato da poco pubblicato, dalle Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte di Lucca, il libro di Alberto Cibin “«Finché c’è libertà, si può lottare». Carlo Ludovico Ragghianti nelle commissioni della Biennale di Venezia”, ottavo volume della collana dei “Quaderni della Fondazione Ragghianti”, ideata e diretta da Paolo Bolpagni, nata con l’intento di dare visibilità e diffusione ai risultati delle ricerche originali condotte dai giovani studiosi vincitori dei bandi post-dottorali della Fondazione.
Il libro di Alberto Cibin, che attualmente è ricercatore universitario in Storia dell’arte contemporanea, tocca punti nodali non soltanto della biografia di ‘operatore culturale’ di Carlo Ludovico Ragghianti, ma anche di una delle istituzioni più importanti d’Europa, la Biennale di Venezia, affrontando, con il supporto di numerosissimi dati inediti e di lucide interpretazioni, un tema straordinariamente rilevante. È così restituito l’affresco autentico e palpitante di una stagione cruciale del mondo dell’arte del dopoguerra.
Nei cinque capitoli in cui si articola, la monografia abbraccia un arco temporale che va dal 1945 al 1960, ossia dal periodo del sottosegretariato alle Belle Arti e allo Spettacolo nel governo di Ferruccio Parri, ruolo rivestito da Ragghianti poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale, fino alla trentesima edizione della Biennale, con i tentativi di riforma, gli scontri, gli accordi, le polemiche, i retroscena e la vicenda della purtroppo abortita “Mostra storica del Futurismo”.
Il volume di Alberto Cibin, come i precedenti della collana dei “Quaderni”, è pubblicato dalle Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte, e può essere acquistato direttamente alla Fondazione Ragghianti (in via San Micheletto, 3 a Lucca) oppure ordinato sul sito www.fondazioneragghianti.it o nelle librerie (per informazioni: 0583 467205,



