Uno striscione posto subito fuori Porta Elisa in cui l'anonimo demente ha fatto gli auguri, il 28 luglio, a Benito Mussolini. La Sinistra è insorta domandandosi come mai il sindaco e la giunta non abbiano preso le distanze da un gesto così, a suo avviso, provocatorio e pericoloso. Semplice: perché di provocatorio e di pericoloso non ha alcunché. Gli auguri al duce del fascismo sono una boiata incredibile, frutto di una ignoranza e di una imbecillità paragonabili soltanto a coloro che, sul fronte opposto, avessero voluto fare la stessa cosa inneggiando al compleanno di Stalin, con l'unica differenza che i venti milioni di soldati russi uccisi nel secondo conflitto mondiale hanno salvato il mondo dal nazismo mentre quelli mandati a morire dalla follia di Mussolini non sono serviti a niente. Quando ho letto dello striscione abbiamo pensato ad un libro di Nuto Revelli edito da Einaudi che leggemmo tanti, tantissimi anni fa: La strada del davai. Provate a leggerlo tutto se ci riuscite, dalla prima all'ultima pagina e, soprattutto, lo leggano i quattro coglioni che hanno tirato su lo striscione. Siamo pronti a scommettere che se lo leggessero si vergognerebbero per il gesto fatto. In Russia, dietro alle ambizioni di Hitler e senza che nessuno glielo avesse chiesto, Mussolini, complici la Corona e lo Stato Maggiore, inviò oltre centomila soldati dei quali solo poche migliaia tornarono a casa, uccisi e congelati sulla neve della steppa russa...