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Mercoledì 7 Ottobre 2026
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Scritto da aldo grandi
Ce n'è anche per Cecco a cena
06 Ottobre 2026

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Abbiamo trascorso, volontariamente, gli anni della nostra adolescenza romana leggendo numerosi volumi di storia che trattavano il tema dello sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale ad opera dei nazisti. Anche per questa ragione crediamo che il popolo ebraico vanti un credito pressoché illimitato per tutti i secoli a venire. Qualcuno, però, pare esserselo dimenticato e, dopo aver pianto ed essersi fustigato la schiena, è tornato a gridare per le strade d'Europa contro Israele e contro gli ebrei. Anzi, siamo arrivati al paradosso che coloro che un tempo spedivano gli ebrei nelle camere a gas oggi li difendono mentre quelli che li proteggevano oggi li vorrebbero morti. Fortuna vuole che, a differenza di come era sempre stato, Israele non si fida di nessuno se non di se stessa e ha giurato di non affidarsi mai, in futuro, agli altri per difendere la propria libertà. Oggi è il 7 ottobre 2026. Sono passati appena tre anni dal massacro che i terroristi di Hamas hanno compiuto uccidendo a sangue freddo oltre 1200 persone tra uomini, donne e bambini che avevano il solo difetto di essere ebrei. Il tutto, bene dirlo, in un giorno soltanto. Poco prima di questo tragico evento, in Israele la sinistra aveva indetto numerose manifestazioni contro il Governo, dimostrando ancora una volta due cose: la prima, che la sinistra è la rovina, il cancro di ogni paese; la seconda, che un paese come Israele circondato da assassini, non può permettersi le stesse divisioni che contraddistinguono una comune democrazia. Pena il rischio di estinguersi. Sono passati tre anni e la vendetta di Israele è arrivata: dura, devastante, puntuale, senza sconti. Israele ha compreso che non può accettare di avere ai propri confini formazioni terroristiche radicate che ne vogliono la cancellazione dalla faccia della terra. E non è questione di uno, due o tre stati. Questa è una bazzecola che serve agli organismi sovranazionali ormai inutili e dannosi per cercare di riacquistare una parvenza di autorità. Israele lotta per la propria sopravvivenza e sa benissimo che cosa serve per mantenerla. Non ci sarà mai pace fino a quando esisteranno i massacratori di Israele. Nonostante i bastardi verniciasti di rosso spinto, sono in aumento gli italiani che ammirano il popolo ebraico, circondato da milioni di arabi, e capace di essere uno dei popoli più sviluppati del mondo e anche tra i più coesi e consapevoli delle proprie radici. Molti italiani hanno compreso che la minaccia non arriva da Israele, ma dai paesi arabi, tutti nessuno escluso, con i quali noi fornichiamo regolarmente come abbiamo sempre fatto. In Italia ci sono e sguazzano come pesci nell'acqua, terroristi di varia natura che hanno ben chiaro che cosa vogliono e come vogliono raggiungerlo. L'Italia ha barattato la propria dignità per un piatto di lenticchie. Solo Oriana Fallaci aveva il coraggio di dire che lei stava con Israele, sempre e comunque. E sul suo tavolo c'erano le tre bandiere degli Stati Uniti, di Israele e dell'Italia. Questi imbecilli che manifestano pro Hamas andrebbero presi e deportati per una vacanza di sei mesi all inclusive nelle zone ancora frequentate dai tagliagole dell'Islam o magari a Raqqa la vecchia capitale dell'Isis. Per noi il 7 aprile è un giorno di morte, ma anche il giorno in cui l'orgoglio di essere vicini al popolo ebraico supera ogni paura. Israele sta facendo il gioco sporco che avremmo dovuto fare noi e che vigliaccamente non abbiamo il coraggio di fare. Se avete voglia, andate a rivedervi il film Munich e capirete perché Israele non dimentica e non perdona. Anzi, uccide i terroristi uno per uno fino all'ultimo e non si pone il dilemma o il problema se tutto ciò è democraticamente accettabile o meno. Occhio per occhio, dente per dente. 

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