Alcuni dati parlano chiaro. Sono sempre meno coloro che decidono di partecipare al concorso per entrare in polizia o nell'Arma dei carabinieri. Perché? In fondo si tratta di un lavoro statale, con stipendio fisso e garantito e anche, sul fronte pensionistico, qualche privilegio rispetto ad altre categorie pubbliche. Però, c'è, appunto, un però. Chi ha la memoria corta o perché non c'era o perché è un ignorante, non può non ricordare la strage di via Fani del 1978. Morirono cinque rappresentanti delle forze di polizia ossia la scorta intera di Aldo Moro. Non furono i primi ad essere uccisi dai terroristi di estrema sinistra o anche di estrema destra, ma fu, quella volta, la consapevolezza che oltre non saremmo potuto andare pena il rischio che a in crociare le braccia fossero proprio agenti e carabinieri stanchi di essere carne da cannone retribuita malamente. Anche i politicanti da strapazzo della prima repubblica lo compresero, non erano stupidi, e corsero ai ripari. Fu così che fu un certo generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ad occuparsi di terrorismo e lo fece in maniera esemplare senza andare troppo per il sottile. Esagerò? Forse, qualche volta, ma non si poteva far finta di niente e contro la violenza dei terroristi era necessaria una violenza altrettanto devastante. Oggi, nell'anno di (dis)grazia 2026, con Parigi data alle fiamme colme tutta la Francia, con Milano sventrata dagli immigrati che dell'Italia niente sanno e niente vogliono sapere anche se sono nati qua, con un sindaco di sinistra, Sala, al quale pagheremmo volentieri una vacanza all inclusive a Raqqa capitale del Califfato ammesso che esista ancora e comunque con viaggio di sola andata, oggi, dicevamo, l'Italia appare come il prossimo terreno di scontro. Peccato, però, che i bollettini post guerriglia, parlano solamente di esponenti di forze dell'ordine feriti anche grevemente mentre i bastardi islamici e verniciati di rosso se la cavano, al massimo, con qualche ridicola denuncia e qualche inutile arresto. Più volte ci siamo chiesti se i celerini sono sposati o meno, se hanno dei figli e, soprattutto, come si sentono quando arrivano a casa da moglie e figli dopo aver vissuto ore di guerra vera e propria. La tensione? La paura? La rabbia? L'amarezza? Come si può staccare la spina e tornare ad essere dei perfetti padri e mariti di famiglia? Semplice. Non si può. Si schiatta, si perde anche quel minimo di lucidità che ci si porta dietro tutti i giorni. E per quale motivo, ci chiediamo noi, un agente dovrebbe starsene fermo in attesa di bastonate, sanpietrini, calci e altro solo perché qualche magistrato o qualche politico verniciati di rosso spinto ritengono, magari, che pestare un celerino non è reato? Perché un agente o un carabiniere che reagiscono e colpiscono a loro volta e anche duramente, i provocatori e aggressori, sanno che verranno denunciati per aver fatto il proprio dovere ed essersi difesi? E tutto questo per quanti euro al mese? Sono loro, in fondo, che vanno a spaccarsi il fondoschiena sulle pattuglie di giorno e di notte per difenderci sapendo bene - e lo sappiamo anche noi - che senza di loro saremmo fottuti. E allora perché io dovrei entrare in polizia se so benissimo che alla prima occasione mi becco, se va bene, una scarica di sassi sulla testa. O, magari, se fermo qualcuno che tenta la fuga e quello cade e magari muore, ci vado io di mezzo che non c'entro nulla? Il garantismo dei politici unito a quello dei giudici e a quello degli avvocati ha finito per destabilizzare un sistema che poteva avere e sicuramente aveva, qualche magagna, ma che adesso non esiste più e lascia il posto all'anarchia dilagante che non conosce limiti e confini. Dobbiamo tornare indietro anche perché quel passato, messo a confronto col presente, fa ridere. Se si vuole richiamare i valori del passato bisogna essere coerenti e non avere paura di fare quel che è stato sempre fatto. Chi spacca, devasta, distrugge, violenta non può ricevere altro che lo stesso trattamento, ma esasperato ed elevato all'ennesima potenza. Lo Stato ha ceduto i suoi poteri nella sostanza, mantenendoli in una forma che non spaventa più nessuno. Siamo giunti al paradosso che, spesso, il colpevole è l'innocente e viceversa. A certa gente servirebbe il ripristino del Codice Rocco, ma integrale. E invece la legislazione attuale in materia di ordine pubblico fa come il c...o alle vecchie.


