Mentre il giornale Inluccaveritas.it o anche La Repubblica di Lucca sta viaggiando col vento in poppa recuperando visitatori su visitatori e visualizzazioni su visualizzazioni, chi scrive sa cominciando una vera e propria campagna di reclutamento di collaboratori che abbiano voglia di scrivere su uno dei pochi giornali, se non l'unico, che abbia una impostazione lontana anni luce sia dal pensiero unico dominante sia da ogni compromesso ideologico. A partire da oggi sulle pagine del nostro quotidiano, oltre al generale Carmelo Burgio candidato a sindaco di Milano per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, pubblicherà i suoi articoli anche Corrado Corradi. Ecco, in breve, il suo curriculum vitae: nato a Parma nel ‘56; a otto anni, al seguito dei genitori emigra in Marocco; frequenta le scuole italiane elementare e media a Casablanca e superiore a Tangeri. Nel ‘75 è in patria per fare il soldato presso la Scuola Militare di Paracadutismo dove diventa Istruttore di Paracadutismo. Promosso Ufficiale è presso il Battaglione Incursori Paracadutisti Col Moschin. Nel 93 transita presso gli Organismi di Informazione e sicurezza che lo impiegano prevalentemente nel mondo arabo-islamico. In pensione dal 2011 col grado di colonnello, risiede in Marocco. Ha pubblicato due libri e un romanzo tattico. I due libri sono: “Rischio Islam” (2000, editore Excalibur); “Una vita di quelle che non si sa mai” (2025 editore Il Cerchio). Il romanzetto tattico si intitola “Protocollo Alfa - Attacco” (2022 editore Altaforte). A lui chiediamo di tenerci informati su ciò che accade nell'universo islamista sotto il profilo teorico. Corradi è anche sposato con una donna nata e cresciuta in Marocco, per cui ha una conoscenza a 360° di tutto ciò che riguarda il mondo arabo, i suoi usi e costumi, conosciuti anche per la sua lunga attività all'interno degli organismi militari del nostro paese. Non dimentichiamoci che, al di là della scarsità di mezzi, del 25 luglio e dell'8 settembre 1943, l'Italia vanta una classe di ufficiali, sottufficiali e militari di elevata professionalità che sono in grado di dimostrare come indossare una divisa non significhi, per forza di cose, essere fascisti o odiatori seriali di tutto ciò che odora di democrazia e libertà. Anzi. Sono proprio loro che, nel caso, possono e sapranno difenderci e difenderla, questa libertà. Benvenuto, quindi, a Corrado Corradi e a tutti coloro che vorranno imitarlo.



