Erano quattro mesi che non facevamo una passeggiata notturna tra le strade del centro di Lucca. Un privilegio che un tempo ci concedevamo spesso, ma che, negli ultimi tempi e non per colpa nostra, abbiamo dovuto rimandare. Così, adesso che siamo tornati, percorrere a piedi le via di questo straordinario gioiello intoccabile e immutabile, è stato, davvero, un po' come rivivere. Ce lo eravamo dimenticato quel senso di serenità interiore, di silenzio oltraggiato, ma soltanto per l'espace d'un matin, da turisti in cerca di una vacanza a prezzi contenuti. Certo, Lucca meriterebbe ben altro, ma fa ridere che a farlo notare sia uno come Enzo Alfarano, capogruppo del Pd in consiglio comunale, verniciato di rosso che più rosso non si può. Ma come?, Alfarano chiama in causa il turismo mordi e fuggi come una delle cause del malessere dei commercianti lucchesi, quando sappiamo benissimo tutti che se fosse per la Sinistra esisterebbe solamente quel tiopo di turismo e di turista, che tutto vorrebbe gratis e niente pagare, che seminerebbe mediocrità e schifezze a grappoli per le città d'arte di questo affossato stivale. Dicevamo delle passeggiate romantiche in notturna. Una delle nostre dolci metà di un tempo che, purtroppo, fu e non è più - e questa volta per colpa nostra - era solita declamare dei versi improvvisati al silenzio che avvolgeva la bellezza dei monumenti e di tutto ciò che faceva parte di questa città. Per lei, proveniente dalla capitale, il chilometro di diametro e i quattro chilometri di circonferenza avrebbero potuto essere, si e no, un piccolo tocco di classe di fronte all'enormità e alla eternità di Roma, e ppure terminava sempre le sue considerazioni con un 'Amo questa città' dove, tra l'altro, era capitata per puro caso negli anni Novanta in visita a una delle prime edizioni di Lucca Comics&Games. Quanti ne abbiamo conosciuti, di personaggi più o meno istituzionali, sbarcati all'improvviso e con la valigia già pronta per ripartire i quali, al contrario, hanno finito per mettere le radici in quello che l'ex brigatista Valerio Morucci, durante una conversazione, ebbe a definire un buco di culo del mondo poiché noi non la smettevamo di magnificarlo. Quanti anni sono passati da quando, nel settembre 1989, scendemmo dal treno che ci aveva condotto in piazzale Ricasoli. Guardammo le Mura di fronte a noi nella loro maestosità, ma ci rendemmo conto che sarebbe stata dura sopravvivere vista la provenienza dal caos quotidiano e stregato di una Roma alla quale non avremmo mai pensato di finire per rinunciare. Camminare la notte per Lucca è come farsi cullare da una Storia che se ne frega delle miserie degli uomini, del loro affannarsi, del loro correre in su e giù come criceti impazziti. Una Storia che sa benissimo di come il futuro sarà esattamente uguale al passato ed entrambi uguali al presente. Al termine di questa avventura chiamata vita tutti, indistintamente, saremo dove nessuno potrà venirci a trovare e non ci sarà qualcuno capace di spiegarci, fino ad allora, che dannarsi l'anima e combattere senza sosta altro non sia se non un tentativo, inutile e alquanto imbarazzante, di cercare di frenare l'incedere del tempo. E allora cedete al desiderio di sentirvi come si sono sentiti milioni di altri lucchesi nel corso dei secoli che chissà dove sono adesso, ma che della notte stellata di questa città hanno beneficiato esattamente come possiamo farlo noi. Lucca non è della destra e nemmeno della sinistra, ma nemmeno del centro così come non è dei lucchesi, dei capannorotti o dei garfagnini o anche degli italiani in genere. Lucca, semplicemente, è. Unica e capace di bastare a se stessa.



