Un momento che entrerà nella storia di Lucca Comics & Games: Alberto Angela che arriva sul red carpet del teatro del Giglio Giacomo Puccini in veste da Mandaloriano, insieme agli immancabili cosplayer di Star Wars della 501st Italica Garrison. Potremmo vederlo, nell’anno in cui la manifestazione festeggia le nozze di diamante con la città di Lucca, come il culmine di tutto quello che Lucca Comics & Games rappresenta: l’inaspettato, la commistione di mondi apparentemente incomunicabili, e la passione che ci accomuna tutti.
È stato l’inusuale esordio dell’attesissimo incontro con Alberto Angela previsto nella quarta giornata di festival al teatro del Giglio, all’inizio di difficile interpretazione: quando la calca sovrumana schiacciata contro le balaustre del red carpet attendeva solo il suo arrivo, ecco che a fare il suo ingresso è stato il gruppo ufficiale italiano di costuming a tema dell’universo di Star Wars, facendo così tappa lungo la sua parata. Ma ad un tratto, qualcosa di particolare è accaduto: a cadere sotto i riflettori è stato un individuo in tenuta da Mandaloriano, che togliendosi lentamente il casco si è rivelato essere, tra le grida di sorpresa e gioia del pubblico, nient’altro che Alberto Angela stesso.
“Erano anni che volevo fare una cosa del genere. Devo dire che tenere l’elmo e camminare non è stato per niente facile- ha scherzato Angela, legittimo erede del padre Piero come divulgatore scientifico più amato d’Italia- Si rimane tutti i bambini: sono i sogni che ci fanno andare avanti. A Lucca mi sento a casa”.
Dopo un rapido cambio in ambiti più ortodossi (“vado in una cabina telefonica a cambiarmi”, sono state le parole caratteristicamente ironiche di Angela) e dopo essersi prestato a selfie e rapidi autografi con il pubblico (limitati dai guanti da lui indossati, per cui si è dovuto limitare ad alcune faccine sorridenti comunque ben accolte), il divulgatore si è spostato all’interno del teatro per uno degli incontri più attesi di questa 60esima edizione di Lucca Comics & Games: quello in cui ha dialogato con il pubblico lucchese del suo libro Cesare. La conquista dell’eternità.
“Abbiamo cullato per anni il sogno di avere tra di noi lui, che è uno dei più meravigliosi storyteller. È stato il best player ever sul community carpet di Lucca Comics & Games con quell’epico unveal del casco”, l’ha introdotto il direttore di Lucca Comics & Games Emanuele Vietina.
“Fare una cosa del genere in una cornice come questa è qualcosa di storico: abbiamo vissuto una cosa bellissima, fa molto piacere questa passione condivisa che parte e non si ferma più. Qui ti puoi liberare, condividere passioni che riescono a rendere felici tutti- ha commentato invece Gianluca Gazzoli, celebre conduttore che si è assunto il compito di dialogare con Angela in quest’occasione- Quest’uomo ha raccontato la città di Lucca in modo unico, e gli siamo sempre grati per tutte le cose che ha raccontato a tutti noi: in televisione fa numeri straordinari, è difficile pensare che contenuti del genere possano arrivare a così tante persone”. uest’u
E proprio per il suo ruolo nella trasmissione dell’informazione e per il modo in cui ha raccontato la nostra città, Alberto Angela è stato insignito proprio sul palco del teatro della medaglia città di Lucca, da parte dell’amministratore unico di Lucca Crea Nicola Lucchesi e del sindaco Mario Pardini: “In questo sessantesimo anniversario celebriamo la legacy, l’eredità: nessuno incarna questo concetto meglio di lui, che ha reso semplici cose complesse senza banalizzare e facendole capire a tutti. Lucca Comics è un momento di divulgazione, volevamo che uno dei grandi divulgatori italiani fosse qui”, ha affermato Pardini.
“Ringrazio gli organizzatori, e tutti voi: senza di voi sarebbe difficile, come il vento nelle vele. Io vado dove c’è la qualità, è per questo che sono qui. Sono 60 anni che qui si trasforma quello che molti considerano banalmente intrattenimento in una forma d’arte straordinaria, all’estero molto apprezzata e che in Italia comincia a essere riconosciuta- sono state le prime parole di Alberto Angela, accolto sul palco del teatro del Giglio da un applauso che ne ha fatto vibrare le pareti- D’altronde, Lucca ha anche segnato un momento cardine nella carriera di Cesare, perché è qui che incontrò Pompeo e Crasso, stringendo gli accordi di Lucca che rafforzarono il primo triumvirato. Segnò un cambiamento nella geopolitica dell’epoca, ponendo le basi di quello che con Augusto diventò l’impero romano”.
In conversazione con Gianluca Gazzoli, Angela ha innanzitutto cercato di sviscerare le ragioni profonde dell’affetto che così tanti italiani continuano a riservargli, pur parlando di tematiche che potrebbero sembrare fredde e asettiche: “Credo che sia comune a tutti quelli che fanno il loro lavoro seriamente e con passione: ho tanti colleghi che parlano di storia, e siamo tutti reparti di un esercito schierato contro l’ignoranza. Il lavoro funziona se viene fatto in modo umano, diretto. Non è facile parlare di queste tematiche, ma in Italia riesce bene: siamo abituati ad avere la cultura in casa. A noi piacciono le sfide, facciamo tanta innovazione in televisione: è rischioso farlo in prima serata, ma ci piace”, ha dichiarato il divulgatore.
Passando alla figura di Cesare, co-protagonista dell’incontro odierno, Angela non ha avuto dubbi sul motivo per cui continua a colpirci così tanto oggi: “Ci rassicura: vorremmo avere qualcuno che ci desse la sua forza. Cesare aveva tanti lati negativi, ma sapeva risolvere i problemi in modo incredibile, pur trovandosi sempre in minoranza. Lo associamo alla vittoria, e soprattutto ha imposto il mondo attuale: parte come un politico cinico in una Roma con livelli di cattiveria alla Gotham City, riesce e a emergere e capisce che la sua gloria sta nella conquista- ha osservato- Il modo in cui Cesare ha conquistato le Gallie ci manda un messaggio: ci è riuscito perché loro non erano uniti. Se siamo separati perdiamo: l’Europa deve lasciare da parte le sue divisioni e stare assieme. Sì, Cesare a volte si sbagliava; si perdeva, scherzava con i suoi soldati, ed era avvolto nella solitudine: in lui troviamo qualcosa di molto umano, che ci ricorda anche di noi. Era una persona interessante e forte, con sfaccettature a tutto tondo”.
“Scrivere un libro è facilissimo, se ci sono riuscito io. Ci vogliono tre cose, e vorrei che da queste mie parole nascessero dei libri: il tema, lo stile, e un’idea. Esorto tutti a farlo: siamo in un luogo di creatività. Se hai un sogno realizzalo, o ti rimarrà sempre qui- ha proseguito, riflettendo sul successo riscosso- Ho ripreso cose che avevo studiato a scuola, e ho visto un mondo incredibile mai raccontato, che di colpo ha cambiato tutto: per questo ho voluto raccontarlo. Non è stato facile, ne sono venute fuori 670 pagine: una lunghezza da dizionario. Quello che ti salva è lo stile: se metti lo stile in discesa, tutto funziona”.
A questo punto, i ruoli si sono invertiti: è stato infatti Angela a chiedere a Gazzoli cosa domanderebbe a Cesare se potesse intervistarlo. “Gli chiederei in quale momento della sua vita si è accorto di qual era la sua direzione e che stava funzionando”, ha dichiarato Gazzoli.
“Rispondo io per lui, visto che è assente giustificato: penso che lui abbia cominciato a capirlo con la sassata che un membro della scorta del re germanico Ariovisto scagliò contro la delegazione romana, fatto che gli diede la scusa per invadere le Gallie. Una sassata ha cambiato l’Europa fino a adesso”, è stata la risposta di Angela.“”
“Rispondo io
Angela ha poi ricordato alcune delle esperienze che la sua attività di divulgatore gli ha permesso di fare, come intervistare i protagonisti del discussissimo film The Odyssey: “Quando ho visto il film all’inizio era un po’ deluso, perché non lo capivo. Poi mi sono reso conto che Nolan ha avuto il mio stesso problema: traghettare un’opera dell’antichità nel mondo moderno. Ha fatto un lavoro di divulgazione molto raffinato- ha commentato- Ho anche intervistato il re Carlo e la regina Camilla. Questo mi fa riflettere sul fatto che con il mio mestiere mi trovo spesso in situazioni molto più grandi di me: devo guardarmi e dirmi che ho le capacità per combattere tatticamente, passo per passo”.
È stato proprio questo l’ultimo messaggio di Alberto Angela al pubblico lucchese: “Non si tratta mai di grandi strategie, ma di piccoli passi. Una vittoria per volta, per raggiungere il vostro obiettivo. Il mondo è una cosa terrificante, ma guardatevi alle spalle: se ce l’ha fatta chi è venuto prima di noi, perché non anche noi? Non dobbiamo avere paura di fare le cose. Io sono nato in una generazione che vedeva il futuro come speranza, oggi fa paura. Ma la vita non è mai facile: bisogna solo fare un grande respiro e andare avanti”.


