Dopo anni di progettazione, prende finalmente il via il cantiere che porterà alla nascita del Centro delle Arti di Lucca, nell’edificio di piazzale Verdi che tante vesti ha ricoperto nel corso della storia di Lucca: prima ospedale, poi asilo infantile, più recentemente manifattura tabacchi e cinema, e finalmente entro tre anni un polo culturale internazionale. Un nuovo progetto culturale, concepito per diventare un punto di riferimento nel panorama museale ed espositivo contemporaneo, tra mostre, attività, eventi e percorsi interdisciplinari.
“Due saranno le principali destinazioni dell’immobile: l’ultimo piano ospiterà la collezione permanente della fondazione Cassa di Risparmio, così da rendere fruibili i De Simone, i Civitali, i Paolini, i Batoni, le opere della Guidotti e della Kauffmann e tutti quei capolavori lucchesi che attualmente la fondazione non ha modo di rendere fruibili. La seconda destinazione è quella a polo espositivo temporaneo, che condurrà in città flussi turistici di qualità, contribuendo alla promozione dell’immagine della città e dell’intero territorio- ha dichiarato Massimo Marsili, presidente della fondazione Cassa di Risparmio di Lucca- Ringrazio la collaborazione che tutte le istituzioni hanno dato agli uffici tecnici e ai progettisti per raffinare e migliorare l’immobile e renderlo compatibile con le norme di sicurezza. Importantissima è stata soprattutto la collaborazione con l’amministrazione comunale di Lucca, dal suo insediamento. I lavori partiranno entro la fine di giugno”.
“Un percorso lungo e complicato, ma il risultato sarà un grande successo per la città: non solo la riqualificazione di un luogo con una storia importantissima per la città, ma anche la restituzione di uno spazio alla cultura. La cultura è un’infrastruttura importantissima, anche se spesso non ai primi posti delle agende delle amministrazioni- è intervenuto il sindaco di Lucca Mario Pardini- La città di Lucca ha bisogno di cultura di qualità, eventi di qualità: questo è un altro passo in avanti per una città che vuole essere internazionale senza dimenticare le proprie radici e la propria storia, e non guardando alla quantità ma alla qualità”.
L’iter è cominciato sotto la direzione dell’ex presidente Marcello Bertocchini, che in occasione della conferenza stampa di presentazione del progetto ha sottolineato la funzione dell’edificio non da mero contenitore di cultura, ma da motore di creazione della stessa. “Il progressivo disuso e abbandono dell’immobile hanno permesso alla fondazione, tre o quattro anni fa, di acquistarlo per circa tre milioni di euro. Ancora una volta, la fondazione si mette al servizio della città per recuperare spazi e luoghi. Il progetto permetterà inoltre di creare lavoro, nonché di creare indotto economico”, ha spiegato ancora Marsili.
“Lucca era l’unica città toscana senza uno spazio museale espositivo importante: questa era una lacuna importante da risolvere, anche perché in un mondo che cambia velocemente c’è una concorrenza straordinaria tra province per attrarre turisti. Era doveroso che Lucca portasse avanti un progetto che permettesse un’individualità rispetto ad altri progetti culturali- ha affermato Alberto Fontana, presidente della fondazione Centro delle Arti Lucca- Un progetto molto sfidante, che possa essere in grado di affermarsi e ricevere l’ascolto di istituzioni importanti che ci aiutino a fare mostre di valore per tutta la comunità. Ci auspichiamo che i lavori vadano avanti nel migliore dei modi possibili, arrivando all’apertura entro il 2029, forse addirittura nel 2028”.
“La fondazione Centro delle Arti è figlia della fondazione Cassa di Risparmio e della fondazione Ragghianti; nata nel maggio 2024, oggi dopo due anni annunciamo l’inizio dei lavori. Può sembrare una tempistica lunga, ma in realtà le cose sono filate lisce, e siamo fiduciosi che così continuerà- ha aggiunto il direttore Paolo Bolpagni- Adesso abbiamo maggiori elementi per concretizzare le interlocuzioni già avviate affinché la programmazione espositiva del centro possa partire con mostre di grande portata e ambizione, nell’ottica di una politica culturale ampia”.
L’intervento, che prevede un investimento complessivo superiore ai dieci milioni di euro, interesserà i duemila e cinquecento metri quadrati dell’edificio, coinvolgendo non soltanto la riqualificazione strutturale dell’intero edificio, ma anche la valorizzazione degli ambienti storici, inclusi i decori settecenteschi della sala d’ingresso, insieme alla realizzazione di nuovi spazi espositivi flessibili e pienamente accessibili. Too Studio firma il progetto architettonico, che interpreta questo percorso attraverso un dialogo equilibrato tra conservazione e innovazione. Durante i lavori di ristrutturazione, le impalcature che avvolgeranno il cantiere saranno arricchite da un progetto fotografico pensato per raccontare ai cittadini la storia dell’edificio e le diverse funzioni che ha svolto nel corso del tempo: uno spazio di memoria e narrazione condivisa per la comunità che si realizzerà grazie al materiale presente in archivi fotografici lucchesi, accompagnando le varie fasi di ristrutturazione dell’immobile. Una ricerca fotografica resa possibile grazie alla disponibilità dell’Archivio Fotografico Lucchese, della casa editrice Pacini Fazzi e della ricercatrice Simonetta Simonetti.
“Abbiamo cercato di mantenere il più possibile la caratterizzazione della facciata, che ha un portale medievale importante e ben connotato, eliminando la recinzione d’accordo con la soprintendenza per reintegrare l’edificio nel tessuto urbano- ha spiegato l’architetto Monica Gambini- Per le persone con disabilità motoria verrà utilizzato l’ingresso a fianco, reso continuo e uniforme con il principale grazie all’ottone. All’interno realizzeremo una composizione che rappresenterà la connessione tra i diversi piani, e recupereremo le antiche capriate lignee, rimodellando tutto così da avere una maggiore fissità degli spazi”.



