MESSAGGIO
È toccante, e costituisce una testimonianza che interpella profondamente il nostro senso di rispetto e di amore per la dignità della vita di ogni essere umano, l'opera solerte di cura della memoria intrapresa da anni a Lucca sugli anni della guerra: penso alla figura di don Aldo Mei, ma anche ad altri preti e a quanto avvenuto, appunto, alla comunità certosina.
Quest'anno il programma commemorativo a Lucca prevede una celebrazione eucaristica nella parrocchia di San Lorenzo, adiacente al monastero, presieduta dal Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Lucca mons. Leonardo Della Nina, con la partecipazione del sindaco di Lucca Mario Pardini, del consigliere Federico Gilardetti in rappresentanza della Provincia di Lucca e di altre autorità locali, insieme a rappresentanti di associazioni e semplici fedeli. Successivamente, con le stesse autorità, avrà luogo un atto commemorativo a cui mi unisco spiritualmente scrivendo dal Venezuela.
Si tratta di un momento di alta trascendenza, volto a rendere giustizia e a far progredire la sensibilità per una causa di beatificazione di tutto il gruppo massacrato dalla cieca furia di quei soldati che, senza misericordia, diedero la morte appunto a quegli innocenti certosini. Le indagini condotte dal Procuratore Generale Militare presso la Corte d'Appello di Roma, il Dott. Marco De Paolis, sono un chiaro segno della ricerca della verità, del rispetto per la vita e della volontà di non consegnare all'oblio i crimini contro l'umanità. Possa tutto ciò contribuire anche a far avanzare un processo di canonizzazione, quale luminoso esempio per i tempi presenti.
«Una lettura attenta della storia lo conferma — ci ricorda Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas —: persino nelle notti più oscure, il Signore suscita uomini e donne capaci di non rassegnarsi e di perseverare nel bene: persone che custodiscono i fragili e aprono vie di riconciliazione... i cristiani vedono le tenebre e le chiamano per nome, ma non rimangono paralizzati a contemplarle... per questo servono il bene anche laddove il dolore sembra avere l'ultima parola, sostenuti da una speranza teologale che dona alla realtà un orizzonte e una direzione».
Il mio più vivo desiderio è che in Venezuela la causa di Mons. Salvador Montes de Oca / Fra Bernardo Maria trovi un sempre maggiore impulso, poiché ci troviamo non soltanto dinanzi al primo martire venezuelano, ma dinanzi a un dono totale di sé per la giustizia e la verità, mosso dalla forza della fede. San Paolo ci insegna che la verità ci farà liberi. Per questo è fondamentale conoscere e far sapere: la conoscenza approfondita dei fatti, dei pensieri, delle azioni degli uomini e delle modalità con cui si sono compiuti, ci conduce a formare liberamente un giudizio scevro dai condizionamenti altrui. È questa la via che ci rende liberi di non ricadere nei medesimi errori e di edificare, con le nostre opere, il bene comune.
Il mio fraterno saluto si unisce all'iniziativa dei nostri fratelli di Lucca; essa rafforza la nostra condizione umana e cristiana e ci sollecita a riaffermare la necessità di guardare a coloro che ci hanno preceduto come a saldi punti di riferimento, affinché siamo noi stessi i costruttori del bene, della giustizia, della verità e dell'amore di Dio per le generazioni presenti.
«Per compiere grandi cose nella vita non occorre essere illustri. È sufficiente operare con l'onestà della propria coscienza, mantenendosi fedeli ai principi in cui si crede».
Cardinale Baltazar Porras
Arcivescovo Emerito di Caracas
in rappresentanza della Fondazione Salvador Montes de Oca



