La solenne concelebrazione eucaristica per il patrono della diocesi e della città di Lucca si è svolta alle 10:30 di domenica 12 luglio nella basilica dedicata a colui che la tradizione indica come primo vescovo di Lucca: San Paolino.
A presiedere la liturgia è stato l'arcivescovo mons. Paolo Giulietti. Tra i concelebranti c'erano il vescovo emerito di Pistoia e Pescia mons. Fausto Tardelli, il vicario generale di Lucca mons. Leonardo Della Nina, i rappresentanti del Capitolo della Cattedrale guidati da mons. Alberto Brugioni e il parroco del centro storico, don Lucio Malanca.
Nel commentare le letture, l'Arcivescovo Giulietti ha lanciato un messaggio sia alla Chiesa sia alla società lucchese. Richiamando il profeta Isaia, ha invitato a superare le paure e i vecchi arroccamenti dettati dalla crisi, esortando ad accogliere con coraggio la complessità del tempo presente. Ha poi indicato come esemplare «l'atteggiamento delle minoranze creative: realtà che, pur essendo piccole e fragili, non si fanno bloccare dalla situazione attuale, ma sono capaci di intuire e praticare percorsi nuovi da cui sorgono realtà diverse e per certi versi inedite».
Pensando ai primi evangelizzatori del territorio, mons. Giulietti ha aggiunto: «Io mi immagino che San Paolino dica oggi alla Chiesa di Lucca di non avere paura. Nella visita pastorale da poco conclusa, insieme a tante cose interessanti e consolanti, ho toccato con mano le paure delle nostre comunità: il timore di trovarsi più vecchi, la paura che tante cose del passato non possano continuare. Abbiamo anche noi la tentazione di farci dominare dai timori che vengono dalla crisi. Ma la Chiesa del Concilio, del Cammino sinodale e del magistero dei papi è invece una Chiesa che non ha paura di confrontarsi con la realtà per portare l'annuncio del Vangelo». Su questo punto ha ricordato: «Proprio in questi giorni a Viareggio prenderà avvio una grande missione sulle nostre spiagge, insieme alla Diocesi di Massa, dove giovani e meno giovani si cimenteranno con l'annuncio del Vangelo».
Rivolgendo poi lo sguardo alla società, l'Arcivescovo ha evidenziato: «Vediamo tanti segni della paura intorno a noi, nelle piccole e nelle grandi dinamiche sociali e politiche che parlano di riarmo, di chiusura e di remigrazione, o di misure sempre più restrittive che rendono il percorso delle persone, sotto il peso di regole e burocrazia, sempre meno sostenibile. Tutto risponde ad atteggiamenti difensivi. Di fronte a questo, San Paolino direbbe alla nostra società di non chiudersi, perché c'è ancora molto da fare per rendere il nostro mondo migliore. Dobbiamo abbandonare l'atteggiamento di polemica sterile, il perseguimento di interessi di piccoli gruppi di potere e quel piccolo cabotaggio che guarda all'interesse di oggi e non al bene di domani, all'interesse dei giovani».
Dopo l'omelia, l'omaggio delle autorità a san Paolino: il Comune di Villa Basilica, con il sindaco Giordano Ballini, ha offerto l'olio per la lampada e il Comune di Lucca, con il sindaco Mario Pardini, ha donato il tradizionale cero. La messa si è poi conclusa con l'esecuzione del mottetto al termine del quale Giulietti ha impartito la benedizione solenne.
Festa di San Paolino patrono di Lucca e della diocesi, Giulietti: «Ritroviamo l'atteggiamento di apertura, proprio delle minoranze creative»
Scritto da Redazione
Cronaca
12 Luglio 2026
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