Torno sulle violenze di questi giorni nelle nostre maggiori città italiane, poiché leggo che c’è ancora chi con i se e con i ma cerca di distinguere tra chi vuole manifestare pacificamente e chi si è introdotto abusivamente nei cortei per praticare la violenza. Questa distinzione è fasulla ed è frutto soltanto della ipocrisia per non dire della menzogna. La maggioranza dei manifestanti ha partecipato all’orda vandalica dando sfogo unicamente alla propria insoddisfazione sociale, appropriandosi di merci privilegiate e di lusso che niente hanno a che vedere con una protesta politica. Questi giovani sono semplicemente dei ladri e non passa loro per la testa alcuna motivazione ideologica. Non escludo che qualche partecipante alle manifestazioni sia rimasto stupefatto di questa violenza, ma dobbiamo ammettere che la stragrande maggioranza si è riversata nelle strade al solo fine di fare distruzioni e ruberie. Se si cerca di trovare dei distinguo si affoga nell’incoscienza più trita e la classe politica, soprattutto di sinistra, rischia di veder risorgere movimenti sanguinari come quello delle Brigate Rosse.
Non trovo distinzione tra queste manifestazioni e le invasioni che nei secoli scorsi (XVII secolo) hanno visto calare in Italia orde di lanzichenecchi, il cui scopo principale non era solo quello della vittoria sul nemico di turno, ma anche quello di devastare paesi e città con ruberie, stupri e quant’altro di osceno. Si dice che furono i lanzichenecchi a portare la peste in Italia. È molto probabile. E dunque abbiamo la riprova che la violenza porta sempre cattivi frutti. I lanzichenecchi con le loro devastazioni portarono la peste; nel Sessantotto le confuse ideologie che stavano alla base delle proteste produssero le BR, una peste ancora peggiore di quella portata dai lanzichenecchi. Oggi ci domandiamo quale conseguenza seguirà a questa gazzarra violenta e disordinata. Se è vero che stiamo storicamente andando sempre più nel peggio, dobbiamo spaventarci al pensiero che qualcosa di ancora più terribile della peste portata dai lanzichenecchi e delle Brigate Rosse nate dai movimenti del Sessantotto, possa capitarci. Bando quindi ai distinguo e prendiamo il toro per le corna. Bene ha fatto il governo a prendere seri provvedimenti per arginare questo impazzimento della ragione, e vedano i politici e gli uomini della stampa e dei media, di non balbettare per paura di perdere consenso e qualche posizione privilegiata. La democrazia è forte e la meritiamo solo se sappiamo tenerla lontana dal sopruso e dalla follia.
A conclusione porto l’esempio di come devono svolgersi manifestazioni e cortei di protesta. Lo offre la mia città di Lucca con la manifestazione studentesca avvenuta il 17 ottobre scorso (qui: https://www.noitv.it/2026/10/studenti-in-corteo-a-lucca-piu-fondi-alla-scuola-non-al-riarmo-789497/ ), la quale dà ragione al mio ragionamento. Si è svolta nel più completo ordine, dimostrando che ciò è possibile se chi le organizza sa controllarne lo svolgimento, isolando i violenti. La protesta, a cui hanno partecipato tra i 220 e i 300 studenti, era incentrata sullo slogan “Più fondi alla scuola, non al riarmo” e contro il carovita.
Spero che diventi un esempio da imitare.
Si legga anche questa analisi del 21 ottobre di Valentine Lomellini sul Corsera: “La lezione del Sessantotto” https://www.corriere.it/opinioni/26_ottobre_21/la-lezione-del-sessantotto-87ed29fa-5e47-4d36-840e-cdb0424e0xlk.shtml
I nuovi lanzichenecchi: nessuna scusa, questi giovani sono, semplicemente, dei ladri
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cronaca
23 Ottobre 2026
Visite: 98


