La manifestazione studentesca, che si è tenuta per le strade del centro storico di Lucca, si è svolta pacificamente ed in armonia con le forze dell’ordine presenti a monitorare la situazione. A partecipare sono state più di 500 persone, la maggior parte studenti appartenenti agli istituti liceali della città. I manifestanti si sono ritrovati alle 8.30 in piazza San Michele, prima che il corteo composto da striscioni e cori intensi s’incamminasse verso piazza Napoleone attorno alle 9.15.
Proprio di fronte al Liceo artistico, musicale e coreutico Augusto Passaglia, sotto occupazione dal 22 ottobre, è stata bruciata una bandiera a stelle e strisce, un’azione volta a simboleggiare la distanza che gli studenti lucchesi prendono dalle scelte militari del governo italiano. Il corteo si è poi spostato sulle Mura storiche fino a Piazzale Verdi, per proseguire in via Vittorio Emanuele II, ritornare in piazza San Michele ed avviarsi verso porta San Pietro.
Da lì, la manifestazione contro il carovita e l’aumento dei prezzi dei carburanti, dei trasporti e dell'energia, è avanzata verso la stazione ferroviaria, dove si è fermata. I ragazzi presenti, verso mezzogiorno, si sono radunati in cerchio in Piazzale Ricasoli, dove a turno hanno impugnato il megafono e hanno espresso il loro dissenso verso la situazione studentesca attuale attraverso una serie di interventi volti a protestare contro la negligenza e la trascuratezza nei confronti delle strutture scolastiche.
“Oggi mio padre si è ritrovato con soli 5 euro nel portafoglio - ha dichiarato una studentessa dell’I.T.I.S. Enrico Fermi. Lui fa l’operaio e, con mia madre, riesce a malapena a pagare l’affitto e le bollette. Il carovita sta distruggendo chiunque, non solo gli studenti. Io sono qui a parlare a nome di tutti e dire che non ce la facciamo più”.
Alcuni ragazzi si sono lamentati di non potersi permettere la colazione al bar, altri di spendere fino a 500 euro all’anno per dei libri scolastici nuovi in uno Stato in cui l'istruzione dovrebbe essere gratuita.
“La situazione a scuola nostra è tragica - ha affermato una studentessa del liceo classico - Abbiamo piccioni che ci volano sopra la testa e muffa nelle classi, che ogni volta che piove si allagano. Di recente c’è stato persino il rischio che i topi entrassero nelle macchinette del caffè. Non è sopportabile andare a scuola rischiando la nostra salute a causa dell’umidità, della mancanza di riscaldamento e di aule che non si aprono e non si chiudono”.
Sono intervenuti anche alcuni professori che si sono congratulati con gli studenti per il loro coraggio a parlare dei problemi che affliggono la scuola negli ultimi tempi. Poi ha preso la parola un conducente di mezzi agricoli: “E’ dal 2024 che noi autisti protestiamo, e speravo che nessuno, voi giovani soprattutto, non dovesse arrivare a scendere in piazza per protestare. Questo vuol dire che purtroppo le nostre urla non sono servite a nulla. Ricordate che noi agricoltori siamo a fianco degli studenti. Aiutiamoci e riprendiamo in mano i nostri diritti”.
Foto Fiorenzo Sernacchioli


