Singolare vicenda per un noto avvocato penalista lucchese che per ottenere la propria quota di eredità ha dovuto agire in giudizio nei confronti di una banca del territorio. I fatti: dopo la morte del padre avvenuta a febbraio dello scorso anno, l’avvocato Claudio Palazzoni aveva trasmesso al Banco BPM, ove il padre deceduto aveva rapporti attivi al momento della morte, tutta la documentazione necessaria per la liquidazione della quota ereditaria. Nonostante i molti solleciti, la banca non disponeva il pagamento di quanto dovuto: da lì l’ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva che ha giustamente imposto all'Istituto di credito l'immediato versamento di quanto dovuto, oltre al pagamento di spese legali ed interessi di mora.
L’intera vicenda - dice l’avvocato Palazzoni - ha del grottesco, non tanto per una marchiana inefficienza mostrata da un operatore finanziario astrattamente più che qualificato e neppure per essere stato costretto io a dover agire giudizialmente nei confronti di una banca, quanto piuttosto per la deprimente necessità di dover rimettere mentalmente mano alla questione sottostante legata, per l’appunto, alla morte di un padre.
Bisognerebbe che le banche - prosegue l’avvocato - iniziassero a confrontarsi con i propri interlocutori in modo maggiormente empatico, senza ridurli, di fatto, a semplici dati numerici, elementi, questi, indubbiamente utili, ma solo per fare i bilanci aziendali.



