"Visibilità e valorizzazione” per il Museo del Risorgimento. Questo aveva promesso l’amministrazione provinciale di Lucca in un comunicato, apparso sulla stampa on line e di carta in data 26 marzo 2026, per cercare di parare le non poche perplessità e le critiche raccolte negli ambienti della sua stessa Amministrazione provinciale, nel mondo della cultura e della politica, alla notizia della dismissione di fatto del MUR, avviato verso una quanto mai incerta ricollocazione.
“Visibilità e valorizzazione”: un esempio da manuale delle celeberrime “promesse di marinaio”: ovvero, parole vuote prive di qualsiasi possibilità di realizzazione. E, infatti, ognuno può rendersene conto di persona: ecco, in questi giorni, il MUR viene trasformato da Museo capace di raccontare un pezzo importante della storia della città in un deposito/ magazzino/ retrobottega del Summer festival.
Sotto gli occhi di tutti, quindi, si palesa la credibilità dell’attuale Amministrazione provinciale.
Tu ti fideresti di un Ente che promette “visibilità e valorizzazione” e poi pratica esattamente il suo contrario?
E come vogliamo chiamarli i gestori di un tale “orrore” culturale, ovvero la chiusura di un museo, paragonabile solo a chi, più o meno cento anni fa, bruciava i libri e le biblioteche? Incoerenti? Ipocriti? Incoerenti e ipocriti? Lasciamo al Lettore l’imbarazzo della scelta.
Intanto, il 26 giugno p. v. cadrà il 180esimo anniversario della nascita di Tito Strocchi, “anima mazziniana, soldato garibaldino” secondo la felice definizione di Augusto Mancini. Il MUR nei suoi spazi lo avrebbe ricordato e celebrato, come sempre degnamente e modestamente. Ma ora, dove e come?
Una città senza passato è solo un luogo anonimo, desolato e privo di identità. È proprio quello che sta accadendo, nei tempi correnti, a Lucca.
Città magari canterina e cantaiola, ma dalla memoria incerta, labile, lacunosa.
Lucca canterina cancella il suo passato
Scritto da Luciano Luciani
Cronaca
10 Giugno 2026
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