Nel pomeriggio del 17 marzo, la polizia ha dato esecuzione a un provvedimento di aggravamento della misura degli arresti domiciliari nei confronti di un cittadino di origine rumena, del 1981, già sottoposto alla predetta misura restrittiva.
L'intervento trae origine da un episodio avvenuto nella giornata del 16 marzo 2026, quando personale delle Volanti della Questura di Lucca è intervenuto presso un'abitazione privata della città a seguito di una segnalazione per maltrattamenti in famiglia ai danni di una donna.
Giunti sul posto, gli operatori hanno accertato una situazione di reiterate vessazioni subite dalla vittima, che negli ultimi tempi era stata oggetto di comportamenti aggressivi da parte dell'uomo. Quest'ultimo, nonostante fosse stato accolto presso l'abitazione della donna su disposizione dell'Autorità giudiziaria per l'espiazione della pena in regime di detenzione domiciliare, si era reso responsabile di ulteriori condotte violente.
All'arrivo degli agenti, l'uomo – che aveva poco prima aggredito la compagna – si presentava in evidente stato di alterazione psicofisica, riconducibile all'assunzione di sostanze stupefacenti e alcoliche. Nel corso degli accertamenti, veniva altresì trovato in possesso di sostanza stupefacente, per la quale è stato deferito all'Autorità competente per art. 73 D.P.R. 309/1990.
Alla luce del quadro emerso e della concreta preoccupazione manifestata dalla donna per la propria incolumità, il personale operante informava tempestivamente l'Autorità giudiziaria. Quest'ultima disponeva l'immediato aggravamento della misura in atto, ritenendo non più idoneo il regime degli arresti domiciliari per l'espiazione della pena, e ordinava la traduzione dell'uomo presso un istituto penitenziario.



