Per salutare il suo pubblico nell'ultimo degli appuntamenti ordinari, la Sagra Musicale Lucchese ha scelto di riempire di musica dimenticata la chiesa di Sant'Alessandro, tra i più vecchi esempi dell'antica architettura romanica lucchese, di recente restaurata.
Dal cuore della città romana vola quindi l'augurio, necessario in questo presente turbolento: "La pace sia con te" è il titolo della cantata con cui si aprirà il concerto del 20 giugno alle 21. Un inizio che è una fine e un inizio nuovo, in una sorta di infinito che collega questo ultimo appuntamento di giugno con l'inizio della stagione sulle orme di san Francesco del quale, nel 2026, si celebra l'ottavo centenario dalla morte.
La cantata di Bach è la più corta tra quelle scritte dal famoso musicista. Sono quattro parti di cui l'apertura, con la voce di un basso, richiama il Cristo che è risorto, portatore di conforto all'anima. Nell'aria successiva si introducono le voci dei soprani e, di nuovo, un recitativo molto breve del solo basso, una preghiera di guida per l'anima. Al termine un corale, un inno gioioso che celebra la Pasqua, la luce e la redenzione.
Una breve esecuzione che farà da apertura alla parte centrale del concerto, caratteristica principale della Sagra: l'esecuzione di musica dimenticata. In tutti questi anni non è stato facile trovare la musica di lucchesi dimenticati, compositori meno noti che gravitavano intorno alla famiglia Puccini, anche insegnanti. Particolarmente difficile è stata la ricerca di questo ultimo anno, dato che tutto l'archivio delle composizioni dei musicisti minori fu acquistata dal conte Sanvitale e si trova, adesso, nella biblioteca Palatina di Parma.
Un lavoro lunghissimo, reso più complicato dalla necessità di individuare la musica giusta da proporre in questa stagione. Il pezzo individuato è una Messa a cinque voci di Matteo Frediano Lucchesi che, tra l'altro, è di facile ascolto e si distingue bene da quelle dei suoi contemporanei. Lucchesi è infatti l'unico, in quel periodo, che ha studiato a Napoli: è possibile che un orecchio esperto possa essere in grado di riconoscere l'influenza dei grandi autori napoletani dell'epoca.
Va, inoltre, rilevato che il coro è a 5 voci, invece delle canoniche 4, quindi una complessità maggiore per l'esecuzione che, tra le altre cose, presenta un richiamo al barocco in una prospettiva di classicismo nascente. Ci sono tante arie affidate ai solisti, con particolare attenzione all'ultima affidata al soprano quasi fosse un concerto in miniatura all'interno della Messa. Prima sarà eseguita una sinfonia che fu composta per la festa delle tasche, realizzata al momento del rinnovo del consiglio degli anziani della Repubblica di Lucca. La festa durava tre giorni, nel corso dei quali venivano eseguite delle brevi cantate o delle brevi sinfonie. Compresa la composizione gioiosa e giocosa presentata, in cui è molto evidente una costruzione nello stile tipicamente napoletano: una musica "vecchia" ma dal suono moderno e scintillante.
Anche in questo caso, come per tutte le esecuzione di musica dimenticata, sarà realizzato un master che consente alla Sagra di lasciare un'eredità. La musica riscoperta ed eseguita ai nostri tempi è dimostrazione che Lucca è la città della musica da sempre e che, nella sua storia, ha sempre avuto musicisti di grande talento come corollario a musicisti più importanti come, ad esempio, quelli della famiglia Puccini.
L'esecuzione è affidata al Coro Celesti Armonie, formato da 9 cantanti, tutti professionisti specializzati nell'esecuzione del repertorio sacro del XVIII secolo e all'orchestra da camera Luigi Boccherini, compagnia orchestrale nata a Lucca e che opera da molti anni nel territorio.
Tutti i concerti sono gratuiti ma è opportuna la prenotazione che può essere effettuata sul sito https://www.sagramusicalelucchese.com/



