Giovedì 15 ottobre alle ore 18, nella Sala convegni "Vincenzo Da Massa Carrara" in via San Micheletto, 3 a Lucca, si terrà la lectio magistralis di Bożena Anna Kowalczyk dal titolo "Il Console Smith collezionista. Gusto, intuizione e astuzia nella Venezia del Settecento", ottavo appuntamento del ciclo di conferenze organizzate dalla Fondazione Ragghianti con la partecipazione di studiosi di rilevanza internazionale. L'incontro è a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La lectio, introdotta dal direttore della Fondazione Ragghianti Paolo Bolpagni, prenderà in esame il vivace e articolato panorama del collezionismo nella Venezia del Settecento, in special modo quello legato al fiorire del mercato turistico del Grand Tour e al trasferimento di opere d'arte verso le grandi corti europee, soprattutto quella inglese, per cui svolse un ruolo fondamentale il banchiere e diplomatico britannico Joseph Smith (1674-1770), che fu il più importante mecenate dell'epoca a Venezia, nonché console nella città dal 1744 al 1760.
La sua intensa attività di collezionista di manoscritti, libri, disegni, dipinti, medaglie, gemme incise e monete si affiancava a quella commerciale, e spesso i due aspetti combaciavano e si confondevano, tanto da allarmare il collezionista e antiquario veneziano Anton Maria Zanetti di Girolamo (1680-1767). Quest'ultimo, infatti, non aveva inizialmente intuìto che con le prime commissioni di opere ai pittori veneziani, tra cui Sebastiano e Marco Ricci, Rosalba Carriera, Antonio Visentini e Canaletto (tutti amici anche di Zanetti), l'oculato inglese aveva già iniziato a formare la propria raccolta di arte veneziana del Settecento, la più importante al mondo, ora vanto della Royal Collection britannica.
Nata a Varsavia, Bożena Anna Kowalczyk è un'eminente studiosa di Canaletto e della pittura paesaggistica veneziana del XVIII secolo. È autrice di numerosi saggi pubblicati in riviste specialistiche internazionali, e curatrice di mostre dedicate al vedutismo, a partire da "Bernardo Bellotto 1722-1780" (Venezia, Museo Correr, 2001), "Canaletto prima maniera" (Venezia, Fondazione Cini, 2001), "Canaletto: il trionfo della veduta" (Roma, Palazzo Giustiniani, 2005) e "Canaletto e Bellotto: l'arte della veduta" (Torino, Palazzo Bricherasio, 2008). Tra il 2010 e 2015 ha collaborato con Culterespaces per la realizzazione di due esposizioni, "Canaletto et Guardi. Les deux maîtres de Venise" (Parigi, Musée Jacquemart-André, 2012-2013) e "Canaletto. Rome, Londres, Venise. Le triomphe de la lumière" (Aix-en-Provence, Hôtel de Caumont, 2015). Più recentemente ha curato due grandi retrospettive, "Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce" e "Canaletto 1697-1768", organizzate alle Gallerie d'Italia di Milano nel 2016-2017 e a Roma a Palazzo Braschi nel 2018. Un suo importante lavoro curatoriale è anche la mostra "Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana", presentata nel 2019-2020 alla Fondazione Ragghianti.


