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Scritto da Redazione
Cultura
03 Aprile 2023

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Dopo una serie di incontri e audizioni importanti delle realtà più significative del nostro territorio, la Commissione Cultura è approdata Venerdì in visita al pregevole Istituto Musicale Boccherini, già Conservatorio Musicale, che da poco ha ottenuto la statalizzazione e quindi il dovuto riconoscimento delle proprie capacità e competenze. Una  realtà storico culturale, che vive anche di un turismo di studio di altissimo livello.

Si entra nel palazzo dalla splendida e poco conosciuta Piazza del Suffragio, attraverso una moderna porta a vetri scorrevole; già dall’esterno e dal corridoio di ingresso si respira un’aria di gioventù e modernità, con la presenza di tanti ragazzi che entrano ed escono dai locali di studio, fino nell’atrio, proprio come in un college inglese, e come in uno di quei college  che si raccontano nei film, la  gioventù si intreccia e si sposa alla perfezione con tutto il resto che ci circonda, l’ambiente, le stanze, i soffitti, i corridoi, l’archivio, ricco e straripante di storia che si rifugia e si dipana da sotto i cartolari e i manoscritti secolari.

Ad attenderci la Presidente Maria Talarico, accogliente, energica, competente, che ci ringrazia per essere lì con la nostra presenza, “per la prima volta in visita istituzionale del Comune”. Anche lei una storia di conservatorio, che forse non tutti conoscono,  e che ben si comprende da come si muove in quel luogo, come fosse a casa, dalla passione che esprime nel suo racconto, dalla conoscenza di quelle mura e del suo contenuto. Con lei, il Direttore Giampaolo Mazzoli, anch’ egli storico e indispensabile risorsa dell’Istituto.

Attraverso l’atrio, si passa da un corridoio stretto e si entra nell’Auditorium, dove ci attendono un palco vuoto, delle luci azzurre, una musica di sottofondo e un antico tavolo con due sedie in legno. Ci sediamo, come in un cinema, e guardiamo in alto, dietro al palco. Ci hanno preparato una presentazione accurata e dettagliata della storia dell’Istituto. La Presidente introduce e il Direttore ci racconta tutto. La storia, i numeri dell’Istituto, le docenze, la produzione: 5500 presenze solo nel 2022 tra eventi e concerti , l’offerta formativa, i progetti Erasmus.

Noi tutti siamo seduti tra la prima e la seconda file, come a teatro, e rimaniamo in silenzio, in ascolto, subendo il fascino del racconto, e di quella atmosfera magica.

Usciamo tutti più ricchi, più consapevoli di quello che abbiamo a casa nostra, che, come purtroppo accade, non sempre è apprezzato da noi come nostro patrimonio culturale e formativo, ma ben più spesso è conosciuto e apprezzato all’estero, fino al Giappone.

Ma la cosa più sorprendente sono le stanze a lato e sul retro, quelle che contengono la storia, gli archivi, i manoscritti perfettamente conservati su papiri e libretti di carta ingiallita dal tempo, che ci fanno fare un salto nel passato proprio come se fossimo in una “macchina del tempo”; centinaia di documenti rilegati e ben conservati, purtroppo costretti in piccoli spazi, e quindi non completante fruibili o valorizzati, per mancanza di spazi adeguati. E qui, un progetto ambizioso: valorizzare ed esporre questo patrimonio in una location adeguata perché siano fruibili al grande pubblico. Un progetto che farebbe ancor più conoscere l’Istituto e la nostra città nel mondo, e che mi sento, come Presidente della Commissione Cultura, di condividere e affiancare per tutto quanto nelle nostre possibilità.

Che dire … saremmo voluti restare ancora, alla fine della visita. Ci siamo fermati fuori, ancora inebriati dall’atmosfera di storia e modernità,  a guardare giovani ragazzi che si muovono tra antiche mura e secolari scritti.

Buon lavoro e grazie a tutto lo staff.

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