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Scritto da Redazione
Cultura
04 Novembre 2026

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Dopo il successo del debutto nazionale de Il ritratto di Dorian Gray con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo, la Stagione di Prosa del Teatro del Giglio – realizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo - prosegue con Oscar, che giunge a Lucca dopo la prima assoluta al Teatro Morlacchi di Perugia dello scorso ottobre e ben undici recite al Piccolo di Milano.

Sonia Bergamasco sarà Oscar al Giglio nel nuovo spettacolo di Linda Dalisi diretto da Antonio Latella (venerdì 6 e sabato 7 novembre alle ore 21, domenica 8 novembre alle ore 16) che, tra Rivoluzione francese e ricerca sull'identità, porta in scena un'eroina che, dalla memoria collettiva, si proietta nelle nuove generazioni in lotta per la libertà. Il testo teatrale è liberamente ispirato a Oscar François de Jarjayes, il personaggio creato dalla fumettista giapponese Ryoko Ikeda, nata all'interno di un manga pubblicato a puntate sulla rivista Margaret, a partire dal 1972, disegno che ha poi originato quell'anime famosissimo entrato nelle case di tutti, catturando grandi e piccoli: Lady Oscar.

Al fianco di Sonia Bergamasco troviamo in scena Nicola Mastroberardino, che interpreta André, e Beatrice Verzotti, nei panni di Maria Antonietta. Completano il cast Alessandro Bay Rossi nel ruolo di Fersen, Giulia Heathfield Di Renzi in quello di Rosalie, Giulia Mazzarino nei panni di Jeanne e Massimiliano Speziani nel ruolo di un uomo che potrebbe essere Robespierre.

Una donna si risveglia in un campo all'alba, sembra aver perso la memoria. Pian piano, aiutata dal suo amico di sempre, Oscar ricostruisce la sua storia: l'essere cresciuta e addestrata come un soldato per diventare comandante della guardia reale francese, la sua relazione con Maria Antonietta, per cui è diventata quasi angelo custode, il suo amore idealizzato per lo stesso conte svedese amato dalla regina, la scoperta di un popolo sofferente e vitale. «Il confronto con Oscar – scrive la drammaturga Linda Dalisi - è stato lungo e ha attraversato varie fasi. L'ho osservata a lungo, come si osserva il Guernica di Picasso, cercando di controllare e interpretare le vertigini che provoca. Da lì è nata una mappa, un'indagine, una figura che beve l'acqua alla fonte della memoria per trovarsi al cospetto di un ritrattista divino e saper rispondere alla domanda "chi sei?". Ho sempre avuto fermo il timone sul desiderio di raccontare comunque una storia, ma cercando di estrarre da quella storia una essenza legata al presente. Un presente fatto di donne che lottano per la vita e per la libertà. Oscar non impugna spada, fioretto o fucile, ha in mano un arco e studia le teorie degli arcieri giapponesi. È sopravvissuta alla sua storia, è diventata più di un personaggio universale, è puro spirito che conserva però la febbre del corpo. Quel bersaglio da centrare con le frecce è il simbolo dell'indagine su se stessa e sul suo modo di parlare agli altri. Non c'è solo la lotta per affrancarsi dalle imposizioni familiari e della società intera, non ci sono solo le maldestre affermazioni di una identità sempre un po' bambina, ma c'è l'osservare il mondo, osservare gli altri empaticamente e soffrire. Le altre donne con cui si confronta la portano a togliere dagli occhi gli strati che offuscano il senso di tenerezza per il prossimo, amplificando parallelamente la rabbia, il senso di impotenza e il desiderio di rinascita. Oscar si chiede se abbia due cuori, un po' come Simone Weil diceva "Se avessi più vite ne consacrerei una al teatro". Ma la vita è una e a volte si arriva in ritardo sulle cose. Come ad esempio l'amore. Non è troppo tardi per viverlo, ma la Storia ha messo in moto un ingranaggio enorme, e Oscar vuole farne parte. I due cuori di Oscar sono un po' il trovarsi sempre di fronte a questo dubbio. Domanda costante che a volte paralizza: meglio vivere l'amore trovato o lottare per i propri ideali? Cosa siamo disposti a sacrificare? Cosa fa vivere per sempre? Prevarrà il senso di lealtà o quello di giustizia? Oscar è ora su questo crinale: da un lato il silenzio, dall'altro l'immortalità.»

Gli eventi - Oscar, figlia di un generale fedelissimo alla monarchia desideroso di eredi maschi, viene cresciuta come un soldato affinché segua la carriera militare del padre. Diventata comandante della guardia reale francese, Oscar protegge Maria Antonietta da quando arriva in Francia come promessa sposa del futuro Luigi XVI, e diventa per la regina quasi un angelo custode. Le due donne, coetanee, si innamorano dello stesso uomo, il conte svedese Hans Axel von Fersen. Ma se entrambe non possono vivere pubblicamente questo amore - Maria Antonietta perché regina di Francia, Oscar perché cresciuta nella negazione di questa possibilità - il sentimento della giovane regina sarà corrisposto fino alla fine dei suoi giorni, come poi ha rivelato l'intenso carteggio segreto tra i due. Il legame tra Oscar e Maria Antonietta, basato sulla lealtà e dedizione della prima, inizierà a sfaldarsi quando Oscar osservando la realtà che la circonda, metterà sulla bilancia della giustizia la povertà, la disparità sociale e la condotta della famiglia reale e dei nobili. Il mondo assiste alla nascita di un pensiero nuovo, di voci che si alzano in difesa dei deboli, di ideali e di riscatto civile, collettivo e individuale. Il culmine di questa presa di coscienza di Oscar coinciderà con la presa della Bastiglia, il 14 luglio 1789, data in cui l'eroina muore nel nome della libertà, combattendo al fianco del popolo e non più come guardia reale.


INCONTRO CON IL PUBBLICO - La Compagnia incontra il pubblico sabato 7 novembre alle ore 18.00 all'Auditorium della Fondazione BML (ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti). Il progetto di incontri con il pubblico è frutto della collaborazione tra Teatro del Giglio, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Lucca Sviluppo e Fondazione Toscana Spettacolo.

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