Minerva infonde l'anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo, opera dipinta da Pompeo Girolamo Batoni (Lucca, 1708 - Roma, 1787) è il nuovo "Ospite" che da oggi entra a Palazzo Cini a San Vio, dove rimarrà esposto fino al 27 settembre 2026.
"Ospite a Palazzo" è l'iniziativa dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini, ormai giunta alla decima edizione, che accoglie in residenza temporanea nell'antica dimora di Vittorio Cini nuove opere, provenienti da collezioni e istituzioni nazionali e internazionali. La presentazione della Minerva di Batoni conta sulla collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Centro delle Arti Lucca.
Datata tra il 1740 e il 1743, l'opera testimonia l'altissima qualità pittorica raggiunta dall'artista toscano. Definito come un «nuovo Raffaello», Batoni vantava importanti committenti, dai papi Benedetto XIV, Clemente XIII e Pio VI a Maria Teresa d'Austria, Federico II di Prussia e Caterina II di Russia. Si era fatto conoscere soprattutto per le opere di soggetto religioso, mitologico e storico, ed era molto ricercato per i ritratti, realizzati anche per facoltosi viaggiatori di passaggio a Roma.
Luca Massimo Barbero, direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini: «La presenza a Palazzo Cini di quest'opera di Pompeo Batoni ci ricorda come Venezia e Lucca siano storicamente legate: è sorprendente come siano accomunate dalla potente vocazione commerciale e da un virtuoso modello di governo repubblicano. Il dipinto, vero capolavoro dell'arte del Settecento italiano, trova qui un contesto raffinato e intimo, in perfetta sintonia con i magnifici pezzi della collezione Cini. Un luogo privilegiato per accogliere capolavori capaci di raccontare le sottili trame che s'instaurano tra raccolte artistiche affini per valore, storia e significato».
Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca: «L'azione di tutela e conservazione di opere di artisti lucchesi è uno degli obiettivi della Fondazione. La valorizzazione e la fruizione delle opere ci ha spinti all'elaborazione di un importante progetto architettonico e gestionale che, una volta realizzato, potrà rendere visibile la collezione e ospitare mostre temporanee prodotte dalla Fondazione di scopo Centro delle Arti. L'ospitalità a Palazzo Cini della Minerva infonde l'anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni è al contempo il segno evidente di una strategia e la conferma della proficua relazione con la Fondazione Cini, la cui attività è per coerenza e qualità tra le più significative del contesto nazionale».
Alberto Fontana, presidente della Fondazione Centro delle Arti Lucca: «La partecipazione a "Ospite a Palazzo" rappresenta una tappa particolarmente significativa nel percorso che accompagna i primi passi del Centro delle Arti Lucca. Il nuovo polo museale ed espositivo, di cui sono recentemente iniziati i lavori di recupero e restauro dell'edificio che lo ospiterà nel cuore della città, nasce con l'obiettivo di creare a Lucca uno spazio dedicato alle arti, alla ricerca e al confronto con le più importanti esperienze nazionali e internazionali. La presenza dell'opera di Pompeo Batoni a Palazzo Cini permette inoltre di valorizzare un capolavoro profondamente legato alla storia artistica lucchese all'interno di un contesto di grande prestigio, anticipando idealmente il percorso che accompagnerà il dipinto nel futuro Centro delle Arti Lucca, dove sarà esposto insieme ad altre opere della collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca a partire dal 2029».
La Minerva di Batoni
Come spiega Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Centro delle Arti Lucca, il soggetto del dipinto è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio (I, 76-88). Il titano Prometeo è còlto mentre siede di fronte alla statua in creta che sta modellando: un esempio della bellezza ideale giovanile, probabilmente ispirata al celebre Ermes Pio-Clementino, allora noto come Antinoo del Belvedere. Accanto a lui, la dea Minerva – a sua volta ispirata alla Minerva Giustiniani, ma addolcita secondo il canone della grazia – porge una farfalla, simbolo dell'anima, per infondere la vita alla creazione del titano.
Il dipinto, insieme all'Atalanta piange Meleagro morente, sempre appartenente alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, è stato eseguito per il marchese Lodovico Sardini di Lucca, nel periodo in cui Batoni viveva tra Roma e la sua città natale, alla quale rimase sempre profondamente legato.
Ci vollero tre anni per portare a termine i due dipinti e consegnarli al marchese, nel novembre del 1743, completi delle cornici predisposte dallo stesso artista. Era infatti sua abitudine dare l'ultima mano alle tele già inserite nelle cornici, così da poterne valutare meglio l'effetto complessivo.
Una fitta corrispondenza tra il marchese e l'artista testimonia la lunga gestazione dell'opera, passata per via ereditaria ai conti Minutoli-Tegrimi e infine al mercato antiquario, rischiando di essere sottratta alla città. Da qui il recente acquisto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
"Ospite a Palazzo"
Avviato nel 2014, è un programma dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini, che conta fino a ora dieci edizioni.
Nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, l'iniziativa arricchisce temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini. Il progetto prevede l'esposizione di opere di particolare pregio, concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua eccezionale collezione d'arte.
La serie di ospiti a Palazzo annovera Agnolo Bronzino, Lorenzo Lotto, Francesco Guardi, Andrea Mantegna, Paolo Uccello, Bernardo Bellotto, Artemisia Gentileschi e Antoon van Dyck.



