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Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Cultura
19 Ottobre 2026

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Non so se gli arriverà questa proposta, ma ho poche scelte per fargliela pervenire. Mettersi in contatto con Amazon è incredibilmente difficile, allo stesso modo che un cittadino qualunque volesse fissare un appuntamento con il Capo dello Stato.
Tutti conoscono Amazon, fornitore a domicilio di ogni genere di merce. Chi è addirittura iscritto a Amazon Prime (circa 50 euro all’anno) non paga neppure le spese di spedizione.
Amazon ha una sezione dedicata alla stampa di libri. C’è una procedura ben definita che alla fine ci porta al libro stampato, con un regolare isbn, con il quale il libro si aggiunge al novero di quelli pubblicati secondo le regole della legge e quindi entra nel mercato con gli stessi diritti di quelli pubblicati dai normali editori. Non fai altro che spedire ad Amazon Kindle il tuo file, scegli o disegni una tua copertina, scrivi la quarta di copertina, metti la tua foto con i tuoi dati anagrafici e quant’altro vuoi, e spedisci il tutto. Il giorno dopo il libro è pronto ed è immesso nel catalogo mondiale di Amazon e quindi chiunque nel mondo può trovarlo ed acquistarlo.
Rispetto alle normali case editrici, il tuo libro non uscirà mai dal catalogo di Amazon e sarà sempre rintracciabile.
Amazon ha un altro vantaggio. Se nel tuo libro trovi qualche errore o vuoi cambiare qualcosa (perfino la copertina) puoi farlo e il giorno successivo al tuo invio il nuovo libro è già in vendita al posto del precedente.
Ma Amazon ha due svantaggi, ed è su questi che desidero innestare la mia proposta sia ad Amazon che ai critici letterari.

1 – Ecco quella rivolta ad AMAZON. I libri di Amazon non vanno in libreria, restano nel suo catalogo e solo lì si possono trovare e acquistare. Una normale libreria volenterosa potrebbe ordinarli per conto del cliente, ma di regola i librai non si rendono disponibili a favorire un concorrente così pericoloso. È questo, dunque, un difetto assai notevole, poiché ci sono lettori che desiderano acquistare solo se il libro si trova in una normale libreria. Ossia, lo vogliono toccare, sfogliare, assaporarne le qualità. Amazon non consente tutto ciò e dunque scoraggia i forti lettori soprattutto.
Ma a questo inconveniente Amazon, la cui potenza economica è nota (oggi è il maggior editore in Italia e in tante parti del mondo), potrebbe in ogni capoluogo di provincia istituire una sua propria libreria, magari intestandola semplicemente: “Libreria Amazon”. In ogni capoluogo dovrebbe farvi affluire tutti i libri di sua produzione (magari selezionando solo quelli in lingua italiana e in lingua inglese) e vi dovrebbe inviare anche e soprattutto i libri di autori che provengono da lì o vi abitino. Il successo sarebbe assicurato per questi 2 motivi:
a) - Il libro pubblicato da Amazon non costa nemmeno un centesimo all’autore e inoltre se vuole acquistarne copie, gli è riservato il prezzo di costo (pochi euro). In questo caso, un autore che ha voglia di organizzare incontri per la presentazione del suo libro si assicura un guadagno ben più consistente di quello che otterrebbe dai normali editori. Un esempio: un libro che viene messo in vendita a 15 euro, Amazon lo fa pagare all’autore che desidera acquistarne delle copie (può farlo con il limite di 999 copie alla volta) sui 3/4 euro. Se alle presentazioni che ha organizzato l’autore si riuscirà a vendere delle copie, su ciascuna egli avrà guadagnato nientemeno che 11/12 euro. Un guadagno che nessun celebre autore nel mondo può mai permettersi.
b) - Il lettore può recarsi presso il capoluogo di provincia e acquistare un libro pubblicato da Amazon, sicuro di trovarcelo.
Si dirà: Ma allora le normali librerie spariranno? No, le librerie resteranno per vendere i libri di altri editori, poiché sono sicuro che Amazon salvaguarderà i loro interessi non invadendone il campo. Anche se, come dice il proverbio, l’appetito vien mangiando…
Da qualche anno io pubblico con Amazon.

2- Ed è proprio a questo proposito che scrivo del secondo svantaggio e questa volta rivolgo il mio appello ai CRITICI LETTERARI, dopo averlo già fatto su questo giornale il 4 giugno scorso (https://www.inluccaveritas.it/cultura/chiedo-aiuto-ai-critici-letterari-prima-o-poi-la-pagina-letteraria-dei-quotidiani-dovra-fare-i-conti-con-amazon).

Succede, infatti, che i libri auto pubblicati con Amazon (ma tutti i libri auto pubblicati) non hanno accesso presso i maggiori critici letterari e neppure sono accettati dai maggiori Premi letterari. Si considerano, ossia, i libri auto pubblicati con Amazon, o con altri, dei libri di seconda qualità. È giunto il tempo che ci si debba liberare anche di questo pregiudizio, e non lo dico in quanto sono uno dei tanti pubblicati da Amazon. Il fatto sta in questo: come ho illustrato sopra, la pubblicazione con Amazon offre vantaggi che nessun editore normale può offrire, anche in fatto di ricavi e di guadagno. È, secondo me, la strada del futuro. O tutti gli editori emuleranno Amazon o Amazon prevarrà presto su loro per il suo sistema avanzato e progressivo, e ancor più prevarrà se avrà realizzato anche le sue librerie.
Che c’entrano i critici letterari? C’entrano, eccome. Essi devono partecipare a questa evoluzione-rivoluzione, e anche, se necessario, lottare per assecondarla (rinunciare è troppo facile e comodo, tanto il lavoro non mancherà loro mai). Qualche critico di fama dovrà farsi forza, superare gli egoismi e aprire la strada. Io ho provato con uno dei miei libri maggiori: “La lettura come viaggio” (una ampia raccolta di miei saggi, giudicati innovativi) a ottenere spazio su un giornale a tiratura nazionale, ma il fatto che è stato auto pubblicato mi ha chiuso le porte. Il libro vale, eccome. Ne sono sicuro, mettendo sul piatto della bilancia la mia lunga esperienza nel campo letterario, ma il libro resterà sconosciuto (si trova solo sul catalogo Amazon) per colpa di un pregiudizio assurdo e ingiustificabile che riguarda anche i molti altri che hanno deciso di percorrere come me questa strada del futuro.
Lunga vita e sempiterna gloria a chi vi riuscirà.

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