Anno XI 
Giovedì 14 Maggio 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Economia e lavoro
18 Luglio 2020

Visite: 245

Non si sono mai fermati, nemmeno nel pieno del lockdown, per assicurare a tutti il bene indispensabile del cibo. Si parla degli operai agricoli, oltre 3 mila nel comprensorio Lucca-Massa-Pistoia, di cui 2 mila a tempo determinato.

"Un settore non a caso definito 'primario', di cui  la provincia di Lucca con i suoi prodotti, le sue campagne, olio e vino, è protagonista - sottolinea Massimo Bani, segretario generale Cisl Toscana Nord -, un settore  che in area regionale fornisce l'8-10% del Pil della Toscana, con produzioni oltretutto di alta qualità e ad alto valore aggiunto, a cominciare dal vitivinicolo appunto. Eppure ad oggi nessuno si è seduto al tavolo per il rinnovo del contratto provinciale di lavoro. Una situazione di stallo che mina ulteriormente il comparto, in buona parte provato dagli effetti a cascata della pandemia, soprattutto per quanto riguarda i produttori più piccoli. Sono lavoratori che attendono equi incrementi retributivi, garanzie più elevate, anche alla luce degli effetti della pandemia.  Per questo i  sindacati di categoria, Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, hanno avviato la campagna per il rinnovo del contratto integrativo territoriale, che incide mediamente per il 20-30% del salario complessivo, ma in 4 degli 8 territori in cui è divisa la Toscana, non si è finora neppure riusciti ad aprire i tavoli o iniziare una trattativa degna di questo nome: il confronto è avviato a Siena, Grosseto, Pisa e Livorno, mentre è bloccato a Pistoia e Arezzo. A Lucca, così come nell'area Firenze -Prato, siamo ancora più indietro,  deve ancora partire. Sono lavoratori indispensabili a tutto l'indotto, fondamentali anche per quello turistico, che rappresentano il nostro passato, presente, futuro, non possono essere dimenticati".

Il segretario regionale Fai Cisl Toscana, Amedeo Sabato, sottolinea il concetto:  "Il settore della produzione di ortaggi ha tenuto solo nel comparto della grande produzione, mentre il piccolo proprietario terriero che aveva la serra oggi è in ginocchio - dice Sabato -. Ricordiamoci che anche l'agriturismo vive dello stesso contratto, a cui si lega tutto il comparto del vino lucchese e di Montecarlo,  che ha avuto difficoltà che solo ora sta iniziando a  superare. La trattativa per il nuovo contratto si è spinta troppo avanti nel tempo, attese che pesano troppo, così come quelle dell'ente bilaterale agricolo che non è mai stato attivato in Provincia e che invece avrebbe potuto fornire importanti tutele in questa fase". 

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Una piattaforma telematica per la gestione degli adempimenti legati alla tassa di soggiorno da parte delle strutture ricettive di Pietrasanta. C'è…

Spazio disponibilie

Ricoverata per un'appendicite, la ventunenne Mina si ritrova improvvisamente costretta a fermarsi. Quel dolore lancinante all'addome…

“Ieri sostituito come dirigente, oggi promosso assessore: un cambio di valutazione che evidenzia una certa incoerenza nelle scelte…

Spazio disponibilie

Gioventù Nazionale Lucca, a seguito di numerose segnalazioni, denuncia con forza una situazione percepita come ormai inaccettabile all'interno…

"La situazione della cardiologia dell'ospedale Santa Croce è critica: a seguito del pensionamento del responsabile la struttura si…

Riparte il progetto di scambio linguistico sull'asse Pietrasanta-Grenzach Wyhlen. Anche per l'estate 2026, infatti, l'amministrazione comunale promuove i corsi…

Spazio disponibilie

Proseguono le escursioni primaverili proposte dall’Oasi Lipu Massaciuccoli in collaborazione con il Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli. Nel fine…

Sabato 16 maggio, alle ore 17, il giornalista e saggista Massimo Raffanti sarà presente con il suo…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie