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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
04 Dicembre 2023

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In sessanta da tutta Italia e Europa, per quattro giorni, si sono riuniti a partire da oggi per lavorare fianco a fianco e affrontare alcuni tra i quesiti neuroscientifici di attuale rilevanza clinica e sperimentale. 

E' questa la sfida della prima edizione di "BrainHack Lucca", declinazione locale del BrainHack Global, un evento che ridefinisce la forma tradizionale di "hackathon" informatico, da cui prende il nome. Nello specifico, l'obiettivo dell'evento è promuovere il dialogo e la collaborazione tramite la creazione di un ambiente dinamico. Questa edizione lucchese è gemellata con quella che si tiene in contemporanea a Marsiglia, con cui vengono condivisi corsi di formazione e progetti.

I partecipanti all'evento, organizzato da alcuni giovani ricercatori e dottorandi della Scuola IMT e che proseguirà fino a giovedì 7 dicembre, provengono da discipline diverse: informatica, data science, neuroscienze di base e computazionali, solo per citarne alcune. 

Si tratta di accademici, scienziati ma anche semplici cittadini - tra di loro anche alcuni dipendenti di aziende - che mettono a disposizione il loro bagaglio di conoscenze ed esperienze. Lo scopo infatti, è proprio quello di mettere insieme saperi e approcci diversi alla materia, per far progredire la ricerca sul cervello, organo affascinante ma il cui funzionamento è ancora sconosciuto sotto molti aspetti. 

Tanti i temi affrontati quelli più squisitamente accademici e specialistici come  la definizione di nuovi indicatori per misurare l'impatto di una ricerca scientifica ed altri, che invece riguardano più da vicino la quotidianità di molte persone, come quello ad esempio che punta a identificare, tramite la risonanza magnetica funzionale, le dinamiche cerebrali che indicano l'insorgere di alcuni tratti depressivi.

Uno degli aspetti più significativi di BrainHack è inoltre quello di porre l'accento sull'open science e sugli open data: tutti i dati ottenuti e i risultati raggiunti durante questo evento saranno resi disponibili al pubblico. Nel campo delle neuroscienze infatti, le domande oggi ancora aperte richiedono e richiederanno sempre di più in futuro una gran mole di dati e metodi analitici complessi, nonché la collaborazione tra diversi istituti.

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