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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
07 Luglio 2020

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C’è grande entusiasmo e insieme molta perplessità sul super bonus previsto dal Governo per il settore edile.

Ma se da un lato le imprese lo vedono come un’opportunità e i clienti mostrano grande euforia, di fatto il credito di imposta del 110% su certi interventi di edilizia ha paralizzato il settore.

La Cna di Lucca si sta già attivando per avere il maggior numero di informazioni ed essere in grado di supportare le imprese. Nel frattempo mette in guardia il consumatore ed invita ad affidarsi solo ad aziende e professionisti di fiducia.  

“Al momento – spiega Francesco Belluomini, presidente impiantisti Cna Lucca – ci muoviamo su uno scenario ancora molto incerto ed in totale assenza di indicazioni tecniche chiare da parte dell’Agenzia delle Entrate. Siamo tutti in attesa delle indicazioni operative. Quello che riscontriamo, oggi, è che i cantieri che sarebbero dovuti partire in queste settimane sono stati posticipati in attesa proprio di conoscere le indicazioni operative. In parallelo ci sono diversi soggetti che stanno già proponendo contratti e preventivi senza conoscere quello che sarà nella pratica il super bonus. Suggeriamo ai consumatori cautela e soprattutto di non firmare alla cieca. Fidatevi ed affidatevi ad aziende e professionisti di fiducia”.

Medesima raccomandazione da Marco Magnani, vice presidente di Cna Lucca.

“Tutti noi speriamo che questo super bonus sia una spinta poderosa al settore dell’edilizia – dice Magnani -  ma è anche giusto essere onesti di fronte ad uno scenario ancora poco chiaro. Fidatevi solo di chi conoscete”. Cna punta il dito contro il tempismo poco fortunato del Governo.

“Hanno prodotto un altro stallo del settore anticipando la comunicazione del super bonus senza farla seguire immediatamente dalla documentazione operativa per renderlo effettivo da subito – conferma Magnani - In questo modo hanno bloccato anche i cantieri che avrebbero dovuto partire nella Fase 2 allungando di fatto il periodo di lockdown. Un Governo consapevole delle sue azioni avrebbe dovuto far seguire, al decreto, i documenti operativi, per renderlo subito applicabile. Oltre a ciò sta ancora mancando un importante e indispensabile attore, il mondo bancario, che potrebbe farsi carico della cessione del credito da parte delle PMI. Così perdiamo altri mesi di lavoro”.

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