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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
25 Maggio 2021

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Tra le tante abitudini che abbiamo acquisito durante la pandemia, c’è quello di cominciare a utilizzare in modo quasi quotidiano i saturimetri. Questi dispositivi, un tempo utilizzati soltanto nel settore sanitario, sono oggi diventati quasi di uso comune. Già, ma siamo sicuri di conoscerli davvero? In questo articolo cercheremo di capire insieme quanti tipi di saturimetri ci sono, che caratteristiche hanno, e come acquistare quello che fa per noi. Pronti? Cominciamo!

Che cos’è un saturimetro?

Il saturimetro è un piccolo dispositivo medicale che si occupa di misurare il livello di ossigeno nel sangue e, in alcuni casi, anche il battito cardiaco. Il suo utilizzo è estremamente semplice: basta applicarlo sul dito indice, e questo misurerà la saturazione – di qui il nome – dell’emoglobina nel sangue. Originariamente utilizzati per il rilevamento dei parametri vitali dei pazienti ospedalieri, oggi si sono diffusi anche i modelli per uso domestico. La ragione? Uno degli effetti del Covid19 è quello di abbassare drasticamente il livello di ossigeno nel sangue e, dunque, quando non ci si sente bene, applicare il saturimetro permette in molti casi di distinguere tra una semplice influenza o l’arrivo del virus. Nei periodi in cui gli ospedali sono più congestionati, è stata la stessa categoria medica a consigliarne l’utilizzo, e invitare a recarsi in ospedale ove il valore della saturazione scendesse al di sotto di 90.

 

Come scegliere il saturimetro?

Questi dispositivi non sono tutti uguali e quindi, se vogliamo essere sicuri di acquistare il miglior saturimetro per le nostre esigenze, occorre conoscerne le caratteristiche, ma anche le nostre necessità! Alcuni modelli, infatti, si limitano a misurare l’ossigenazione del sangue, per cui se è solo questo che cerchiamo, e non abbiamo patologie pregresse, un piccolo dispositivo semplice ed economico può fare sicuramente al caso nostro. Questi modelli di solito si accendono con un pulsante e si spengono da soli una volta misurati i parametri.

Diverso invece è il caso in cui il monitoraggio si ricollega a una patologia grave che richiede un monitoraggio costante. In questo caso bisogna scegliere un modello che rimanga sempre acceso, e che preveda anche la misurazione del battito cardiaco. In questi casi è possibile anche valutare l’acquisto di modelli più sofisticati e di maggiori dimensioni, come i saturimetri da tavolo, che possono effettuare rilevazioni sia spot che costanti o, ancora, saturimetri da polso.

Si tratta, in quest’ultimo caso, di modelli wireless, con un design non dissimile a quello di un braccialetto in gomma che però è collegato a un sensore da porre sul dito indice, e che permette di avere delle rilevazioni utili su, ad esempio il livello di ossigenazione durante il sonno. Le informazioni appaiono poi, in modo costante, sul display posizionato sul braccialetto. Se avete dei dubbi su quale sia il modello di cui avete bisogno, in linea generale, chiedere al proprio medico è sempre una buona idea.

Aspetti che differenziano un saturimetro dall’altro

Oltre a diversi modelli, abbiamo poi alcune caratteristiche specifiche e funzionalità che differenziano un saturimetro dall’altro, e che potrebbero orientare la nostra scelta. Ad esempio, alcuni saturimetri segnalano quando il dispositivo è messo male o ci sono delle interferenze, mente altri, più semplici, si limitano a registrare un dato sbagliato. E a proposito di segnalazioni, sul mercato troviamo modelli con allarme incorporato che avvisano quando l’ossigenazione scende sotto il livello di guardia, molto utile per chi non ha competenze mediche e non sa come leggere i dati. A fare la differenza, poi, ci sono le dimensioni dello schermo e la leggibilità del display, se i numeri sono grandi o meno, quali colori sono utilizzati, quanto è grande e comodo da leggere il display. E ancora, la durata della batteria. Che può non essere rilevante se si fanno rilevazioni spot di tanto in tanto, ma fa davvero la differenza quando si ha bisogno di un monitoraggio costante. Un ultima caratteristica rilevante è data, poi, dalle dimensioni, perché ci sono modelli esplicitamente pensati per chi ha delle dita molto grandi o, al contrario, molto piccole.

Qualche consiglio finale

Ora che sapete come acquistare il miglior saturimetro, passiamo a imparare come farne buon uso. Per prima cosa, lavate le mani. Poi, siate certi che non sia presente dello smalto sulle unghie (il pigmento ostacola la lettura dell’emoglobina). Non esponete il saturimetro a fonti di luce forte mentre lo utilizzate, perché lavora emettendo impulsi sonori e quindi creereste un’interferenza. Assicuratevi di non avere le mani fredde, e rimanete fermi durante la misurazione. Bene! Ora siete pronti ad avere delle rilevazioni accurate!

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