Anno XI 
Domenica 15 Marzo 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Economia e lavoro
21 Dicembre 2020

Visite: 285

Poco importa se si è investitori con un po’ di esperienza oppure completamente nuovi al settore: il 2021 si prospetta un anno tanto ricco di opportunità quanto complesso da analizzare.

La fine del 2020, infatti, restituisce un’immagine estremamente contraddittoria sull’andamento dell’economia: da una parte, infatti, vi sono aziende che sono esplose durante la crisi e hanno accresciuto le proprie quotazioni a dismisura. Dall’altro, invece, vi sono interi settori che ancora risentono pesantemente del crash di Marzo e che stentano a rimettersi in piedi.

L’ottimismo generale che sembra pervadere i mercati, dunque, è giustificato solo in parte e il compito di un buon investitore resta sempre e comunque quello di agire con prudenza, specialmente in vista delle contraddizioni che continuano a permanere.

Non a caso molte persone si stanno rivolgendo a corsi di trading per ampliare le proprie conoscenze e apprendere i pareri degli esperti in merito. Ma vale davvero la pena spendere centinaia (se non migliaia) di euro in un corso di formazione e rimanere con il dubbio che le conoscenze apprese possano non essere sufficienti a recuperare quei soldi?

Ecco perché, dopo un’attenta analisi delle varie fonti e possibilità (una delle più importanti è questa: clicca per il sito CorsoTradingOnline.net ), ne è fuoriuscita una novità importantissima.

Quando spendere soldi è inutile

Il mondo virtuale, infatti, pullula di corsi di trading a pagamento realizzati da società e aziende private. Alcuni degli esperti che offrono corsi a pagamento sono realmente degli investitori, altri invece si limitano a snocciolare consigli dozzinali validi solo per i principianti.

In media, infatti, il 47% delle proposte di corsi di trading spende più in pubblicità che nel fornire contenuti realmente validi. Solo il 53% dei corsi si è rivelato utile agli utenti e solo per questi l’indice di gradimento è relativamente alto (in media tra il 65% e il 70%).

Altra cosa importante da notare è che l’80% dei corsi a pagamento di trading online di fatto si è rivelato essere integralmente ispirato a equivalenti americani in circolazione da tempo e diventati, ormai, best-seller di settore.

Ecco perché, tra i partecipanti al corso, il numero di persone che a distanza di tempo ne riconosce i reali benefici si abbassa notevolmente (la media è del 10%).

Si tratta di dati rilevanti che cozzano contro l’apparenza di perfezione che viene ostentata in superficie.

Molti di questi corsi, infatti, spesso ricorrono anche a mezzi borderline per la propria promozione (immagini fasulle, pubblicità aggressiva, cold calling, linguaggio improprio, etc.).

Perché, dunque, rivolgersi a corsi a pagamento?

Corsi di trading online gratis: esistono davvero?

La prima cosa che caratterizza tutti i corsi di trading a pagamento è che questi si presentano come “completamente gratuiti”. Ovviamente non è così: gratuite sono solo poche ore di fuffa.

I corsi completamente gratuiti (e veramente gratuiti) tuttavia esistono: ne sono una dimostrazione i broker di trading online stessi, ovvero quelle piattaforme che permettono di accedere ai mercati finanziari.

Come spiegato sul sito CorsoTradingOnline.net, infatti, non sono pochi i broker che propongono ai propri clienti materiale formativo gratuito che spazia da manuali scaricabili in .PDF a corsi veri e propri e webinar periodici.

Cosa rende queste offerte affidabili rispetto a quelle a pagamento?

Semplice: i broker offrono gratuitamente corsi che non sono stati loro a preparare ma che ricevono da altre società, specializzate nella formazione finanziaria, con cui la piattaforma è in convenzione.

In questo modo si ha accesso completo al pacchetto formativo senza dover pagare nulla non appena si effettua il primo deposito sulla piattaforma.

Ma perché il broker dovrebbe regalare ai suoi clienti un pacchetto formativo completo che gli costerà comunque soldi?

Semplice: si tratta di un investimento che la piattaforma fa sui suoi utenti. Il broker ricava profitti dagli Spread sulle operazioni, quindi più operazioni un trader riesce ad aprire e maggiori saranno i profitti del broker.

Allo stesso tempo non bastano il numero di operazioni, ma deve essere anche in grado di ricavare profitti in modo da continuare nel tempo.

Ancora una volta si dimostra, dunque, che la formazione è un investimento e che essa deve essere gratuita.

 

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Ancora una volta un mezzo pesante ha buttato giù le sbarre del passaggio a livello ferroviario in via…

Delegato dall’UNIDEL per le comunicazioni alla stampa delle attività dell’Associazione, riporto di seguito le conferenze dei prossimi giorni.

Spazio disponibilie

 Lezione speciale per Uni3 di Borgo a Mozzano: martedì 17 marzo, alle 15.30 nella Sala delle Feste, il…

Prosegue domenica 15 marzo alle ore 17, al Teatro Vittoria Manzoni di Massarosa, la rassegna “Tutti a Teatro!”,…

Spazio disponibilie

“Grande soddisfazione per un gesto di pace”: con queste parole Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e di Lucca esaltano…

Per il ciclo “I Lunedì della Cultura”, promosso dall’associazione “Amici di Enrico Pea”, il 16 marzo, alle ore…

I nidi d'infanzia di Pietrasanta aprono le porte per "farsi conoscere" dalle famiglie in vista del prossimo anno…

Spazio disponibilie

Venerdì 13 marzo, alle ore 21, all’Auditorium “Vincenzo Da Massa Carrara” di Porcari va in scena “Parvaneh”, spettacolo…

L’amministrazione Del Chiaro ha deciso di diminuire, con decorrenza immediata, le tariffe del Canone unico di esposizione e…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie