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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
05 Febbraio 2026

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Il 2025 si è chiuso in modo incoraggiante per il tessuto produttivo dell'area vasta. La dinamica imprenditoriale nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa mostra cenni di risveglio, pur in un contesto che rimane segnato da profonde trasformazioni strutturali. Pisa guida la crescita con un +0,6%, seguita da Lucca (+0,3%), mentre Massa-Carrara conferma una sostanziale stabilità (-0,1%). Il quadro complessivo evidenzia una resilienza diffusa, trainata dai servizi avanzati e dal consolidamento di modelli societari più strutturati. Lucca e Pisa registrano performance in linea o superiori alla media regionale (0,4%), sebbene ancora distanti dal dato nazionale (+1%). È quanto emerge dall'analisi annuale curata dall'Istituto di Studi e Ricerche (ISR) e dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.

"I dati evidenziano una fase di trasformazione delicata, nella quale è necessario tracciare una direzione chiara – sottolinea Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. Per accompagnare le imprese in questo passaggio evolutivo abbiamo approvato un programma di attività che per l'anno in corso prevede un investimento di 9 milioni di euro a favore delle aziende. Oltre 8,3 milioni saranno destinati alla doppia transizione digitale e green, all'internazionalizzazione, al turismo e alla formazione, con l'obiettivo di trasformare il diritto camerale in strumenti concreti di sviluppo e rafforzare il ruolo della Camera di Commercio come partner strategico delle imprese sui mercati globali."

Nel 2025 il sistema imprenditoriale di Lucca è tornato a crescere con un saldo di +108 unità (+0,3%), grazie al picco di 2.231 nuove iscrizioni, il dato più alto dal 2019. Si rafforza la transizione verso modelli strutturati: le società di capitale avanzano del 3% (con un picco dell'8,6% per le SRL semplificate), mentre arretrano imprese individuali (-0,6%) e società di persone (-1,7%). Il sistema imprenditoriale provinciale si è mosso a due velocità: alla vitalità dei servizi avanzati si è contrapposta la debolezza dei comparti tradizionali. Il terziario si è confermato il motore della crescita provinciale, guadagnando 183 imprese (+0,7%). Di contro, l'industria ha chiuso l'anno in lieve flessione (-0,3%): il manifatturiero ha perso 10 unità, mentre utilities ed energia hanno mostrato vivacità (+8,9%) e l'edilizia (-34 imprese; -0,5%) ha risentito dell'esaurimento degli incentivi fiscali. In contrazione anche il commercio (-106 unità; -1,2%), penalizzato dalle difficoltà del dettaglio tradizionale e ambulante. Nel turismo, la crescita delle strutture ricettive (+0,8%) non è bastata a compensare la flessione della ristorazione e soprattutto dei bar (-1,8%). L'agricoltura prosegue il ridimensionamento strutturale (-32 imprese; -1,4%). A livello territoriale, la Versilia si conferma l'area più dinamica (+0,5%), spinta da Viareggio (+1,0%) e Seravezza (+2,3%). Positiva anche la Piana di Lucca (+0,4%), dove i risultati del capoluogo (+0,7%) e di Porcari (+3,4%) assorbono i lievi cali di Capannori e Altopascio. Permangono criticità nelle aree interne, con Media Valle del Serchio (-1,6%) e Garfagnana (-0,8%) ancora in contrazione.

Nel 2025 il tessuto imprenditoriale della provincia di Massa-Carrara ha registrato una lieve flessione (-0,1%, pari a -28 imprese), confermando le difficoltà già emerse negli ultimi anni. Anche in quest'area si osserva una trasformazione strutturale verso modelli più solidi: le società di capitale proseguono il loro percorso di espansione (+1,9%), trainate dalle SRL semplificate, mentre perdono terreno le forme tradizionali come le società di persone (-1,2%) e le imprese individuali (-1,3%). Sotto il profilo settoriale, l'industria ha evidenziato un arretramento dello 0,6%, riconducibile principalmente al comparto delle costruzioni (-1,1%), che risente del progressivo venir meno degli incentivi fiscali. Il manifatturiero si è mantenuto sostanzialmente stabile, pur con dinamiche interne opposte: se la lavorazione della pietra ha segnato un marginale calo, la cantieristica nautica si è confermata tra i comparti più dinamici dell'intera provincia, con una crescita del +5,8% (+11 imprese). Permangono segnali di debolezza per l'agricoltura (-1,2%). Nei servizi, stabili, il commercio (-1,6%) ha risentito soprattutto delle difficoltà del dettaglio tradizionale. Note positive arrivano invece dai servizi avanzati, con le attività professionali, scientifiche e tecniche in aumento del 3,4%, e dal comparto dell'alloggio nel settore turistico (+3,0%). A livello territoriale emerge una chiara polarizzazione. L'area di Massa-Carrara ha chiuso l'anno in leggero attivo (+22 imprese), sostenuta dal dinamismo del comune di Massa (+1,0%), i cui risultati hanno compensato le flessioni di Carrara e Montignoso. Più complesso appare invece il quadro della Lunigiana, che ha risentito di una contrazione più diffusa, perdendo nel complesso 50 imprese (-1,0%).

Nel 2025 il tessuto imprenditoriale pisano ha consolidato il proprio percorso di crescita, chiudendo l'anno con un +0,6% che dà continuità alla dinamica positiva già rilevata nel 2024. A sostenere questa evoluzione è stata soprattutto la spinta delle società di capitale (+2,9%), con un ruolo sempre più centrale ricoperto dalle SRL e dalle loro versioni semplificate. Il quadro settoriale appare sfaccettato, con il manifatturiero che continua a mostrare segnali di affaticamento, con una contrazione del -2% che pesa specialmente sui comparti storici della moda, tra cui concia-pelletteria (-4,7%) e calzature (-3,5%), e del mobile (-3,1%). In questo scenario, la cantieristica nautica conferma la propria vitalità con un incremento del +6,3%. Prosegue, d'altro canto, il lento ma costante ridimensionamento dell'agricoltura (-1,0%). Note positive arrivano dalle costruzioni (+0,9%), in particolare dai lavori di costruzione specializzati. Tra i servizi, cresciuti dell'1% (+243 unità), il commercio ha continuato a perdere terreno (-1,1%), penalizzato soprattutto dalla contrazione del commercio al dettaglio (-2,1%), in particolare ambulante. Il turismo ha invece mostrato segnali di rafforzamento, con un aumento delle attività di alloggio e ristorazione (+0,9%). Una spinta determinante alla crescita complessiva è arrivata infine dai servizi avanzati, con performance di rilievo nelle attività professionali e tecniche (+4,8%), finanziarie (+4,4%) e di supporto alle imprese. A livello territoriale, la crescita si è concentrata soprattutto nell'Area Pisana (+103 imprese, +0,6%), trainata dal capoluogo e dai comuni della cintura, e in Val d'Era (+103, +0,8%). Mentre il Valdarno Inferiore ha registrato un progresso più contenuto (+0,4%), la Val di Cecina ha chiuso l'anno in una fase di sostanziale stabilità.

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