Mete più selettive e prezzi allucinanti, sono queste alcune delle ripercussioni nell’ambito turistico degli ultimi mesi, specialmente dal 29 febbraio, giorno in cui sono partiti i bombardamenti in Medio Oriente. A tal riguardo, abbiamo posto alcune domande ad una specialista del settore, Laura Pazzagli, titolare dell’agenzia Bubble Viaggi, in viale Carlo del Prete a Lucca.
Qual è la situazione attuale del turismo, considerando soprattutto gli effetti dovuti agli ultimi conflitti?
“Quando succede qualcosa di questo tipo - ci ha detto - purtroppo il turismo è il primo settore che si ferma. Un conflitto del genere è stato un fulmine a ciel sereno, perché non ce lo aspettavamo. Anzi, siamo partiti quest'anno molto bene. Le persone hanno prenotato con largo anticipo, non più in last-minute, ma per viaggi a lunga scadenza. Era cambiato il modo di bloccare i biglietti ed organizzare i viaggi, e stavamo lavorando molto bene, e di conseguenza questa cosa è stata molto impattante”.
Quali sono le mete che hanno subito più riduzioni nei viaggi?
“La parte del mondo interessata dalla guerra non riguarda in modo specifico mete come Dubai, Doha ed Abu Dhabi, perché quella è una zona da cui passano tutt’ora tantissimi voli intercontinentali. Continua ad essere, quindi, un crocevia mondiale. Le ripercussioni della guerra non si fermano solo a quelle destinazioni, che oggi sono sconsigliate anche dalla Farnesina in maniera molto importante e che sono bloccate addirittura fino al 30 aprile, ma incidono anche i viaggi che si trovano al di fuori di quella zona. Si parla di voli verso l'Australia e verso l'Oriente. I costi dei biglietti hanno prezzi allucinanti ed è quindi un momento abbastanza difficile. Fortunatamente abbiamo il nostro Mediterraneo. L'Egitto stesso è ancora tranquillamente operativo. Parlando di tutto questo voglio usare il termine "attualmente", che non è mai sbagliato, perché non possiamo mai sapere cosa può succedere dall'oggi al domani. Abbiamo la Grecia, Cipro, le Baleari, la Tunisia e la nostra Italia. Le crociere stanno andando molto forte ed il turismo si sta muovendo in altre zone. Sicuramente ci sono problemi di intoppi, non è un momento tranquillo e sulla paura purtroppo non si può far niente, ma rimanendo in Europa, per l’estate, non dovrebbero esserci problemi”.
L'Italia, in particolare Lucca, ha risentito di questa situazione?
“Molte delle mie colleghe lavorano con agenzie di incoming e da loro ho saputo che le occupazioni qua a Lucca stanno rimanendo particolarmente ferme. Ci sono meno richieste, forse perché la gente attende l'evolversi della situazione e questo è dovuto, sicuramente, a tante incertezze, tra cui anche quella sull'aumento del carburante che spaventa tutti”.
Quali sono i consigli che lei, da specialista, può dare a chi vuole continuare a muoversi?
“In questo momento stiamo andando verso l’estate e tutto il Mediterraneo è tranquillamente visitabile, e al di fuori degli stessi viaggi a lungo raggio, come in Oriente ed in Africa, tutto il mondo è accessibile. L'importante è conoscere le dinamiche del blocco in quella precisa zona del mondo e trovare delle alternative per non farvi scalo. Al di là di chi purtroppo ha paura, si può comunque continuare a viaggiare senza problemi, anche se i costi saranno leggermente più cari, soprattutto quando c'è tanta domanda”.



