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Scritto da liano picchi
Economia e lavoro
14 Ottobre 2022

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Il cartario lucchese per voce del presidente Pieretti lancia l'allarme costi energetici, sollecita aiuti governativi e pratiche rapide per il rilascio delle autorizzazioni del fotovoltaico. Ci fa piacere scoprire l'aspetto green di quel mondo, ma fin ora dov'era il Pieretti e buona parte dei suoi colleghi?

Avevano a disposizione decine di migliaia di superfici coperte per collocare pannelli fotovoltaici, ma non un solo metro quadrato é stato utilizzato.

Certamente non sarebbero bastati per far fronte alle enormi richiesta energetica del comparto, ma avrebbero comunque contribuito a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili e con ciò anche del conseguente inquinamento atmosferico. Purtroppo però hanno preferito andare avanti con la costruzione di nuovi cogeneratori a metano.

Oltre 20 anni or sono la Comunità Europea concesse un finanziamento alla Provincia per un progetto denominato “Paper Bref” che avrebbe dovuto dare inizio al raffreddamento e alla condensazione delle enormi masse di vapore che queste aziende immettono nell'atmosfera, favorendo così il recupero energetico e dell'acqua che sarebbe potuta reinserire nel ciclo produttivo.

Non una sola azienda ha investito in questa tecnologia, così le fumane hanno continuato a sperperare energia termica, ad alterare il microclima della piana, a contribuire al riscaldamento dell'atmosfera e ad attingere alle falde acquifere sempre più stressate.

Gli unici interventi effettuati sono stati quelli volti a ridurre i costi di produzione che in qualche caso fortunatamente hanno coinciso anche con vantaggi per l'ambiente.

E' il caso della riduzione dell'utilizzo di acqua per unità di prodotto, riduzione che però nei fatti é stata ampiamente vanificata dai quantitativi sempre crescenti di produzione.

Non riusciamo a spiegarci il perché di certi facili riconoscimenti da parte di associazioni ambientaliste stranamente frettolose a riconoscere meriti che spesso sono stati solo teorici se non addirittura inesistenti.

Ma gli imprenditori si sa perseguono il massimo profitto, quelli che a nostro avviso sono invece i primi responsabili di tutto questo sono i vari amministratori pubblici che avrebbero dovuto chiedere in cambio dei permessi a costruire e ad ampliare, dei concreti vantaggi anche per l'ambiente e la popolazione residente.

Tanti pannelli fotovoltaici quanto le superfici coperte, ad esempio, o il recupero delle fumane in caso di ampliamenti.

Invece, nel migliore delle ipotesi hanno rilasciato concessioni in cambio di qualche spennacchiato micro alberello che spesso è stato soffocato dalle erbe più alte e rigogliose....forse perché ai politici mantenere un buon rapporto con gli industriali può sempre “essere utile”.

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