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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
04 Settembre 2020

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"La musica dai balconi è stata una delle prime risposte spontanee e diffuse alla pandemia: la cultura può fare molto per il benessere delle persone e la coesione delle comunità, anche dopo il lockdown. LuBeC 2020 sarà l'occasione di parlarne con professionisti, operatori e amministratori del settore". Così Francesca Velani, Direttrice di Lubec, presenta uno dei temi della XVI edizione di Lucca Beni Culturali, in programma nel Real Collegio, l'8-9 ottobre prossimi: il welfare culturale, asse fondamentale per una società sostenibile e in salute, in linea con gli obiettivi dell'Agenda europea per la Cultura e i Sustainable development goals 2030 dell'Onu.

"Cultura e benessere: la nuova alleanza per i territori resilienti" sarà il focus dedicato nella prima giornata della kermesse intitolata "Ripartiamo con la cultura, ripartiamo per la cultura!". Introdotta da Renato Balduzzi, costituzionalista già ministro della Salute sotto il governo Monti, il focus avrà fra gli altri gli interventi di Enzo Grossi, direttore scientifico della Fondazione Villa Santa Maria di Tavernerio (Como) e di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, capitale della Cultura italiana 2020+21.

"Il termine 'welfare culturale' è entrato ormai nel linguaggio comune. La capacità delle esperienze culturali di influenzare il comportamento degli individui in termini di felicità personale e di serenità psico-fisica con ricadute sulla comunità, è finalmente riconosciuta anche in Italia e sono molte le azioni che stanno nascendo sui territori", continua Francesca Velani.

Il cinema in ospedale (Niguarda, Milano), le attività di teatro e salute mentale (Emilia Romagna), la valenza terapeutica della danza sui sintomi del Parkinson (Dance Well, Bassano del Grappa) l'effetto dell'arte sui circuiti emozionali dei malati di Alzheimer (Galleria nazionale Arte moderna, Roma): sono solo alcune esperienze sparse in giro per tutta Italia che hanno già messo in relazione il potere lenitivo della bellezza, i benefici della partecipazione culturale sui minori costi di spesa sanitaria e l'invecchiamento attivo.

"L'arte può influenzare la dinamica delle nostre cellule staminali. La musica e la parola possono raggiungerle in ogni organo e tessuto, stimolandone il differenziamento e rendendole capaci di avviare addirittura un processo di autoguarigione", secondo uno studio dell’Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), che ha portato a un brevetto congiunto dell'Università di Bologna e della California aprendo le frontiere dell'art therapy.

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