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Scritto da irene decorte
Economia e lavoro
25 Maggio 2026

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“Ogni giorno persone: 50 anni di cura e umanità”. Sono queste le parole che accompagnano le celebrazioni per i cinquant’anni della fondazione ETS Ce.I.S. - Gruppo giovani e comunità di Lucca, che dal 1976 si impegna quotidianamente accanto alle persone più fragili e bisognose di ascolto e accoglienza.

Vicinanza a chi è vittima di dipendenze, contrasto alla tratta e allo sfruttamento, inclusione e accoglienza per chiunque ne abbia bisogno, da soggetti in situazione d’emergenza abitativa e marginalità sociale a individui con disabilità e fragilità psicosociali, oltre all’attività nei contesti di detenzione e di HIV/AIDS: di questo la fondazione continua a occuparsi dopo cinquant’anni, e questo verrà ricordato e celebrato negli eventi che si terranno fino al mese di settembre.

L’inizio delle celebrazioni sarà il 30 maggio alle 11, con una speciale installazione che rimarrà visitabile in via Beccheria fino al 3 giugno: si tratta del cubo “Mosaico solidale a 270 mani”, un grande mosaico di mattonelle realizzate dalle realtà del territorio che racconterà simbolicamente il valore del costruire insieme, unendo differenze e promuovendo inclusione. Grazie al QR code presente sull’installazione, i visitatori potranno inoltre votare la propria mattonella preferita.

Cuore della celebrazione sarà la giornata evento di sabato 6 giugno al Real Collegio, con incontri e momenti di sensibilizzazione e festa dedicati al tema del “prendersi cura”. La giornata si aprirà alle 9,30 con il taglio del nastro, i saluti delle autorità e la visita alla mostra “Gesti di cura- 50 anni di esperienze”, che sarà visitabile per l’intera giornata. “Un’insieme di installazioni realizzate dalle comunità e le realtà che ruotano intorno al Ce.I.S. rispetto a varie tematiche, come le dipendenze, il gioco d’azzardo, l’HIV, la tratta, la violenza di genere e così via”, ha spiegato Martino Grassi, operatore del Ce.I.S. e portavoce dell’equipe organizzativa dell’evento.

La giornata proseguirà alle 10,30 con l’incontro “Ogni giorno persone- 50 anni di cura e umanità”, introdotto dalla presidente Sonia Ridolfi e con l’intervento del fondatore don Bruno Frediani che parleranno di cos’è la fondazione oggi, mentre alle 12 sarà la volta della tavola rotonda “Adolescenti e giovani. Prendersi cura del domani”, seguita alle 13,30 da un light brunch. Alle 15 si terrà l’incontro “I diritti sono. Curarli è un dovere”, e alle 16,45 la tavola rotonda “Un’economia che si prende cura”, su un modello di economia buona. Alle 18,15 è previsto un momento di preghiera a cura di don Bruno Frediani, per esprimere tutta la gratitudine per i cinquant’anni trascorsi e ricordare le persone che hanno accompagnato il percorso dell’associazione.

Alle 18,30 si terrà invece la presentazione del libro “Luce”, che sarà poi ufficialmente presentato a settembre, attraverso alcune letture interpretate da Denise Giacomini: storie di detenuti scritte da Valerio Aiolli, Enzo Fileno Carabba, Leonardo Gori ed Emiliano Gucci, unite dal filo narrativo della guardia Camilla ideata dallo scrittore Marco Vichi. “Nel periodo del Covid, tra le altre cose alcuni colleghi si sono dedicati a sistemare il rapporto epistolare che in questi anni il Ce.I.S. ha tenuto con gli istituti di pena soprattutto in Toscana, in particolare la casa circondariale San Giorgio- ha spiegato Sonia Ridolfi, presidente dell’associazione- Il Ce.I.S. è stato il primo ente ad accogliere le persone in misura cautelativa: questo evidenzia ancora una volta cosa sia l’accoglienza senza pregiudizi, accogliere l’altro per le sue fragilità”.

La giornata si concluderà con la premiazione della mattonella più votata alle 18,45, seguita dalla performance artistica di Chiara Lippi alle 19 e infine, alle 19,45, buffet e musica con DJ Qgino. Infine, venerdì 21 agosto alle 21,30, nel calendario della manifestazione “Chiostri d’estate” del Real Collegio, si terrà il concerto “Note di cura” con il gruppo di musica folk e popolare locale Baldo Degli Ubaldi.

Particolarmente significativo che l’associazione abbia scelto di tenere gli eventi principali delle celebrazioni nel cuore di Lucca, essendo la sua storia iniziata in via Santa Giustina: “Un’iniziativa di grande valore sociale e umano: fare volontariato ha un grande valore etico, morale e sociale, aiutare chi ne ha bisogno è un aspetto significativo della nostra vita- ha dichiarato Francesco Franceschini, presidente del Real Collegio- Ho accettato subito quando mi è stato proposto di ospitare l’evento, per me avrebbe avuto la priorità su qualsiasi altra cosa. Quando sono diventato presidente, a questo ho pensato: ad aprire sempre di più le porte per ospitare tutti gli eventi possibile e far vivere un ambiente un po’ in disuso, soprattutto da parte dei giovani. Mi auguro che questa celebrazione vada benissimo, e che si possa mettere una pietra nel Real Collegio per arricchirlo ancor di più, soprattutto per quanto riguarda la cura dei soggetti più fragili”.

Il vero fondatore del gruppo è stato il vescovo Agresti, che tre giorni prima di ordinarmi prete mi comunicò di aver pensato a una missione speciale per me: realizzare una comunità per giovani con problemi di droga- ha ricordato don Bruno Frediani, primo presidente dell’associazione- Di per sé non c’era una regola, una struttura: di giorno in giorno discutevamo le situazioni generali della comunità e dei singoli ospiti, e monsignor Agresti ci visitava ogni mercoledì, partecipando alle riunioni e parlando con i ragazzi. Allora a Lucca cominciarono a nascere diverse realtà di accoglienza, e ci fu un notevole sviluppo per quando riguarda la cura del disagio; alcuni nostri volontari cominciarono a promuovere il progetto giovani, e ad Arliano nacquero laboratori professionali che formavano falegnami, idraulici, muratori ed elettricisti”.

Nelle nostre strutture accogliamo ogni anno oltre 400 ospiti, abbiamo un centro per adolescenti a Camaiore che ha la lista d’attesa: questo fa capire quanto sia pressante il problema del disagio giovanile. Abbiamo circa 180 soci e 50 volontari, e tanti tirocinanti- ha concluso Ridolfi- Accogliamo chiunque voglia passare del tempo in comunità per fare una qualsiasi esperienza: scuole, parrocchie, scout, pellegrini che passano sulla via Francigena. Don Bruno mi ha impresso l’idea che la comunità è una parentesi nella vita di una persona: questo mi affascina tantissimo. Questo è il senso profondo di quello che facciamo: mettere al centro la persona”.

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