Economia e lavoro
Geotermia, il futuro passa dalle competenze: a Volterra nasce la GeoHeat Academy
Link al video completo: https://youtu.be/oprdGW_qMG8 La transizione energetica ha un calendario ambizioso e un bisogno di competenze che meriterebbe altrettanta attenzione.

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A Volterra la geotermia fa scuola: nasce la GeoHeat Academy
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La transizione energetica ha un calendario ambizioso e un bisogno di competenze che meriterebbe altrettanta attenzione. Tra le prospettive della ricerca e la realizzazione di un progetto si colloca, infatti, un lavoro complesso: valutare le risorse, scegliere le tecnologie, verificarne la sostenibilità e confrontarsi con i territori. La nascita della GeoHeat Academy, inaugurata a Volterra il 23 ottobre e promossa dall’Unione Geotermica Italiana e dal SIAF, interviene proprio su questo terreno.
Al nuovo centro di formazione è dedicato il sedicesimo appuntamento di In Voce Veritas, nel quale Mariella Bonacci ha intervistato Damiano Landi, coordinatore dell’Academy, Riccardo Corsi, vicepresidente dell’UGI, e Davide Arcieri, presidente del SIAF. Alle loro voci si è aggiunta quella di Paolo Basile, giovane ricercatore e responsabile della Divisione Georisorse e Ambiente di STEAM, portando nell’incontro anche la prospettiva di chi lavora nella ricerca applicata.
La scelta di Volterra inserisce l’iniziativa in una Toscana che con la geotermia intrattiene un rapporto storico. Un patrimonio di esperienze dal quale partire per affrontare possibilità che oggi si estendono oltre la produzione elettrica e comprendono gli impieghi termici e industriali, fino alle prospettive di recupero di materie prime critiche dalle brine geotermiche. Applicazioni diverse, ciascuna con condizioni e problemi propri, che richiedono una preparazione capace di tenere insieme conoscenze scientifiche e capacità di valutazione.
L’Academy nasce per dare continuità al rapporto tra ricerca, formazione e attività professionale. I percorsi previsti, articolati su più livelli e personalizzabili, affiancheranno alla didattica specialistica attività pratiche e laboratoriali. La preparazione comprenderà anche la gestione dei progetti, delle relazioni professionali e del lavoro di gruppo: aspetti dai quali dipende spesso la possibilità di trasformare una buona proposta in un intervento realizzabile.
Particolare attenzione sarà riservata alla comunicazione con le comunità. Un progetto geotermico entra nella vita di un territorio e solleva domande che meritano risposte circostanziate. Saper illustrare opportunità, limiti e possibili ricadute appartiene alla responsabilità di chi progetta; saper ascoltare permette anche di riconoscere questioni che una valutazione esclusivamente tecnica potrebbe lasciare ai margini. Del resto, davanti a una richiesta di chiarimento, il ricorso a un acronimo in più raramente risolve la conversazione.
L’incontro condotto da Bonacci richiama, dunque, l’attenzione sulle persone alle quali sarà affidato lo sviluppo del settore. La formazione richiede tempi, esercizio e confronto, mentre le scadenze energetiche tendono ad affollare il futuro di risultati attesi. A Volterra si comincia da un passaggio meno appariscente e decisivo: preparare chi dovrà assumersi la responsabilità delle scelte.
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UGI e SIAF inaugurano un centro di formazione dedicato al settore. Coordinata da Damiano Landi, l’Academy punta a preparare professionisti capaci di unire conoscenze tecniche, gestione dei progetti e dialogo con i territori.
Di transizione energetica si parla molto; delle persone che dovranno realizzarla, qualche volta, un po’ meno. Eppure, tra un obiettivo fissato per il 2050 e un progetto che comincia a funzionare, c’è il lavoro di ricercatori, tecnici, imprese e amministrazioni. Servono competenze, capacità di collaborare e una certa dimestichezza nel tradurre programmi ambiziosi in decisioni concrete.
Con questo intento è stata inaugurata, venerdì 23 ottobre 2026 a Volterra, la GeoHeat Academy, promossa dall’Unione Geotermica Italiana (UGI) e dalla Scuola Superiore Internazionale di Alta Formazione (SIAF), che ne ospita la sede.
A siglare l’accordo fondativo sono stati Damiano Landi, coordinatore della GeoHeat Academy, Riccardo Corsi, vicepresidente dell’UGI, e Davide Arcieri, presidente del SIAF. Alla presenza di numerosi ricercatori, ha preso così avvio un’iniziativa che vuole accompagnare lo sviluppo della geotermia attraverso la formazione di chi, nei diversi ruoli professionali, sarà chiamato a occuparsene.
L’Italia e una ricchezza ancora da valorizzare
La geotermia sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il progresso delle tecnologie apre nuove possibilità di impiego, mentre la ricerca di fonti energetiche utili alla transizione accresce l’interesse per una risorsa che l’Italia conosce da tempo, ma della quale può ancora ampliare l’utilizzo.
Il campo delle applicazioni va oltre la produzione elettrica: comprende gli usi termici e industriali, fino alle prospettive di recupero di materie prime critiche dalle brine geotermiche. Possibilità differenti, da valutare in rapporto alle caratteristiche dei territori, alla maturità delle tecnologie e alla sostenibilità dei singoli interventi.
Secondo l’impostazione presentata dai promotori, una valorizzazione più ampia e integrata potrebbe consentire di sviluppare un potenziale maggiore e più diffuso sul territorio nazionale. Per riuscirci occorreranno investimenti e innovazione, ma anche professionisti in grado di seguire i progetti nelle loro diverse fasi.
Su questo punto la nascita dell’Academy offre una risposta precisa: mettere a disposizione un luogo nel quale le conoscenze della ricerca possano incontrare le esigenze dell’industria e delle amministrazioni, perché il sottosuolo può custodire risorse preziose, ma difficilmente provvederà anche a formare il personale.
Dalle prospettive ai progetti
La GeoHeat Academy nasce dall’incontro tra l’esperienza di UGI nel settore geotermico e quella del SIAF nell’alta formazione. L’obiettivo è preparare figure capaci di affrontare le opportunità del settore con una visione che comprenda gli aspetti tecnici, organizzativi e comunicativi.
Il progetto intende, inoltre, contribuire al percorso del Piano Nazionale per la Geotermia, al quale sta lavorando il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nella prospettiva illustrata durante l’inaugurazione, la formazione dovrà avere un ruolo centrale: lo sviluppo del settore richiederà, infatti, una preparazione adeguata tanto ai professionisti e ai ricercatori quanto al personale della Pubblica Amministrazione.
Le scadenze del 2030 e del 2050 possono sembrare vicine o lontane a seconda del punto di osservazione. Per chi deve acquisire competenze, costruire collaborazioni e portare avanti interventi complessi, il tempo per cominciare è già arrivato.
Una formazione costruita sulle esigenze di chi partecipa
L’offerta dell’Academy prevede diversi livelli della durata differente, con la possibilità di personalizzazione dei percorsi.
I corsi avranno un’impostazione specialistica, con attività pratiche, laboratoriali e professionalizzanti. La docenza sarà affidata a geologi, ingegneri e divulgatori con esperienza nel settore, mentre al termine della formazione verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Accanto ai contenuti specialistici, l’Academy darà spazio alla preparazione manageriale: gestione delle relazioni professionali, comunicazione e lavoro di gruppo saranno parte integrante dei percorsi. Una scelta che tiene conto della varietà di competenze coinvolte nella geotermia, dove persone con formazioni diverse devono riuscire a lavorare sullo stesso progetto e, possibilmente, a intendersi prima della riunione successiva.
Il rapporto con i territori comincia dalla chiarezza
Tra gli aspetti qualificanti della proposta figura l’attenzione alla comunicazione. Un progetto geotermico coinvolge imprese e istituzioni, ma entra anche nella vita dei territori: suscita aspettative, domande e richieste di chiarimento alle quali occorre saper rispondere.
Per questo, preparare i professionisti significa anche aiutarli a spiegare con precisione ciò di cui si occupano. Un linguaggio accessibile permette di discutere le opportunità, comprendere le condizioni di realizzazione e, soprattutto, affrontare gli interrogativi senza lasciare che il confronto si perda tra formule generiche e termini incomprensibili ai più.
La capacità di ascoltare conta quanto quella di esporre. Chi vive in un territorio vuole sapere quali interventi siano previsti, con quali finalità e con quali possibili ricadute. Dare spazio a queste domande contribuisce alla qualità del progetto e alla serietà del rapporto con le comunità.
Con il coordinamento di Damiano Landi, la GeoHeat Academy si propone, dunque, come un luogo di formazione e confronto nel quale far dialogare ricerca, attività produttive e amministrazioni.
A Volterra la geotermia entra in aula con una prospettiva precisa: uscirne attraverso il lavoro di chi saprà progettare un impianto, valutarne la fattibilità e discuterne con un’amministrazione o una comunità. Il futuro del settore passerà anche da queste conversazioni, meno solenni delle dichiarazioni d’intenti e assai più impegnative.

