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Scritto da Redazione
L'evento
01 Febbraio 2026

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Martedì 27 gennaio sono stati assegnati gli Ezechiele Awards, premi al cinema di qualità per i film distribuiti in Italia nel corso del 2025.
 
Nel corso della cerimonia che si è tenuta presso il cinema Astra di Lucca è stata ripercorsa la stagione cinematografica passata, con la visione di clip dei film più significativi e la presentazione delle nomination.

Condotta dal direttivo del Cineforum Ezechiele 25,17 - uno dei circoli più importanti e attivi nel territorio nazionale - la cerimonia ha premiato i film che più si sono contraddistinti per qualità artistiche e tecniche ma che anche incentrati su valori umani universali, capaci di far pensare e riflettere lo spettatore.

Ad aggiudicarsi il premio come Miglior Film è stato Amerikatsi di Michael A. Goorjian, produzione armena e già candidato agli Oscar. Il film, distribuito in Italia da Cineclub Internazionale, narra la storia di Charlie, un armeno sopravvissuto al genocidio che, nel 1948, torna in patria dagli USA ma finisce ingiustamente in una prigione sovietica. Dalla sua cella, Charlie osserva tramite una finestra la vita quotidiana di una famiglia, riscoprendo la cultura armena e trovando speranza, resilienza e una forma di libertà interiore in un contesto opprimente.

Recitano così le motivazioni del premio "Per la capacità di utilizzare il linguaggio cinematografico, con pochi mezzi, ma con la forza della tradizione del neorealismo, unita alla sensibilità e alla narrazione poetica propria delle tradizioni orientali. Un film universale per come sa parlare all'uomo di oggi, di ogni latitudine, offrendo speranza dove pare perduta".

Premiato come Miglior Film Soul Food (il migliore tra i film che sappiano trasmettere valori e sentimenti attraverso storie che siano cibo per l'anima) è andato al film di produzione svizzera L'ultimo turno, diretto da Petra Volpe e distribuito in Italia da Bim Distribuzione.
 
Soddisfatto il direttivo del Cineforum per la riuscita di questa prima edizione. "Volevamo porre una attenzione particolare al cinema di qualità distribuito in Italia. Un cinema non solo essere bello da vedere ma che sappia essere cibo per la mente e per l'anima. Siamo soddisfatti per la sintesi ottenuta e per i premi assegnati. Il nostro intento è quello di far crescere la manifestazione, coinvolgendo sempre più pubblico, associazioni di cinema e case di distribuzione" dichiara Maximiliano Dotto, presidente dell'associazione Cineforum Ezechiele 25,17 organizzatrice del premio


Di seguito l'elenco completo dei premiati e le motivazioni della giuria


MIGLIOR FILM: AMERIKATSI di Michael A. Goorjian (Armenia, Cineclub Internazionale) - "Per la capacità di utilizzare il linguaggio cinematografico, con pochi mezzi, ma con la forza della tradizione del neorealismo, unita alla sensibilità e alla narrazione poetica propria delle tradizioni orientali. Un film universale per come sa parlare all'uomo di oggi, di ogni latitudine, offrendo speranza dove pare perduta".

MIGLIOR FILM SOUL FOOD: L'ULTIMO TURNO
 di Petra Volpe (Svizzera, Bim Distribuzione) - "Per la lucidità e la chiarezza degli intenti in un meccanismo narrativo incalzante ed in grado di restituire le dinamiche lavorative di un ospedale attraverso l'allucinato ed allucinante resoconto di un normale turno di lavoro di una infermiera, magistralmente interpretata da Leonie Benesch"

MIGLIOR INTERPRETAZIONE: EMMA STONE per il film BUGONIA di Yorgos Lanthimos (Usa, Universal Pictures) - "Per la versatilità sbalorditiva con cui Emma Stone attraversa registri opposti e mutazioni profonde, abitando il personaggio con una fisicità magnetica che conferma il suo talento unico nel trasformarsi e reinventarsi"

MIGLIOR SCENEGGIATURA: UN SEMPLICE INCIDENTE
 di Jafar Panahi (Iran/Francia, Lucky Red) - "Per la solidità nella costruzione di un racconto di ricerca, costretto in spazi limitati dalla censura, non privo di tensione narrativa - qualcuno direbbe thriller -, non solo votato alla risoluzione dei casi contingenti della difficile situazione iraniana, ma capace nelle sue soluzioni di andare verso la verità e le sue implicazioni profonde"

MIGLIOR IMPATTO VISIVO: UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA
 di Paul Thomas Anderson (Usa, Warner Bros) - "Una fotografia realistica e un montaggio serrato creano un'estetica potente. Le sequenze in movimento, di rara suggestione, trascinano lo spettatore nel cuore dell'azione, trasformando ogni inquadratura in un dinamico quadro emotivo"

MIGLIOR IMPATTO SONORO: LA VOCE DI HIND RAJAB di Kawthar ibn Haniyya (Tunisia/Francia, I Wonder Pictures) - "Per la capacità di integrare la drammatica telefonata reale  nel tessuto narrativo. Il suono si fa testimonianza: l'urto emotivo di quella voce spezza il silenzio, trasformando il documento tragico in un grido d'innocenza che scuote la coscienza"

Menzioni speciali


Menzione speciale a ARMAND di Halfdan Ullmann Tøndel (Norvegia, Movies Inspired) "per la direzione degli attori, in particolare delle attrici Renate Reinsve e Ellen Dorrit Petersen, nel solco dell'abilità dei nonni Ingmar Bergman e Liv Ullmann, capace di rendere plasticamente i conflitti interiori e la parzialità degli esseri umani, incapaci spesso dell'amore per gli altri e della schietta verità"

Menzione speciale a BREVE STORIA DI UNA FAMIGLIA di Lin Jianjie (Cina, Movies Inspired) "per la risoluzione del racconto di un esperimento sociale e metafisico principalmente attraverso l'uso delle possibilità del linguaggio cinematografico, impiegato per esprimere i temi complessi della pressione sociale, della famiglia e dell'amore attraverso leitmotive di immagini visive e sonore"

Menzione speciale a LA CITTA' PROIBITA di Gabriele Mainetti (Italia, Piper Film) "perché il regista è stato in grado di portare un film sulle arti marziali nel cuore di Roma, con capacità registiche d'eccezione, raccontando e valorizzando l'incontro di culture diverse senza aver paura di ricorrere alla cinematografia di genere"

Menzione speciale a EMILIA PEREZ di Jacques Audiard (Francia, Lucky Red) "per la magistrale fusione tra dramma e musical. L'opera raggiunge una rara armonia dove canzoni e coreografie non sono orpelli, ma l'anima stessa del racconto, trasformando la ricerca di redenzione in un'esperienza visiva e sonora d'impatto travolgente e profondamente umana". 
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