Anno XI 
Giovedì 5 Novembre 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da irene decorte
L'evento
18 Agosto 2026

Visite: 387

“Dipingere è quello che so fare meglio, e credo in quello che faccio: non c’è prezzo alla gioia di quando qualcuno apprezza le mie opere”: l’amore per l’arte, combinato con una solida conoscenza della sua storia e dei materiali utilizzati, è alla base dell’attività della pittrice fiorentina Elisabetta Rogai. Conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, il suo nome è legato soprattutto alla tecnica EnoArte, che sfrutta i colori del vino per creare tele che, proprio come un buon vino, invecchiano e migliorano. Ma Rogai è molto di più che “la pittrice del vino”.

“È un titolo che mi sta un po’ stretto: io sono una pittrice a 360 gradi, che ha fatto anche affreschi in luoghi istituzionali, come la Scuola di Guerra Aerea e la villa di Artimino- ci ha spiegato la pittrice- Negli Stati Uniti, amano moltissimo le mie tele di jeans, in cui dipingo con i colori ad olio sul denim: se quando dipingo col vino emergono i colori, qui a emergere sono le luci”.

Un’artista originale ed eclettica, l’arte l’ha accompagnata per tutta la vita, dall’infanzia fino alla prima mostra a 17 anni, fino a fare dell’arte un lavoro a tempo pieno, che le ha guadagnato riconoscimenti come il titolo di accademica dell’Accademia delle arti del disegno, la più antica al mondo che vede tra i suoi ranghi i massimi rappresentanti dell’arte italiana nel mondo: “La pittura è arrivata a me, mi sono dedicata all’insegnamento e in età adulta ho ricominciato a fare le mostre. Alla fine, mi ha presa completamente, ed è andata bene: da allora ho tenuto mostre ovunque, ad esempio in Cina, in Giappone e negli Stati Uniti, dove sono sempre stata accolta molto bene. È la cosa che so fare meglio: di segno zodiacale sono toro, noi tendiamo a specializzarci”, ha scherzato.

La ricerca dei materiali è fondamentale, ha dichiarato l’artista: “Io sono una persona curiosa, e sono una sperimentatrice: ho dipinto sul jeans, sulla tela, sul marmo, con cui adesso mi sbizzarrisco. Il soggetto viene richiamato dalla scaglia del marmo, che non è mai regolare: io prendo le schegge di scarto, e parto dalla forma del supporto, perché è con quella che il soggetto deve andare d’accordo- ha spiegato- Io credo che quello che distingue un pittore vero da uno che dipinge e basta sia la voglia di ricercare: è fondamentale fare una ricerca, rinnovarsi continuamente, allargare le proprie conoscenze. Bisogna anche avere grande padronanza della storia dell’arte: solo conoscendo perfettamente quanto è stato fatto prima di noi possiamo fare, si spera, di meglio. Anche senza aver studiato appositamente, adesso grazie a internet tutti possono informarsi. Anche questo è tipico dei toro: o la perfezione, o nulla”.

“Per quanto riguarda i soggetti, rappresento spesso donne perché sono donna io: spesso e volentieri, le figure che un pittore ritrae hanno le caratteristiche psicologiche del pittore stesso. Ogni donna che rappresento è una parte di me stessa- Credo che ognuno di noi debba mettersi in gioco. Anche i paesaggi mi piacciono, li ho fatti da una vita, ma preferisco le figure umane o i cavalli che sono più vivi e dinamici. Poi mi piacciono i boschi, perché abito nel Chianti pur avendo lo studio a Firenze, specialmente i boschi d’autunno: gli alberi hanno una vita”.

Questa ricerca rigorosa, al contempo fuori dagli schemi e rigidamente precisa, l’ha portata a dipingere sui più svariati supporti e con i colori più disparati, dai tradizionali colori a olio all’aceto balsamico; fino al vino, grazie alla tecnica da lei brevettata insieme al professor Bianchini dell’università di Firenze che a partire dal 2011 l’ha consacrata ad artista tra le più interessanti e ricercate del panorama mondiale, con performance artistiche, mostre e riconoscimenti in tutti il mondo.

“Da che mondo è mondo, tutti i pittori cercano di dipingere col vino, tenendo in mano il calice di vino come faccio ancora io: la mia tecnica mi permette di gestire il vino, che sulla tela ha la sua vita e la sua maturazione come nella bottiglia. La colorazione cambia a seconda del vitigno: all’inizio sono tutti di un colore rosato, poi invecchiando ad esempio i vini toscani diventano più color terra di Siena, mentre quelli del sud si fanno violacei- ha affermato Rogai- Mi è capitato una volta di dipingere con 11 vini diversi, per l’evento della rete Great Wine Capitals a Palazzo Pitti, ma di solito dipingo per commissione delle aziende vinicole e dipingo con un singolo vino o qualche vino di quell’azienda. Allora le sfumature si ottengono in parte attraverso il disegno, in parte al cambiare della densità del vino, a seconda di quanto è diluito con l’acqua; ma la gamma cromatica non cambia”.

Il trionfo di quest’esperienza è quella che Elisabetta Rogai ricorda come una delle più grandi soddisfazioni della sua carriera: l’onore di dipingere il drappellone del palio di Siena, nel 2015. “Le dinamiche senesi mi hanno affascinata: da fiorentina mai avrei pensato di essere accolta così bene. Quell’anno pioveva, quindi la presentazione si tenne nel teatro del comune. Cominciarono a suonare le chiarine e vidi la gente alzarsi e applaudire: pensai che applaudissero per quello, e invece era entrato il drappellone ed era stato girato. A loro era piaciuto: io parlo tranquillamente anche con le pietre, ma in quel momento la gioia fu tale che non riuscii a esprimerla a parole- ha raccontato la pittrice- Dipinsi con i vini del territorio senese, dal vino dei colli senesi fino al Brunello di Montalcino per fare l’Assunta, tutto questo su seta pura tessuta a cotone: era bellissima, ma difficilissima da dipingere- ha ricordato Rogai- Un’altra soddisfazione è stata realizzare l’affresco per il settantesimo anniversario della Scuola di Guerra Aerea di Firenze: un ambiente maschile e all’epoca anche maschilista, con tante donne entrate solo da poco, e il mio affresco è stato denso di significati. Che abbiano scelto me per fare l’affresco, che ero una donna e anche abbastanza giovane, per me fu un’immensa soddisfazione”.

Il futuro è già ricco di nuovi progetti per l’artista, a partire da un mese di settembre già promettente: “Una performance in Piemonte, un’altra sul lago di Como, una sul lago di Garda, e poi riceverò un premio a Forte dei Marmi. Non dico altro per scaramanzia, ma i progetti sono tanti”.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Venerdì 6 novembre dalle ore 10 alle 13, davanti al supermercato Penny di Borgo a Mozzano, sarà possibile…

Come cambierà la banca nell'era dell'intelligenza artificiale? È la domanda al centro dell'incontro "La banca del futuro.

Spazio disponibilie

“Stanotte c'è stato un blitz della Lega di Lucca. Forse per risolvere qualche impellente problema dei cittadini e…

Giovedì 5 novembre 2026, alle ore 17:00, il Salone del Palazzo Arcivescovile di Lucca ospiterà il…

Spazio disponibilie

Ospite d'onore il professore di storia delle istituzioni della Sapienza Guido Melis, che terrà una lectio magistralis sull'ottantesimo anniversario dell'Assemblea Costituente 

Giovedì 5 novembre Piano strada ospita Andrea Carboni e Erika Giansanti con i brani di "Passanti, mostri e…

Domani, 4 novembre, si celebra la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate: istituita per commemorare la vittoria italiana…

Spazio disponibilie

Ecco il fantastic writing contest 𝗦𝗵𝗲𝗹𝗹𝗲𝘆 𝗣𝗿𝗼𝗷𝗲𝗰𝘁 𝗦𝗰𝗵𝗼𝗼𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟲, evento legato…

“Nell'anniversario del 4 novembre 2026, fine della prima guerra mondiale, l'Istituto Storico Lucchese sezione Mauro Fedi di Ponte…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie