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Scritto da Redazione
L'evento
21 Febbraio 2020

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Telefonia 5G risorsa o minaccia? Se ne discuterà sabato 29 febbraio alle 16.30 in San Micheletto durante la conferenza organizza dal coordinamento del gruppo NO 5G di Lucca, che vedrà come relatori il professor Livio Giuliani, noto esperto di elettromagnetismo, biofisico, portavoce dell’ICEMS – Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica – e la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed entomologa, membro dell’ISDE Italia, associazione dei medici per l’ambiente.

Nel corso della conferenza Giuliani affronterà le tematiche del possibile impatto che il 5G avrà sull’ambiente oltre che sulla salute, mentre Gentilini tratterà il tema delle radiofrequenze e del loro impatto sulla salute.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare numerosa.

Intanto è notizia recente che anche la Confederazione Svizzera, come accaduto ad inizio febbraio a Pescia, ha aderito alla moratoria sul 5G.

Lo ha comunicato la scorsa settimana l’Agenzia Nazionale per l’Ambiente della Confederazione invitando tutti i Cantoni a uniformarsi alla “moratoria a tempo indeterminato”.

L'Agenzia ha dichiarato di non essere “a conoscenza di nessuno standard nel mondo" che possa essere impiegato per stabilire i criteri delle raccomandazioni da emettere. "Di conseguenza, esaminerà accuratamente l'esposizione proveniente dalle antenne relative al 5G, se possibile in condizioni operative analoghe a quelle del mondo reale. Lavoro che richiederà un po' di tempo".

La notizia assume un particolare rilievo dato che la Svizzera era stato uno dei primi paesi a iniziare la sperimentazione e lo scorso anno aveva installato oltre duemila antenne sebbene alcuni Cantoni avessero già proclamato una moratoria volontaria in attesa di avere dati più esaustivi sulle conseguenze sulla salute del tipo di radiazioni elettromagnetiche adoperati da questa tecnologia innovativa.

La Svizzera cioè ha deciso di adottare il Principio di Precauzione, norma di buon senso che la stessa Europa ha incluso nella propria legislazione però dimenticandosene spesso. Sarà importante conoscere le motivazioni della decisione del governo elvetico che pure aveva già eseguito importanti investimenti in merito al 5G.

Manifestazioni contro il 5G si erano svolte recentemente a Zurigo, Basilea e Ginevra e l’Associazione Medica Svizzera da parte sua aveva richiamato la necessaria precauzione perché esistono “domande senza risposta circa la possibilità di questa tecnologia di causare danni al sistema nervoso o anche tumori”.

In Svizzera sono in corso ben cinque iniziative popolari di proposta per referendum giuridicamente vincolanti, di cui due già formalizzate, aventi lo scopo di raggiungere le 100 mila firme necessarie per indire un referendum nazionale. Una di queste due è volta a dichiarare le società di telecomunicazione responsabili legalmente di danni causati dalle radiazioni agli esseri viventi, a meno di non essere in grado di provare il contrario, invertendo così l’onere della prova. L’altra propone limiti ridotti e tassativi sulle radiazioni da antenne e il potere di veto dei residenti locali circa nuove costruzioni nell’area, fra le quali le antenne radio base necessarie al funzionamento del sistema.

Così la Svizzera è il terzo territorio statale europeo ad applicare una moratoria a tempo indeterminato a questa tecnologia, dopo la regione di Bruxelles e la Slovenia. La ministra dell’ambiente del dipartimento di Bruxelles, Celine Fermault, annunziando lo scorso anno la moratoria a tempo indeterminato, affermò che “i cittadini non sono topi da laboratorio”.

Ma in molte città d’Italia - Lucca compresa -purtroppo lo siamo. 

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