Anno XI 
Sabato 19 Settembre 2026
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Scritto da Redazione
L'evento
11 Marzo 2026

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Aprirà a Palazzo Cavalli - Franchetti a Venezia il prossimo 9 maggio nel corso della 61esima Biennale di Venezia, la mostra collettiva Turandot: To the Daughters of the East che vedrà esposte le opere di undici importanti artiste provenienti dall'Asia centrale e dalle più ampie regioni orientali. L'evento espositivo presentato da Parasol unit foundation for contemporary art con il patrocinio della Fondazione Giacomo Puccini prende ispirazione dalla figura di Turandot, protagonista dell'ultima opera di Giacomo Puccini a 100 anni dalla prima rappresentazione ed è curato da Ziba Ardalan. Il sindaco di Lucca Mario Pardini – presidente della Fondazione Giacomo Puccini e il direttore della fondazione Luigi Viani prenderanno parte all'inaugurazione.
 
La mostra presenta opere nuove e originali che spaziano tra diversi linguaggi artistici, dai lavori video di Lida AbdulHera BuyuktaşcıyanDaria Kim Tala Madani, alle installazioni di Afruz AmighiSaodat Ismailova Nazira Karimi, alle sculture di Huma Bhabha Mona Hatoum, ai dipinti, ai video e alle registrazioni di Farideh Lashai, ai lavori tessili e sonori di Madina Joldybek. Queste undici artiste si occupano in modo approfondito di questioni umane, sociali e globali, affrontando temi diversi come l'esistenza, il mito e la storia. 
 
Nel XVIII secolo il mondo occidentale sviluppò un forte interesse per le culture orientali. Nel 1710 lo scrittore François Pétis de la Croix pubblicò Les Mille et un jours, ispirato al poema persiano Haft Paykar (Le sette bellezze) scritto nel 1197 dal poeta Nezami Ganjavi. In questo testo appare la figura di una principessa fredda e distante, Turandokht (poi Turandot), che mette alla prova i pretendenti con enigmi. Nei secoli successivi la storia fu reinterpretata in Europa da vari autori e drammaturghi, tra cui Carlo GozziFriedrich Schiller e Johann Wolfgang von Goethe, fino a diventare l'opera Turandot composta da Puccini negli anni Venti del Novecento (rimasta incompiuta alla sua morte nel 1924).
 
Il nome Turandot deriva dal persiano Turandokht, che significa "figlia di Turan", un'antica regione dell'Asia centrale legata all'impero persiano. In Europa il personaggio fu spesso reinterpretato in modo confuso e fantasioso: a volte russa, slava o cinese, quando in realtà avrebbe potuto essere semplicemente rappresentata come una donna dell'Asia centrale. La mostra vuole quindi riflettere sulle incomprensioni e sulle narrazioni occidentali sull'Oriente, cercando di aprire un nuovo dialogo, in questo contesto, Venezia rappresenta storicamente un ponte e il luogo ideale per sviluppare questi temi. 
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