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Scritto da Redazione
Piana
18 Marzo 2020

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"In questo momento di grande difficoltà collettiva, ci preme segnalare all'opinione pubblica la situazione ancor più grave che stanno vivendo le dipendenti della ditta ISSITALIA di Vigonza (PD)". Con questa frase si apre il comunicato di CasaPound Italia a sostegno di 8 donne lucchesi addette alle pulizie presso il comune di Capannori. 

"La ISSITALIA vinse nel 2014 la gara per l'appalto delle pulizie al comune di Capannori. Fu una gara affidata in seguito a folli ribassi. Conseguenza ne è stata che le lavoratrici hanno sofferto di incertezze economiche con frequenti ritardi sulle riscossioni delle buste paga". 

"Il contratto di appalto sarebbe scaduto il 31 ottobre 2018, ma il comune di Capannori, approfittando di una clausola, riuscì a prorogarlo fino al 30 aprile 2019 a condizioni invariate, prolungando così l'agonia finanziaria delle operaie lucchesi". 

"Come se non bastasse - prosegue la nota - al 30 aprile 2019 le procedure per indire una nuova  gara presso il comune di Capannori erano ancora in corso, e quindi fu necessario far proseguire senza interruzione il servizio di pulizie con ulteriori rinnovi d'ufficio, in quanto 'servizio essenziale'. Rinnovi che sono proseguiti con affidamenti diretti sino ai giorni nostri perché il comune di Capannori non è stato capace  in quasi due anni di indire una nuova gara di appalto". 

"Morale della favola, per riscuotere le ultime tre mensilità le lavoratrici hanno dovuto fare ogni mese un giorno di sciopero. A questo si somma l'insicurezza sul lavoro, perché in un periodo di forte rischio di contagio da coronavirus, la ditta non ha passato loro nemmeno i DPI necessari per poter svolgere il proprio lavoro. Si pensi che l' alcool e la varechina è stata mesa a disposizione dallo stesso comune di Capannori". 

"Vogliamo segnalare e denunciare questa situazione - conclude CasaPound - esprimendo la nostra solidarietà alle lavoratrici sulle quali sono ricaduti e ricadono gli effetti di gestioni aziendali troppo condizionate dalla necessità di lavorare a tutti i costi e la colpevole lentezza burocratica del comune di Capannori. L'ente in oltre un anno non è stato capace di allestire un bando di gara per l'assegnazione del servizio ad un nuovo soggetto, che potesse rioccupare le 8 lavoratrici con la clausola di salvaguardia".


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