Anno XI 
Domenica 20 Settembre 2026
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Scritto da Redazione
Piana
05 Marzo 2026

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Due serate di teatro a Porcari invitano il pubblico non solo a celebrare la Giornata internazionale della donna, ma anche a interrogarsi sul valore della libertà, della dignità e dei diritti femminili, ieri come oggi. L'auditorium Vincenzo Da Massa Carrara ospita domani (venerdì 6 marzo) alle 21 Fram-menti di donne in movimento e venerdì 13 marzo, sempre alle 21, Parvaneh.

"Abbiamo scelto due spettacoli diversi ma complementari – spiega l'assessora alla cultura Eleonora Lamandini – perché l'8 marzo non sia soltanto una celebrazione, ma un'occasione di riflessione. Da una parte la memoria di figure femminili della nostra storia, dall'altra uno sguardo su realtà dove i diritti delle donne sono ancora negati. Il teatro può aiutare a capire, a emozionare e a costruire consapevolezza, soprattutto tra i più giovani".

Il primo appuntamento, Fram-menti di donne in movimento, con drammaturgia e regia di Alessandro Lutri, nasce anche in dialogo con il liceo artistico Passaglia e coinvolge attori e attrici delle compagnie della Fita Toscana. Lo spettacolo porta in scena cinque figure femminili della storia di Lucca – Lucida Mansi, Zita dei Fiori, Gemma Galgani, Ilaria del Carretto ed Elisa Baciocchi – raccontate attraverso un allestimento ambientato in un museo immaginario.
Le protagoniste attraversano il tempo e parlano al presente: la bellezza e la vanità, la compassione e la carità, la sofferenza e la ribellione, la fragilità della libertà e la capacità delle donne di affermare la propria intelligenza e autonomia anche in una società che continua a essere segnata da stereotipi. Il viaggio teatrale si apre e si chiude sulle note della musica di Puccini.

Il secondo appuntamento, venerdì 13 marzo, è invece Parvaneh, spettacolo con drammaturgia e regia di Salvatore Pagano realizzato nell'ambito di un progetto di Amnesty International sui diritti umani. La storia è ambientata nel carcere di Evin, alle porte di Teheran, dove sei donne sono recluse perché rappresentano diverse libertà negate dal regime: la libertà di pensiero di una poeta, quella di espressione di un'artista, la libertà di scegliere il proprio orientamento sessuale, il diritto alla cura e al recupero. Tra diffidenza, torture psicologiche e privazioni, le protagoniste arrivano a riconoscersi e a sostenersi a vicenda, fino a una metafora finale di speranza: donne come farfalle (parvaneh), pronte a tornare a volare verso il cielo libero. Uno spettacolo che assume un significato ancora più forte alla luce dell'attualità internazionale e delle forti tensioni che in questi giorni stanno segnando il Medio Oriente.

Biglietto a 8 euro intero e 6 euro ridotto per ragazzi fino a 14 anni, over 65 e tesserati Fita. È possibile prenotare il proprio posto contattando il numero 320.6320032, oppure scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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