Il teatro come strumento educativo, capace di parlare ai più giovani con linguaggi diversi per coltivare empatia, consapevolezza e capacità di relazione. Nei giorni scorsi, in alcune scuole di Porcari, la compagnia teatrale VIII Laboratorio Aps ha portato in scena due spettacoli pensati per fasce d'età differenti accomunati da una forte valenza sociale.
"Abbiamo voluto portare il teatro dentro le scuole – dice l'assessora alla scuola del Comune di Porcari, Madalina Golea – perché crediamo che sia uno strumento educativo straordinario. Non si tratta solo di assistere a uno spettacolo, ma di vivere un'esperienza che stimola riflessione, emozioni e dialogo. I ragazzi e i bambini hanno risposto con grande partecipazione, e anche le insegnanti sono rimaste colpite dalla capacità di questi lavori di affrontare temi importanti con sensibilità e profondità. Questo percorso conferma l'attenzione dell'amministrazione comunale verso progetti educativi che sappiano integrare cultura e relazione: il teatro, in quest'ottica, è un vero e proprio veicolo di crescita personale e collettiva".
Così Eleonora Lamandini, assessora alla cultura: "Appuntamenti come questi costruiscono un ponte molto concreto tra educazione e una cultura accessibile, viva e radicata nella crescita delle nuove generazioni. Il linguaggio artistico può essere uno strumento potente per affrontare con naturalezza temi complessi, stimolare il pensiero critico e favorire l'empatia. La sinergia tra scuola e cultura è fondamentale: lavorando insieme possiamo offrire ai nostri ragazzi occasioni che vanno oltre i programmi didattici e arrivano alle famiglie, rendendo tutta la comunità più consapevole, aperta e capace di relazione".
Lunedì (16 marzo), alla scuola media Enrico Pea, sono andate in scena due repliche di La guerra degli abbracci, performance diretta da Andrea Berti, regista della compagnia, che ha guidato un lavoro teatrale intenso e poetico su temi complessi e attuali come il bullismo, la solitudine, la violenza di genere e l'indifferenza relazionale. Attraverso una galleria di personaggi e situazioni, lo spettacolo ha restituito agli studenti uno spaccato della società contemporanea, mettendo al centro il valore dell'abbraccio come gesto rivoluzionario e necessario.
Due giorni dopo, mercoledì (18 marzo), è stata invece la scuola dell'infanzia di via Sbarra a ospitare In una notte di temporale, performance e laboratorio teatrale ideato e interpretato da Sara Di Giuseppe, in cui i bambini sono stati coinvolti attivamente in una storia delicata e simbolica. Protagonisti un lupo e una capra che, costretti a condividere un rifugio durante un temporale, imparano a conoscersi senza vedersi, superando paure e pregiudizi grazie all'ascolto reciproco. Un racconto semplice e potente, capace di trasmettere il valore della fiducia e dell'amicizia oltre le differenze.



