“Dopo la perdita dei finanziamenti PNRR dell'impianto dei pannoloni previsto a Salanetti, l'onorevole Simiani e Legambiente stanno prodigandosi per trovare altre fonti di finanziamento, definendo il progetto una scelta strategica per l'Italia e per la credibilità della transizione ecologica e rassicurando che l'opera produrrà ricchezza e opportunità per il territorio. Ci siamo domandati da cosa scaturiscano affermazioni così perentorie e piene di certezze, e abbiamo scoperto che già in passato Legambiente e Simiani avevano stretto un patto di collaborazione per un'azienda che a loro dire avrebbe rappresentato il futuro della sostenibilità e della transizione energetica”. Così Liano Picchi del coordinamento dei comitati ambientali della piana.
“Si trattava di portare in Italia un'industria per la commercializzazione e sviluppo di autobus cinesi, ritenenuto da Legambiente un esempio concreto di green economy e di innovazione tecnologica da replicare nel resto d'Italia- prosegue Picchi- Simiani si spinse oltre, dichiarandolo un progetto che poteva cambiare le sorti della mobilità elettrica in gran parte d'Italia e d'Europa. Lo definì inoltre un progetto economicamente sano. Manifestavano allora le stesse certezze e le stesse argomentazioni usate anni dopo per promuovere l'impianto dei pannoloni. Volete sapere come finì l'avveniristico progetto? Dopo 5 anni di sofferenze, i dipendenti persero il lavoro, la partecipazione pubblica fu completamente svalutata e la società messa in liquidazione. Continuate a fidarvi dei loro giudizi”.



