Anno XI 
Domenica 22 Febbraio 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Piana
05 Dicembre 2024

Visite: 791

Retiambiente, a distanza di oltre cinque mesi dalla conferenza dei servizi sull'impianto dei pannoloni sporchi, dichiara di non essere in grado di ottemperare alle prescrizioni richieste e domanda ulteriori tre mesi di proroga; e mentre questa annaspa nelle difficoltà, Legambiente corre ancora una volta in suo soccorso per mezzo del suo responsabile scientifico nazionale Minutolo. Peccato, però, che le argomentazioni trionfalistiche esternate sull'impianto non coincidano né con le convinzioni di ambientalisti più eminenti, né con la realtà dei fatti, né con il semplice buon senso”: così esordisce Liano Picchi del coordinamento dei comitati ambientali della piana.

Alla sua affermazione per cui questo progetto risolverebbe un problema ambientale, sentite invece cosa dice il direttore generale e fondatore di Zero Waste Europe Joan Simon: l'esempio della Fater di Contarina ha dimostrato che il riciclo dei pannoloni non è economicamente fattibile; i pannoloni sono costosi da raccogliere e da trattare e i ricavi generati dalla vendita dei materiali riciclabili non compensano nemmeno i costi di trattamento. La prova più schiacciante che la ragione sia dalla sua sta nel fatto che l'impianto di riferimento della Fater è stato smantellato- prosegue Picchi- Quando Minutolo parla di riduzione di consumo di suolo in quanto collocato in un edificio esistente, sarebbe bene che si documentasse, poiché l'edificio esistente ha bisogno di un ampliamento di oltre il 60 per cento, duemila e 800 metri quadri di nuova cementificazione”.

Per quanto riguarda l’affermazione per cui il sistema permetterebbe di recuperare risorse preziose come l’acqua, chiarisce Picchi, si deve ricordare che “quel 70 per cento che fuoriesce dai pannoloni non è acqua, ma liquidi organici, mentre l'acqua non verrà recuperata ma sprecata, in quanto il processo verrà alimentato addirittura con acqua idropotabile sottratta all'acquedotto civile”. Ancora, gli scarichi contenenti PFAS rischiano di inquinare fossi e falde, e risulta che ad ora nessuna azienda sia disposta ad accettare il minimale recupero di plastiche e fibre di cellulosa.

Ma la cosa che stride ancor di più- termina Liano Picchi- è che Legambiente ad ogni alluvione si scaglia contro l'irrazionalità dei politici che continuano a cementificare in zone di pericolosità idraulica, dimenticando che Salanetti è in una zona P3, ovvero di massima pericolosità, con ben tre inondazioni subite negli ultimi 23 anni. Proprio da lei, dottor Minutolo, che è pure un geologo, questo non ce lo saremmo mai aspettato”.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

L’equilibrio del bilancio triennale di previsione 2026/2028 è stato raggiunto con l’applicazione di oltre 6 milioni di euro…

Lunedi 23 febbraio dalle 16 alle 19 la Camera Penale di Lucca ha organizzato un convegno informativo alla…

Spazio disponibilie

Si terrà mercoledì (25 febbraio), alle ore 17.00 alla Biblioteca comunale "Sirio Giannini" a Palazzo Mediceo, il nuovo incontro…

Inizieranno lunedì (23 febbraio) a Capezzano Monte i lavori di risanamento del parcheggio pubblico in via Case di Gallè, struttura impalcata in appoggio…

Spazio disponibilie

Con la pubblicazione della delibera di consiglio comunale che, mercoledì sera, ne ha decretato l'approvazione, è entrato subito 

Domenica 22 febbraio, alle ore 17, al Teatro Comunale “Idelfonso Nieri” di Ponte a Moriano (Lucca), per la…

Nella giornata di sabato il gruppo giovanile di Gioventù Nazionale Lucca sarà presente in Via Beccheria, tra Piazza…

Spazio disponibilie

Proseguono gli incontri letterari al Caffè Santa Zita, sotto la direzione artistica di Monica Zoe Innocenti. Venerdì 27…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie