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Scritto da Redazione
Piana
11 Giugno 2026

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Sono nove, sono tutte donne e rischiano il licenziamento nell'ambito di una procedura collettiva che riguarda lo stabilimento Rotork di Porcari. Una vicenda che il Comune considera di estrema gravità, sia per l'impatto sulle lavoratrici e sulle loro famiglie, sia per il timore che possa rappresentare il primo passo di un processo più ampio di ridimensionamento, esternalizzazione e svuotamento progressivo delle funzioni aziendali sul territorio.
Il punto è emerso questa mattina (11 giugno) durante l'incontro in municipio tra l'amministrazione comunale, quattro delle lavoratrici coinvolte e le rappresentanze sindacali, con Nicola Riva della Fiom e Stefano Giannini della Rsu aziendale. Presenti il sindaco Leonardo Fornaciari, la vicesindaca Roberta Menchetti, l'assessora al lavoro Madalina Golea e l'assessora al sociale Eleonora Lamandini, che hanno espresso forte preoccupazione e confermato la volontà del Comune di tenere alta l'attenzione, facendo pressing sui livelli istituzionali e in particolare sulla Regione Toscana, attraverso il consigliere speciale al lavoro e alle crisi industriali Valerio Fabiani.
La procedura riguarda nove impiegate dell'area amministrativa su tredici persone complessive. In azienda resterebbero quattro figure dedicate soprattutto a controllo, verifica e supervisione, mentre le altre mansioni verrebbero progressivamente esternalizzate e sostituite attraverso l'Ai. I licenziamenti sono previsti da ottobre, ma il sindacato ha chiesto di valutare ogni soluzione utile ad allungare i tempi e ridurre l'impatto della decisione, compresa l'ipotesi del contratto di solidarietà.
Nell'incontro è stato sottolineato che non si tratta di una crisi aziendale in senso classico, ma di una riorganizzazione decisa da una multinazionale che, pur avendo numeri solidi, punta a ridurre i costi delle funzioni amministrative locali scaricandone le conseguenze sulle lavoratrici. Molto delicato è il tema del trasferimento di competenze: sono già state avviate, infatti, sessioni di affiancamento con personale esterno collegato dall'India, dipendente della Wns, multinazionale dell'outsourcing acquisita da Capgemini per rafforzare proprio le operazioni basate sull'intelligenza artificiale.
A preoccupare è anche l'uso di registrazioni, trascrizioni e mappature dei processi lavorativi: il timore è che il patrimonio professionale costruito dalle dipendenti in anni di esperienza venga assorbito in sistemi esterni o strumenti di Ai, svuotando progressivamente le funzioni locali. "Si sta prendendo il sapere delle persone – è stato detto durante l'incontro – per trasformarlo in un processo replicabile altrove. È un tema enorme, che riguarda non solo questa azienda, ma il futuro del lavoro amministrativo, impiegatizio e intellettuale in genere".
Molto forte anche la dimensione umana della vertenza. "C'è un aspetto che ci ha colpito profondamente – dice il sindaco, Leonardo Fornaciari – ed è la sofferenza psicologica prodotta da questa vicenda. Dal mese di gennaio queste lavoratrici vivono nell'incertezza, senza sapere se, quando e come perderanno il proprio posto. È una condizione pesantissima, che logora le persone e le famiglie, tanto più quando viene chiesto loro di continuare a lavorare, rispettare scadenze e perfino trasferire competenze mentre il loro futuro resta appeso. Non possiamo considerare tutto questo una normale riorganizzazione aziendale. È una ferita sociale, e come tale va trattata".
"Il dato di genere – aggiunge Fornaciari – rende la vicenda ancora più grave: le nove persone coinvolte nella procedura sono tutte donne, molte con un'anzianità aziendale molto elevata, in alcuni casi superiore ai 25 o 30 anni. Un aspetto che rende ancora più delicata la prospettiva di ricollocazione, soprattutto in un mercato del lavoro che difficilmente può garantire condizioni economiche e contributive equivalenti a chi ha costruito la propria professionalità in un lungo percorso interno".
Le prime ipotesi economiche circolate sono state giudicate del tutto insufficienti. La partita si gioca ora su tempi stretti: la fase sindacale della procedura potrebbe esaurirsi già nei prossimi giorni, salvo eventuali proroghe. Per questo l'obiettivo è guadagnare tempo, allargare il tavolo e portare la vertenza a un livello istituzionale più alto.
"Sullo sfondo resta una questione più ampia: come governare processi di riorganizzazione che, sotto il nome di innovazione, digitalizzazione o intelligenza artificiale, rischiano di trasformarsi in strumenti di sostituzione del lavoro umano senza adeguate tutele", conclude il sindaco.
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