In linea con le più recenti direttive europee - proprio da pochi giorni è in vigore la Direttiva UE per il diritto dei consumatori alla riparazione - che promuovono il riuso e la manutenzione dei beni come strumenti prioritari per la riduzione dei rifiuti, il Comune avvia un progetto di economia circolare denominato 'Ripara' volto a favorire una nuova cultura del consumo responsabile.
Il progetto è stato presentato con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il sindaco, Giordano Del Chiaro, l'assessora all'ambiente, Claudia Berti, il presidente di Zero Waste Italy e coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, Rossano Ercolini, Danilo Boni, di Zero Waste Italy, Mirko Bernardi di Hacking Labs e Daniele Guidotti di Daccapo, due realtà quest'ultime che da anni sono attive nel settore del riuso.
L'iniziativa, alla quale hanno già confermato la collaborazione partecipando ai primi incontri le associazioni di categoria Confcommercio, Confcooperative e Confartigianato punta a sviluppare sul territorio un sistema di incentivazione e promozione delle attività di riparazione attraverso la creazione di una rete di riparatori locali – dalle sartorie ai laboratori di riparazione di elettrodomestici, cellulari e biciclette – rendendoli facilmente accessibili ai cittadini e valorizzandone il ruolo economico e ambientale.
Elemento qualificante del progetto è la collaborazione con le associazioni e gli enti del Terzo Settore già attivi sul territorio nella promozione dell'economia circolare, del riuso e della sostenibilità ambientale. Grazie alle competenze e al radicamento di queste realtà, sarà possibile sviluppare azioni di sensibilizzazione, orientamento e coinvolgimento della cittadinanza, rafforzando la rete locale e diffondendo una cultura della riparazione come scelta consapevole e responsabile. Tra le azioni previste dal progetto la creazione di un registro dei riparatori aderenti, la definizione di strumenti incentivanti per favorire la riparazione dei beni, la promozione della cultura del riuso e della riparazione presso la cittadinanza, l'attivazione di sinergie tra Comune, Centro Rifiuti Zero e Ascit.
Ad inizio settembre sarà pubblicato un bando per raccogliere le adesioni dei vari soggetti interessati ad aderire a questa innovativa progettualità per dare concretamente il via a questa nuova iniziativa.
Attraverso un'agevolazione economica dedicata, il progetto intende inoltre abbattere il costo delle riparazioni, rendendo questa scelta realmente competitiva rispetto all'acquisto di prodotti nuovi, spesso percepiti come più convenienti. L'obiettivo è incentivare comportamenti sostenibili, prolungare la vita dei beni, ridurre la produzione di rifiuti e sostenere le attività artigianali e commerciali del territorio.
L'iniziativa genera così un circolo virtuoso che mette in relazione amministrazione pubblica, imprese, artigiani, Terzo Settore e cittadini, coniugando benefici ambientali, sviluppo dell'economia locale e coesione sociale. Un modello replicabile di economia circolare capace di contrastare la cultura dell'usa e getta e accompagnare la transizione verso un sistema di consumo più consapevole, resiliente e sostenibile.
"Con il progetto 'Ripara' facciamo un passo in avanti importante verso un modello di comunità che sceglie di dare valore alle cose, alle persone e al lavoro del territorio afferm al'assessora all'ambiente, Claudia Berti -. Riparare significa ridurre i rifiuti, ma anche contrastare la cultura dell'usa e getta, sostenere gli artigiani e riscoprire il valore di ciò che già possediamo.
Questo progetto nasce da una visione che appartiene da sempre all'identità di Capannori: prevenire i rifiuti prima ancora di doverli gestire. Oggi, anche alla luce delle nuove politiche europee sul diritto alla riparazione, trasformiamo questa visione in un'opportunità concreta per cittadini e imprese. È un'innovazione che mette in rete istituzioni, associazioni e realtà del territorio per costruire insieme un futuro più sostenibile, dove l'economia circolare non è uno slogan, ma una scelta concreta e quotidiana".
"Sono molto soddisfatto per il lavoro di squadra svolto tra il Centro Ricerca Rifiuti Zero, Zero Waste Italy e il comune di Capannori sia da parte del sindaco Del Chiaro che dell'assessora Berti, ma anche degli uffici - afferma Rossano Ercolini - Infatti il progetto approvato è stato possibile attraverso un percorso "ricognitivo" e partecipativo che ha coinvolto categorie economiche, il sistema di riuso solidale e singole imprese del territorio in una sinergia che ancora una volta pone il nostro comune all'avanguardia delle buone pratiche di riduzione dei rifiuti. Da pochi giorni è in vigore la Direttiva UE per il diritto dei consumatori alla riparazione e questo provvedimento è il miglior modo per dimostrare che Rifiuti Zero spinge per passare dalle parole ai fatti. Capannori è il primo comune ad anticipare questa normativa. Un grazie a Danilo Boni che con i suoi "casi studio" ha contribuito a creare il know how per partire".



