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Scritto da massimo raffanti
Piana
19 Ottobre 2022

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Sono nato e, da sempre, vivo a San Ginese, ridente collina del Compitese. Un piccolo centro balzato all'onore delle cronache per l'ormai accertata presenza dei lupi. Dopo aver personalmente incontrato ieri in località "La Speranza" un piccolo canide che, dell'apparenza stanca e denutrita deambulava in mezzo alla strada, fermandosi e guardandoti con occhi supplichevoli e disorientati, mi sono deciso a raccogliere una sua evidente e visiva supplica.
In tanti lo hanno visto, ma da San Ginese di Compito, luogo di ripetuti avvistamenti, purtroppo, non è giunta finora nessuna soluzione definitiva all'aiuto da dare.
È del resto la storia di due cuccioli che, ormai da mesi, vagano tra le case di via di Villa alla ricerca di cibo e forse di protezione e di tenerezza.
Pare inoltre che, l'esemplare che ho avvistato ieri, dovrebbe rappresentare uno dei due lupetti, rimasti purtroppo senza branco.
Si sono dunque stabiliti in paese e adesso si trovano in grande difficoltà. Dopo diverse segnalazioni, appelli sui social e l'arrivo di una squadra di pronto intervento, giorni fa si è scoperto che i due piccoli hanno la rogna e – proprio per questo motivo – sarebbero ridotti all'osso.
Con poco pelo, deboli e molto fragili.
Adesso, da scrittore di libri ambientati nella natura ed in misteriosi vallate montane con relativi avvistamenti di aquile e lupi, credo che anche in questa circostanza, sia giusto ritornare a "ballare con i lupi".
Come farlo?
Dando risalto ad una storia che non è  certo solo romantica.
Sono un animalista e, proprio per questo, non solo mi dichiaro un fans dei due lupetti ritrovati ma, spero vivamente che questa storia sia maggiormente diffusa negli ambienti protezionistici.
Anche per prevenire altre similari situazioni.
Sto dunque con tutti coloro che adesso intendono salvare i due piccoli,  preservandoli da altri episodi d'eccessiva umanizzazione.
Nei giorni scorsi, mi è stato riferito, una biologa assieme ai volontari di un'associazione hanno posizionato una telecamera ad infrarossi in quello che era diventato il giaciglio dei due cuccioli.
Proprio lì, era stato messo anche del cibo con dei medicinali. La rogna, infatti, secondo quanto detto dagli esperti, è una malattia molto invalidante ma – se ben curata – è anche facile da mandare via.
Purtroppo però, forse spaventati dalla presenza degli essere umani, i piccoli – secondo le registrazioni della telecamera – non hanno più fatto ritorno alla loro "cuccia" e, quindi, non hanno ingerito i medicinali contenuti nel cibo. Tanti i successivi e disperati avvistamenti in paese: ormai a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Adesso la gente, commossa dalla storia, colloca pezzi di carne fuori dalle abitazioni ed in posti particolari del bosco. 
Il gesto, pare però che sia stato severamente vietato, sia dalle associazioni di volontariato che dai biologi, che si sono uniti – insieme – in un appello disperato: "Non dategli da mangiare".
Procurare del cibo a degli animali selvatici come i lupi, anche se così piccoli e in difficoltà, è infatti fortemente sconsigliato dagli esperti, sia per la vita degli animali che per quella della popolazione. Un vero e proprio rischio per la specie, che – per natura – fin dalla tenerissima età deve imparare a procacciarsi le prede, anche percorrendo lunghe distanze. Cosa che, i due cuccioli malati, non hanno potuto ancora fare. 
Ultime confidenze di una signora del paese:
"Il lupo papà pare sia stato ucciso da un cacciatore visto presunti attacchi alle pecore in altre zone del Compitese, mentre della madre non si hanno notizie".
I piccoli sono rimasti purtroppo soli e personalmente ritengo sarebbe giusto trasferirli, prima possibile, in un apposito rifugio per poi, una volta curati e più grandi, rilasciarli liberi in una riserva.
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