Caro direttore,
dunque ad oggi sono 5 i candidati a sindaco di Viareggio:
Paolo Annale è il candidato “di bandiera” dei residui comunisti duri e puri,
Christian Marcucci pare un segmento di Fratelli d’Italia con prospettive di successo che paiono molto modeste.
In corsa vera sembrano esserci invece le tre signore, con uguale DNA politico (di sinistra):
La signora Grilli. E’ la candidata di Del Ghingaro che comunque vada dimostra una resilienza degna di Malala Yousafzai: era riuscito a far convergere sulla candidata una incredibile ammucchiata: dai quattro partiti di centro destra oggi al governo, il suo manipolo personale e nientemeno che Rifondazione Comunista. assecondando un rito ormai diffuso: l’importante è essere eletti, quanto a governare ci penseremo.
Oggi Daniele Soddu di Rifondazione Comunista si tira fuori con una dichiarazione singolare “Se ci impegniamo in un percorso civico, è perché sia davvero tale, libero da logiche di partito ….”. Cioè Soddu o non considera Rifondazione un partito oppure deve dirci perché le “logiche del partito” Rifondazione Comunista andavano bene e le “altre” no: viene a mente la Fattoria degli animali, “tutte le logiche di partito sono uguali ma qualcuna è meno uguale delle altre”.
la signora Maineri è sostenuta dal “campo Largo”: basta vedere quello che succede in Regione per capire che si tratta di un’altra ammucchiata con lo stesso “programma”: essere eletti. Di programmi di governo della città non se ne parla altrimenti gli alleati si accapigliano.
la signora Marcucci è appoggiata da se stessa, dalla potente famiglia e, per inciso, anche dal discolo Matteo Renzi che entra ed esce dal “campo Largo” con la consueta disinvoltura.
Non c’è spazio per chi vuole votare un credibile candidato di centrodestra.
In una ventura politica di questo genere se Vannacci presentasse una proposta solo “territoriale” magari concordata con l’incazzatissimo cluster ex leghista che fa capo a Massimiliano Baldini e a Maria Pacchini, rischia di mettere in consiglio comunale più di un eletto sia della vecchia guardia leghista sia della nouvelle vague del Generale.
Ci vuole un mediatore: la somma dei propri voti con quelli della parte imbufalita di centrodestra che recalcitra dal dare il voto a una qualunque delle tre compagne, potrebbe riservare qualche sorpresa e richiamare i 4 partiti a una maggiore coerenza che non sia battere il Campo Largo e far governare un sindaco che da lì proviene e che non ha mai fatto alcuna abiura.
A me pare che la (ex) “perla della Versilia” meriterebbe maggiore chiarezza: come la mettiamo con i delinquenti che presidiano la Pineta, la stazione, e quasi per intero Torre del Lago?
in quale stato sono i conti dare/avere del Comune e delle sue partecipate, dopo l’assorbimento del dissesto avvenuto però con i soldi di Roma e non con mezzi propri?
Almeno questi due punti nodali andrebbero chiariti da parte di tutti i contendenti.
A Viareggio non c'è spazio per chi vuole votare un credibile candidato di centrodestra
Scritto da francesco pellati
Politica
01 Aprile 2026
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